Colico: zuffa tra ragazzine in discoteca finisce... in tribubale

Una serata di festa finita al pronto soccorso e poi in tribunale: una vicenda ancora tutta da chiarire, quella ricostruita nei giorni scorsi davanti al giudice Gian Maria Marletti del Tribunale di Lecco nel processo che vede imputata una giovane accusata di lesioni aggravate dal concorso con altre persone per un episodio avvenuto nella tarda serata del 20 febbraio 2023 durante uno “student party” al Continental di Colico.
In aula è stata ascoltata la persona offesa, classe 2008, che ha ripercorso quanto accaduto quella notte. “Quella sera sono arrivata al locale accompagnata da mia mamma e da un’amica – ha raccontato – Verso le undici sono entrata con il mio gruppo. Dopo circa mezz’ora un paio di ragazze hanno iniziato a insultarmi, dandomi della troia e della stronza”. Secondo il suo racconto gli insulti sarebbero nati da vecchie tensioni legate a una relazione sentimentale: una delle ragazze presenti era infatti fidanzata con il migliore amico del suo ex.
La situazione, inizialmente ignorata dalla 17enne per evitare uno scontro, sarebbe degenerata poco dopo la mezzanotte, quando sarebbe stata accerchiata e aggredita dal branco: “Sono venute tutte insieme a parlarmi, poi mi hanno buttata per terra. Quando sono caduta ho iniziato a ricevere colpi da più persone. Ero stordita e non capivo cosa stesse succedendo, credo di aver preso anche una ginocchiata”.
La ragazza ha raccontato di essere stata afferrata per i capelli, buttata a terra e minacciata: “Mi dicevano che se avessi toccato una di loro mi avrebbero ammazzata”. Dopo l’aggressione sarebbe intervenuto il personale di sicurezza del locale per portarla in infermeria.
Poco dopo la giovane è stata trasportata in ospedale, dove le sono stati applicati tre punti di sutura al sopracciglio destro. In aula ha riconosciuto nell’imputata, seduta accanto al proprio difensore, la ragazza del gruppo che l'avrebbe buttata a terra e presa per i capelli. “Non la conoscevo prima di quella sera – ha precisato – ma sapevo che frequentava l'amica del ragazzo che avevo lasciato, lo vedevo dalle storie su Instagram”.
Secondo la denuncia presentata il giorno successivo insieme alla madre, dopo l’episodio sarebbero arrivati anche messaggi minacciosi sui social. “Mi hanno scritto che la prossima volta mi avrebbero lasciata per terra a morire” ha riferito.
Diversa la ricostruzione offerta da una delle ragazze che avrebbero preso parte all'aggressione di gruppo, anche lei classe 2008 e sentita in aula come persona informata sui fatti. La ragazza ha parlato di tensioni nate nei giorni precedenti sui social dopo la fine di una relazione della persona offesa con un suo amico. “Avevo visto su Instagram che lo aveva deriso pubblicando cose intime – ha spiegato – ne avevamo parlato e pensavo fosse finita lì”.
Secondo la sua versione, le due ragazze quella sera si sarebbero viste e chiarite, ma la discussione sarebbe degenerata solo più tardi nel corso della serata, quando la presunta persona offesa avrebbe “dato una spallata” a una sua amica: “Quando siamo andate a parlarle è partita una discussione e lei ha tirato un calcio a una di noi”. Da lì le botte, che, secondo la giovanissima testimone, sarebbero partite nella zuffa, più che per una vera e propria aggressione del gruppo ai danni di una. Secondo il suo racconto, infatti, l'odierna imputata sarebbe intervenuta solo per difendere le amiche e si sarebbe trovata a terra con la stessa 17enne. “Tutti hanno iniziato a gridare “è stata la bionda” e lei – la persona offesa – era l'unica bionda lì” ha continuato, a sottolineare che non si fosse trattato di un “pestaggio” ad opera della odierna imputata.
Altri testimoni ascoltati in aula hanno fornito ricostruzioni parziali: chi ha riferito al pm d'udienza, il vpo Mattia Mascaro, di essere arrivata quando la ragazza era già a terra e di non aver visto chi l’avesse colpita, chi ha ricordato più discussioni tra i due gruppi di ragazze, ma ha spiegato di essersi allontanata prima dell’aggressione, per tornare ad assistere la persona offesa con il volto sanguinante.
Conclusa la fase istruttoria, il procedimento proseguirà ad aprile con la discussione finale.

F.F.
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