Castelli: il Nord piange Umberto. La lotta per il destino delle nostre genti proseguirà
Umberto Bossi ci ha lasciato. Pur nel tumulto dei sentimenti è nostro dovere meditare su che egli sia stato in quale retaggio ci lascia. Egli ha segnato profondamente la vita non solo politica dei padani prima e di tutto il Paese poi. Ha svegliato le nostre coscienze ci ha insegnato che un cittadino, un popolo non possono dimenticarsi delle proprie radici; ha evidenziato le storture dell'assetto centralistico dello Stato che ha caratterizzato l'intera storia da Repubblica italiana.
Insieme e sotto la sua guida abbiamo inseguito un sogno la libertà dei popoli padani abbiamo combattuto lottato vissuto momenti esaltanti ma anche sconfitte e grandi errori, ma come diceva lui “mai mulà tegn dur”. La storia non si fa con i se e con i ma, di certo se la malattia non lo avesse così duramente colpito e piegato oggi l'Italia sarebbe diversa.
Oggi il vento della storia soffia contro le idee di autonomia di autogoverno dei popoli. Quella che fu La Lega Nord per l'indipendenza della Padania è stata sostituita da un partito centralista con venature meridionalistiche e oggi nessuno in Parlamento a Roma ha a cuore i legittimi interessi del Nord.
La Questione Settentrionale è stata dimenticata senza capire che se non verrà risolta l'intera Italia andrà in rovina.
Sono fermamente convinto allora che chi gli è stato vicino per tutta una vita, chi non ha mai tradito, anche e soprattutto in questi momenti bui, ha il dovere ineludibile di tenere accesa la fiamma dell’Autonomia, dell’identità e dell'Autogoverno. Lo dobbiamo a noi stessi, alle generazioni future e anche e soprattutto a Umberto Bossi senza il quale questo modeste parole non sarebbero state neanche scritte.
Il Partito Popolare del Nord è nato per dare futuro e slancio a questa visione, e la morte di Bossi getta un seme in una terra feconda, un seme dal quale nascerà una pianta vigorosa, su questo non ho dubbi. Il Partito Popolare del Nord affronta la sfida e politica e intellettuale di formulare politiche tese al raggiungimento di questi traguardi, essendo il contesto politico italiano ed europeo molto diverso rispetto all’Italia degli Anni Ottanta.
Onorando la memoria di Umberto, il Partito Popolare del Nord proseguirà il suo cammino nella vita democratica del Paese.
Insieme e sotto la sua guida abbiamo inseguito un sogno la libertà dei popoli padani abbiamo combattuto lottato vissuto momenti esaltanti ma anche sconfitte e grandi errori, ma come diceva lui “mai mulà tegn dur”. La storia non si fa con i se e con i ma, di certo se la malattia non lo avesse così duramente colpito e piegato oggi l'Italia sarebbe diversa.
Oggi il vento della storia soffia contro le idee di autonomia di autogoverno dei popoli. Quella che fu La Lega Nord per l'indipendenza della Padania è stata sostituita da un partito centralista con venature meridionalistiche e oggi nessuno in Parlamento a Roma ha a cuore i legittimi interessi del Nord.
La Questione Settentrionale è stata dimenticata senza capire che se non verrà risolta l'intera Italia andrà in rovina.
Sono fermamente convinto allora che chi gli è stato vicino per tutta una vita, chi non ha mai tradito, anche e soprattutto in questi momenti bui, ha il dovere ineludibile di tenere accesa la fiamma dell’Autonomia, dell’identità e dell'Autogoverno. Lo dobbiamo a noi stessi, alle generazioni future e anche e soprattutto a Umberto Bossi senza il quale questo modeste parole non sarebbero state neanche scritte.
Il Partito Popolare del Nord è nato per dare futuro e slancio a questa visione, e la morte di Bossi getta un seme in una terra feconda, un seme dal quale nascerà una pianta vigorosa, su questo non ho dubbi. Il Partito Popolare del Nord affronta la sfida e politica e intellettuale di formulare politiche tese al raggiungimento di questi traguardi, essendo il contesto politico italiano ed europeo molto diverso rispetto all’Italia degli Anni Ottanta.
Onorando la memoria di Umberto, il Partito Popolare del Nord proseguirà il suo cammino nella vita democratica del Paese.
Roberto Castelli





















