Sul Bione serve chiarezza sui numeri per tutelare davvero lo sport lecchese

La decisione di portare in Consiglio comunale, a due mesi dalle elezioni, la delibera sul progetto di riqualificazione del Bione è un atto politico che non può essere ignorato. È evidente che l’attuale Amministrazione voglia presentarsi al voto dicendo di aver “avviato la procedura” per ridare ai lecchesi un Bione nuovo e riqualificato. La realtà, purtroppo, è che si sta forzando un’istruttoria incompleta e viziata nella forma e nella sostanza, come emerso nella commissione di martedì scorso, persino dai consulenti che sono stati interrogati dalla giunta. 
La cosa più grave è che il tutto venga fatto senza un vero confronto con le associazioni sportive, che hanno invece sollevato diverse criticità al progetto. Questo progetto, infatti, punta soprattutto su piscine, ristorante e palestra, cioè attività commerciali, mentre pista di atletica, palazzetto e sport di base restano del tutto trascurati
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A questo si aggiunge un altro punto decisivo: il partenariato pubblico privato (PPP) — cioè un contratto tra pubblico e privato, che per sua definizione prevede che il rischio di progetto debba stare prevalentemente in capo al privato — qui appare sbilanciato, perché quasi tutto il rischio è sulle spalle del Comune. Azione non è contraria al PPP, anzi, ma se è autentico e ben bilanciato, con un chiaro riparto dei rischi.
Il problema, quindi, non è la riqualificazione del Bione — necessaria e urgente — ma il modo e il momento in cui si tenta di farla passare: una scelta pesante, irreversibile, presentata a fine mandato come una bandierina elettorale, più che come un progetto costruito insieme alla città.
Azione Lecco invita l’Amministrazione a prendersi il tempo necessario per chiarire i conti, riequilibrare il PPP e rimettere al centro lo sport praticato e le richieste delle associazioni sportive. Inoltre, invitiamo tutte le associazioni sportive a continuare a farsi sentire e presenziare alla prossima commissione che si terrà in sala consiliare mercoledì 25 marzo: la loro voce è fondamentale e può fare la differenza, e noi siamo al loro fianco per amplificarla e portarla nelle sedi istituzionali.
Il Bione non è un affare immobiliare: è un bene pubblico, un patrimonio sociale e sportivo di tutti i cittadini.
Giacomo Mainetti, referente cittadino di Azione
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