Lecco: dopo i restauri a Villa Manzoni, il 3 aprile riapre il museo. Gli eventi

Un mese di aprile ricco di iniziative per festeggiare la riapertura di Villa Manzoni, dopo i lavori di restauro. Anche se alcuni ulteriori interventi sono compresi in un secondo lotto e il riallestimento del primo piano con il museo anche multimediale dedicato a lingua e linguaggi sarà effettuato entro la fine del 2027.
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Quello che il sindaco Mautro Gattinoni definisce un “progetto identitario” è stato illustrato questa mattina in una conferenza stampa tenutasi a Palazzo delle paure con l’intervento dello stesso primo cittadini e delle assessore ai lavori pubblici Maria Sacchi e alla cultura Simona Piazza.
La villa riaprirà i battenti al pubblico il prossimo 3 aprile con ingresso libero per i residenti in città, ma anche a istituzioni ed enti che in città hanno la loro sede e con una serie di iniziative che dureranno fino al 3 maggio: letture dei Promessi sposi, laboratori per bambini e famiglie, visite guidate, presentazioni di libri e un concerto (attenzione: prenotazione obbligatoria e «la partecipazione agli eventi non include sempre l’accesso gratuito al museo»: i non residenti dovranno quindi pagare il biglietto di 6 euro o ridotto a 4 e 2 euro).gattinonivillamanzoni.JPG (452 KB)
Nell’introdurre la presentazione del calendario, il sindaco Gattinoni ha parlato di Villa Manzoni e del Teatro della Società come dei pilastri della città, non soltanto culturale ma anche educativo perché l’educazione alla bellezza è un valore. Ricordando inoltre che la villa del Caleotto inserisce Lecco in un circuito nazionale e internazionale di turismo e studio.
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L’assessore Maria Sacchi ha illustrati i lavori effettuati, «lavori importantissimi» che magari i visitatori non vedono, come il consolidamento e la stabilizzazione di pilastri, sottotetto e fondamenta, la realizzazione del vespaio sotto le scuderie, gli impianti realizzati sotto il pavimento». 
«Sono invece visibile i restauri – ha aggiunto – la parte nobile della villa dipinta di rosa che è il colore originario così come rinvenuto durante la stratigrafia, mentre i rustici sono grigi. In questi giorni, inoltre, sono stati tolti gli scuri delle finestre della facciata rivolta sul parco per essere rimessi in sesto e riposizionati nel mese di giugno. In quanto al parco tornerà agibile e, se non ci sono i più i cipressi che il Manzoni rimpiangeva nelle sue lettere, gli alberi sono stati messi in sicurezza e l’attenzione è rivolta in particolare a un cedro del Libano di particolare importanza per il quale potrebbe anche essere richiesto il riconoscimento ufficiale di albero monumentale. La ristrutturazione dei rustici consentirà inoltre l’apertura di un bar da affidare in gestione secondo criteri ancora da definire (il locale potrebbe anche ospitare un book-shop) e di destinare alcuni spazi all’organizzazione di catering. E’ stato realizzato inoltre un ascensore per consentire il raggiungimento del primo piano ai disabili, sono stati restaurati lo scalone d’accesso al corpo nobile e la scala liberty. Infine è stato anche rivisto l’esterno, con l’eliminazione dei parcheggi a ridosso dell’ala rustica di via Marconi così da realizzare un’area d’accoglienza più sicura e gradevole.
Complessivamente, i lavori sono costati 4 milioni e 350 mila euro, dei quali 2 milioni e 670 mila finanziati con il piano nazionale di ripresa e resilienza, ai quali vanno aggiunti 900 mila euro previsti per il museo della lingua e del linguaggio e tra gli 80 e 90 mila per alcune opere di manutenzione,
«Villa Manxoni – ha concluso Sacchi – ora ci dà una percezione diversa da quelle che abbiamo vissuto fino a oggi. E anche le Scuderie sono diventate luminosissime: ne saranno tutti sorpresi. Dobbiamo anche riconoscere la grande collaborazione che c’è stata con la Soprintendenza, solitamente accusata di far ritardare ogni progetto. Così non è stato e i tempi sono stati rispettati».
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E’ toccato infine all’assessore Piazza volgere lo sguardo all’aspetto culturale vero e proprio, parlando di Villa Manzoni come luogo di cultura e di incontro. Punto di partenza e arrivo dei percorsi manzoniani sul nostro territorio, angolo importante di quel triangolo che comprende anche la villa di Brusuglio e la casa milanese dello scrittore. Ora è necessario connettersi con i cittadini per il museo che verrà, quello dedicato alla lingua, ai linguaggi e alla comunicazione. Se il tradizionale museo manzoniano al piano terra della villa sarà visitabile, già dal 3 aprile per il museo della lingua l’allestimento e l’apertura sono previsti entro la fine del 2027. Ma c’è un appuntamento dietro l’angolo: il 18 aprile (alle 17) saranno presentate le linee guida del nuovo spazio espositivo al primo piano, elaborate dalla commissione scientifica. Dopo di che inizierà l’iter per la messa a punto del progetto operativo.
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Sul fronte della gestione, è stata affidata a “Vivaticket” la biglietteria (sia quella in loco che quella on line) «per rendere più agibile la visita al nostro museo che è il più grande polo della nostra identità culturale.»
Con la Villa Manzoni recuperata, con il Teatro restaurato, con il lungolago che avrà un nuovo più gradevole aspetto, ora c’è anche chi pensa alla possibilità di candidare Lecco a capitale italiana della cultura, una promozione che comunque potrà avvenire solo tra qualche anno.

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D.C.
Date evento
venerdì, 03 aprile 2026
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