Lecco: altre due condanne per il trapper Big Ceo

Doppio procedimento nella giornata odierna al tribunale di Lecco per Ameyibor Augustin, trapper classe 1997 noto al pubblico come “Big Ceo”, chiamato a rispondere di due distinti episodi risalenti al 2023.
Nel primo caso, il 28enne è stato condannato a due mesi di reclusione per il reato di violenza privata (articolo 610 del codice penale), reato per il quale, peraltro, la persona offesa aveva già rimesso la querela.
Il secondo procedimento riguardava invece fatti avvenuti in un parco della periferia di Lecco, dove Augustin sarebbe stato avvicinato per un controllo da agenti delle forze dell’ordine mentre si trovava a passeggio il cane. Da lì sarebbero scaturite le accuse di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Il processo, celebrato con rito abbreviato, si è concluso con una condanna a due mesi e due giorni di reclusione, pronunciata dal giudice Gian Maria Marletti.
L’imputato è difeso di fiducia dall’avvocato Niccolò Vecchioni del foro di Milano, lo stesso penalista che assiste anche Baby Gang. In udienza il legale è stato sostituito dal collega Nicolò Zammarchi, che ha chiesto l’assoluzione del 28enne invocando l’applicazione dell’articolo 131 bis del codice penale per particolare tenuità del fatto.
La figura di “Big Ceo” era già finita in passato al centro di vicende giudiziarie. Tra queste, un procedimento terminato con sentenza di condanna l'estate scorsa, relativo a fatti del 2019 avvenuti in viale Turati a Lecco. In quell’occasione, secondo l’accusa, il trapper si sarebbe presentato sotto l’abitazione di un vicino insieme ad altre due persone, arrivando – dopo un diverbio con la moglie dell’uomo – a esplodere un colpo di pistola. Per quell'episodio il giudice Bianca Maria Bianchi aveva quantificato la condanna a 6 mesi di reclusione.
F.F.
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