Le onde del giapponese Hokusai in mostra a Palazzo delle Paure

Inaugurata a Palazzo delle Paure di Lecco la mostra dedicata a Hokusai, l’artista giapponese vissuto a cavallo tra Sette e Ottocento, quando la terra del Sol Levante era ancora un mondo chiuso all’esterno, e che in questo primo scorcio di millennio è stato al centro di una riscoperta con le esposizioni che si sono moltiplicate.
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Quella che arriva ora a Lecco è già passata lo scorso anno da Treviso dove ha riscosso un particolare successo tanto da essersene prolungata l’apertura, mentre il 27 prossimo 27 marzo a Roma sarà inaugurata quella che viene definita la più grande mostra mai realizzata in Italia. In anticipo di una settimana, il via alla rassegna lecchese che resterà aperta fino al 27 settembre.
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Cuore di ogni iniziativa, la “Grande Onda” passata da semplice decorazione – come hanno scritto i critici – a icona globale. Palazzo delle paure non è da meno: “Hokusai. Il segreto dell’onda che attraversa l’Europa” è infatti il titolo della mostra lecchese che intende anche mettere in luce i rapporti tra arte giapponese e arte occidentale, in una sorta di scambio reciproco.
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Il curatore, Paolo Linetti (storico specialista nell’arte giapponese) ha spiegato come Hokusai fosse ossessionato dall’acqua, come per tutta la vita avesse dipinto onde, utilizzando non le regole della cultura nipponica bensì quelle del nostro Rinascimento scoperto attraverso un manuale del fiammingo Albrecht Dürer: «Hokusai parlava il nostro linguaggio, i canoni estetici erano i nostri a partire dalla Grecia antica.» E la Grande Onda non solo è rappresentativa dell’opera di Hokusai ma è anche un’icona del mare.
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Da parte sua, la storica dell’arte Simona Bartolena ha invece ricordato come il “giapponesismo” abbia avuto una grande influenza sull’Ottocento europea: «Senza l’arte giapponese, l’Impressionismo non sarebbe mai esistito.»
E proprio di “giapponesismo” Bartolena parla in un breve video visibile in una sala.
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Il percorso della mostra ricostruisce il contesto storico e la vita movimentata dell’artista, nonché l’evoluzione delle sue incisioni. Offrendo, in un paio di vetrine, oggetti che consentono in qualche modo di “sognare”: sono attrezzi utilizzati dalla tipografia alla quale Hokusai si rivolgeva e ancora in funzione: «Sono attrezzi usati da Hokusai? Non possiamo dirlo – le parole di Linetti - Ma sono attrezzi dell’epoca di Hokusai, quello è sicuro. E allora possiamo immaginarci che li abbia utilizzati…»
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Riproposta anche in questa occasione, com’era stato fatto per la mostra di Antonio Ligabue, il dialogo con l’arte contemporanea: a omaggiare l’opera di Hokusai è il milanese Armando Fettolini, peraltro collaboratore della società Vidi alla quale il Comune di Lecco ha appaltato l’organizzazione delle “grandi mostre”, che ha realizzato tre tele appositamente per questo appuntamento.
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Nel presentare la mostra, l’assessore alla cultura Simona Piazza ha parlato della continuazione di una ormai consolidata tradizione per il calendario artistico lecchese che in questi anni ha proposto un lungo viaggio nella storia dell’arte e ora cerca il confronto con il Giappone e del dialogo con l’Occidente. Una mostra importante, anche in questo caso voluta per promuovere il turismo culturale in città: «È un’occasione importante.»
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Di continuità ha parlato anche la dirigente del settore cultura Giuseppina Di Gangi che ha anche sottolineato la qualità che in questa mostra si vede anche nell’allestimento di particolari eleganza e raffinatezza.
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Il sindaco Mauro Gattinoni ha colto l’occasione per una sorta di bilancio del proprio mandato (a maggio si vota), parlando di una linea assolutamente coerente sviluppata in questi anni che è un impegno a continuare nel futuro: «Ci danno ragione i numeri. Investire nella cultura significa aumentare le possibilità di futuro della nostra città.»
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Infine, Carola Confalonieri, del consolato giapponese di Milano, ha portato il saluto del console Kobayashi Toshiaki che si è felicitato per l’apertura della mostra lecchese in quello che in Giappone è il giorno della festa nazionale della Primavera e rilevando che non sia un caso che la Grande Onda sia esposta a Lecco che è una città legata all’acqua.
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La mostra, come detto, sarà visitabile da oggi fino al 27 settembre: il martedì dalle 10 alle 14; dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 18. Biglietto, 12 euro (ridotti, 8 e 5). Saranno inoltre organizzate visite guidate per adulti e bambini.
D.C.
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