Olginate, sedicenne morì in un sinistro: sulla sentenza si esprimono i legali del padre

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Lo scorso 10 febbraio il giudice per le udienze preliminari, Salvatore Catalano, aveva disposto la pena di un anno nei confronti dell'uomo alla guida del suv contro il quale – poco più di un anno prima – si era scontrato un giovanissimo centauro, Lorenzo Grignani, deceduto proprio per le conseguenze di quel drammatico sinistro.
Come si ricorderà, il sedicenne, residente ad Airuno, stava rincasando al termine di una sessione di allenamenti a Lecco quando rimase coinvolto intorno alle ore 20, nel grave incidente lungo Via Spluga a Olginate, allo svincolo per via Santa Maria. Uno scontro violentissimo quello avvenuto il 24 gennaio 2025 nel quale, ad avere la peggio, era stato il giovanissimo airunese, finito rovinosamente a terra. 
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Immediatamente soccorso - grazie all'invio a Olginate di un'ambulanza dei Volontari di Calolzio e di un'automedica - era stato rianimato direttamente sull'asfalto per diversi minuti e poi trasferito a sirene spiegate all'ospedale Manzoni di Lecco, in codice rosso. Nella notte purtroppo, il decesso. 
Poco più di un mese fa in Tribunale a Lecco, al cospetto del giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano, era stata definita la posizione del conducente del suv, con il patteggiamento a un anno proposto dalla difesa – rappresentata dagli avvocati Stefano Pelizzari del Foro di Lecco e Paolo Grasso del Foro di Milano – su consenso prestato dal pubblico ministero Chiara Di Francesco, titolare del fascicolo di indagine. 
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Lorenzo Grignani

Omicidio stradale – per la violazione degli articoli 141 e 154 del CdS (per la mancata precedenza e l'eccesso di velocità) - la contestazione a carico del sessantenne, sulla base dei rilievi dei Carabinieri dell'aliquota Radiomobile della Compagnia di Merate, ma anche di una consulenza cinematica disposta dalla Procura in contraddittorio, alla presenza delle parti.
Una sentenza – formulata in virtù di un presunto concorso di colpa da parte della stessa vittima del sinistro - rispetto alla quale, proprio quest'oggi, gli avvocati Cristina dal Maso e Mirko Spelta – che assistono il padre di Lorenzo, Giovanni Grignani – hanno diramato una nota, anche e soprattutto nell'interesse di onorare la memoria del giovane, nella quale viene citata la risultanza delle consulenze cinematiche di parte, in virtù delle quali ''non si ritiene ascrivibile al giovane motociclista alcun profilo di corresponsabilità nella causazione dell’evento''.
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La pubblichiamo di seguito, in forma integrale:

In seguito alla sentenza emessa dal Tribunale di Lecco in data 10 febbraio 2026, in merito al tragico incidente stradale che ha portato alla morte del giovane Lorenzo Grignani e riportata da numerose testate giornalistiche, il padre, Sig. Giovanni Grignani, e la famiglia paterna della vittima, per il tramite dei propri avvocati Cristina dal Maso e Mirko Spelta, ritengono opportuno chiarire quanto segue.

Come noto, il Tribunale di Lecco ha condannato l’imputato riconoscendo la circostanza attenuante del concorso di colpa della persona offesa.

Orbene, pur nel più assoluto rispetto della decisione dell’Autorità Giudiziaria, si ritiene tuttavia doveroso precisare alcune considerazioni e chiarire la posizione delle parti assistite.

Alla luce delle consulenze cinematiche di parte, non si ritiene ascrivibile al giovane motociclista alcun profilo di corresponsabilità nella causazione dell’evento.

Tale circostanza, peraltro implicitamente emersa anche in sede processuale essendo stata comminata una pena differente e maggiore rispetto alla quantificazione originariamente formulata ex art. 444 c.p.p. con la richiesta di patteggiamento, sarà comunque dedotta e fatta valere nelle opportune sedi.

Si è in ogni caso ritenuto indispensabile chiarire la vicenda processuale come emersa all’esito delle indagini svolte dai difensori della famiglia, e ciò al fine di onorare la memoria del giovane Lorenzo e di contribuire affinché la ricostruzione processuale dei fatti e delle responsabilità risulti il più possibile aderente a quanto realmente accaduto.
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