Lierna: aggredì coinquilino e CC. Magrebino a giudizio
E' comparso stamani al cospetto del giudice in ruolo monocratico del Tribunale di Lecco, Martina Beggio, per rispondere dei reati di lesioni e resistenza nei confronti di due carabinieri dell'aliquota radiomobile della Compagnia di Lecco.
I fatti contestati ad un marocchino classe 1999 risalgono al 2 gennaio 2022 quando la centrale operativa aveva inviato una delle pattuglie in servizio a Lierna, nei pressi della stazione ferroviaria. Qui i due operanti avevano raccolto la richiesta di aiuto di un iracheno del 1997, residente in paese; quest'ultimo aveva riferito di essere stato pesantemente malmenato da due suoi inquilini e da uno sconosciuto. Botte e calci lo avrebbero travolto mentre si trovava all'interno dell'abitazione, ma anche fuori, con un coltello che ad un certo punto sarebbe stato estratto da uno degli aggressori che gli avrebbe pure sottratto una somma di denaro pari a 120 euro.
''Il ragazzo aveva le labbra sanguinanti e lamentava un dolore alla schiena'' ha riferito uno dei due militari intervenuti in quell'occasione, escusso stamani in qualità di testimone del pubblico ministero.
Stante la situazione di potenziale pericolo, i carabinieri decisero di accompagnare il richiedente fino a casa per consentirgli di prelevare alcuni effetti personali. Nel tragitto però, ecco spuntare i presunti aggressori: due soggetti - fra cui l'imputato – che si sarebbero avvicinati con fare minaccioso all'iracheno, così come alle ''divise''.
Grazie all'intervento di una pattuglia di militari della stazione di Valmadrera – giunta in ausilio alla radiomobile – uno dei due individui, quello dal fare all'apparenza più aggressivo, rimase fuori, sorvegliato a vista dagli operanti; l'altro invece, varcò l'ingresso dell'abitazione insieme alla vittima e ai militari.
La scena che si presentò dinnanzi agli occhi dei carabinieri, non fu incoraggiante: sulla porta d'ingresso vi erano delle tracce ematiche e nei locali vigeva il più completo disordine.
In pochi istanti, la situazione degenerò: l'imputato – stando alle dichiarazioni rese quest'oggi in Aula dal teste - iniziò ad urlare, proferendo ingiurie e minacce anche nei confronti dei militari, all'indirizzo dei quali scagliò un portafoglio, spingendo verso di loro pure un pesante tavolo in legno.
Furono attimi di grande concitazione, al culmine dei quali gli esponenti della Benemerita – finiti ad un certo punto a terra - riuscirono a bloccare e ad ammanettare il soggetto, mentre all'esterno della palazzina si era creato un certo assembramento, stante le urla che giungevano dall'interno. Presente pure il sindaco della cittadina sul lago, intervenuto per capire le ragioni di quel trambusto.
Si rese dunque necessario per i carabinieri, così come per l'imputato e la parte offesa, ricorrere alla cure del pronto soccorso dell'ospedale Manzoni di Lecco. Una volta giunti in reparto però, l'atteggiamento del giovane oggi a giudizio per quei fatti, non mutò. ''Continuava ad essere aggressivo, anche con i sanitari'' ha aggiunto l'operante escusso quest'oggi.
Fatti per i quali il giovane marocchino (indosso al quale non fu trovato nè il coltello, nè la somma di denaro segnalata dal richiedente ndr) venne tratto in arresto in flagranza di reato per la resistenza e le lesioni nei confronti dei militari dell'Arma; il coinquilino presentò invece denuncia nelle ore successive, dopo essersi portato presso la stazione CC di Lecco.
Quest'oggi avrebbe dovuto terminare l'istruttoria dibattimentale, ma l'assenza della presunta vittima – per la quale è stato disposto l'accompagnamento coattivo, oltre ad una sanzione per non essersi presentato in Tribunale – ha costretto il giudice ad aggiornare l'udienza al prossimo 16 aprile. Raccolta la testimonianza della parte offesa, toccherà poi all'imputato – detenuto per altra causa – sottoporsi ad esame.
I fatti contestati ad un marocchino classe 1999 risalgono al 2 gennaio 2022 quando la centrale operativa aveva inviato una delle pattuglie in servizio a Lierna, nei pressi della stazione ferroviaria. Qui i due operanti avevano raccolto la richiesta di aiuto di un iracheno del 1997, residente in paese; quest'ultimo aveva riferito di essere stato pesantemente malmenato da due suoi inquilini e da uno sconosciuto. Botte e calci lo avrebbero travolto mentre si trovava all'interno dell'abitazione, ma anche fuori, con un coltello che ad un certo punto sarebbe stato estratto da uno degli aggressori che gli avrebbe pure sottratto una somma di denaro pari a 120 euro.
''Il ragazzo aveva le labbra sanguinanti e lamentava un dolore alla schiena'' ha riferito uno dei due militari intervenuti in quell'occasione, escusso stamani in qualità di testimone del pubblico ministero.
Stante la situazione di potenziale pericolo, i carabinieri decisero di accompagnare il richiedente fino a casa per consentirgli di prelevare alcuni effetti personali. Nel tragitto però, ecco spuntare i presunti aggressori: due soggetti - fra cui l'imputato – che si sarebbero avvicinati con fare minaccioso all'iracheno, così come alle ''divise''.
Grazie all'intervento di una pattuglia di militari della stazione di Valmadrera – giunta in ausilio alla radiomobile – uno dei due individui, quello dal fare all'apparenza più aggressivo, rimase fuori, sorvegliato a vista dagli operanti; l'altro invece, varcò l'ingresso dell'abitazione insieme alla vittima e ai militari.
La scena che si presentò dinnanzi agli occhi dei carabinieri, non fu incoraggiante: sulla porta d'ingresso vi erano delle tracce ematiche e nei locali vigeva il più completo disordine.
In pochi istanti, la situazione degenerò: l'imputato – stando alle dichiarazioni rese quest'oggi in Aula dal teste - iniziò ad urlare, proferendo ingiurie e minacce anche nei confronti dei militari, all'indirizzo dei quali scagliò un portafoglio, spingendo verso di loro pure un pesante tavolo in legno.
Furono attimi di grande concitazione, al culmine dei quali gli esponenti della Benemerita – finiti ad un certo punto a terra - riuscirono a bloccare e ad ammanettare il soggetto, mentre all'esterno della palazzina si era creato un certo assembramento, stante le urla che giungevano dall'interno. Presente pure il sindaco della cittadina sul lago, intervenuto per capire le ragioni di quel trambusto.
Si rese dunque necessario per i carabinieri, così come per l'imputato e la parte offesa, ricorrere alla cure del pronto soccorso dell'ospedale Manzoni di Lecco. Una volta giunti in reparto però, l'atteggiamento del giovane oggi a giudizio per quei fatti, non mutò. ''Continuava ad essere aggressivo, anche con i sanitari'' ha aggiunto l'operante escusso quest'oggi.
Fatti per i quali il giovane marocchino (indosso al quale non fu trovato nè il coltello, nè la somma di denaro segnalata dal richiedente ndr) venne tratto in arresto in flagranza di reato per la resistenza e le lesioni nei confronti dei militari dell'Arma; il coinquilino presentò invece denuncia nelle ore successive, dopo essersi portato presso la stazione CC di Lecco.
Quest'oggi avrebbe dovuto terminare l'istruttoria dibattimentale, ma l'assenza della presunta vittima – per la quale è stato disposto l'accompagnamento coattivo, oltre ad una sanzione per non essersi presentato in Tribunale – ha costretto il giudice ad aggiornare l'udienza al prossimo 16 aprile. Raccolta la testimonianza della parte offesa, toccherà poi all'imputato – detenuto per altra causa – sottoporsi ad esame.
G.C.




















