Il Comune per l’ambiente. Parte “Lecco Eco Platform”

Si chiama, naturalmente all’inglese, “Lecco Eco Platform” ed è sostanzialmente il complesso delle politiche ambientali predisposte dall’amministrazione comunale. E’ stato presentato a Palazzo delle paure in quello che è stato definito l’evento di lancio anche se in realtà è un piano già avviato, un progetto a cui si è messo mano – come ha detto l’assessore Renata Zuffi – fin dall’inizio del mandato della giunta guidata da Mauro Gattinoni.
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Ospite d’onore (a distanza via video), Luca Mercalli, uno dei meteorologi più popolari e apprezzati.
Proprio Mercalli ha ricordato come il 23 marzo – Giornata internazionale della meteorologia - sia stato presentato il rapporto annuale sullo stato del clima globale. Che rimarca come negli ultimi 11 anni la media delle temperatura registrata è la più alta di sempre, fin da quando è stata misurata e da quando sono in uso le tecniche che consentono di risalire alle temperature più antiche: «Sono almeno centomila anni che non fa così caldo. Da quando l’uomo si è dedicato all’agricoltura, le variazioni di temperatura erano attorno a un grado centigrado. Ora abbiamo raggiunto un grado e mezzo. Ma questa è la media globale: ci sono zone come il Mediterraneo dove si è arrivati a 3 gradi. E del resto, tutti ci siamo accorti delle ondate di calore che raggiungono i 40 gradi che non erano temperature del Nord Italia, con risvolti negativi sulla sanità (15 mila vittime in Italia e 80 mila in Europa), problemi per l’agricoltura, eventi estremi con il ripetersi di nubifragi soprattutto in estate e in autunno, con i conti assicurativi che lievitano (oltre 4 milioni di imprese sono ora costrette ad assicurarsi contro le calamità naturali), le grandinate, la neve che ormai arriva solo sopra i 1500 metri di quota, i parassiti che aumentano, la migrazione degli insetti come la zanzara tigre. E la fotografia dimostra un costante peggioramento, nessuno al mondo sta facendo qualcosa. Da quando c’è Donald Trump si è registrato a uno smantellamento delle iniziative contro il riscaldamento globale. Secondo lo scenario peggiore, a fine secolo l’innalzamento della temperatura sarà di 5 gradi.»
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Che fare, dunque, nel “nostro” piccolo? Che può fare il sindaco di una piccola città? Gattinoni lo ha chiesto espressamente allo stesso Mercalli che ha risposto parlando di due pilastri su cui far poggiare le varie iniziative. Da una parte ridurre le cause, con il risparmio e la riqualificazione energetici del patrimonio immobiliare considerato che nel nostro Paese gli stabili sono vecchi e sono un colabrodo energetico che si riflette sui costi delle bollette e sull’aumento delle emissioni in atmosfera e quindi puntare sulle energie rinnovabili, anche per il trasporto naturalmente. Il secondo pilastro è l’adattamento: di fronte ai nubifragi estremi che saranno sempre più frequenti, occorre chiedersi se il sistema fognario sia opportunamente dimensionato; andrebbe realizzata una città spugna con cisterne sotterranee in grado di raccogliere la quantità d’acqua piovuta per evitare allagamenti; argini dove necessario, interruzione della cementificazione di aree verdi».
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Da parte sua, il sindaco ha ricordato come il cambiamento sia una realtà e se fossimo razionali ascolteremmo la scienza, ma invece siamo irrazionali: «Ma devo chiedermi cosa può fare un sindaco nel suo microspazio, un piccolo francobollo nell’immensità della terra e il proprio contributo sarebbe solo una gocciolina, ma deve essere comunque data.» Ha quindi elencato le scelte di trasformare in elettrica la flotta degli autobus urbani, la realizzazione del “piedibus” per le scuole, la depavimentazione in corso all’area della “Piccola” con la posa di cinquanta nuovi alberi, il teleriscaldamento che consentirà di eliminare 18 mila caldaiette in città. «E Lecco Eco Platform – la conclusione -ha il compito di dare una cornice a tutto quanto si può fare in questo settore con il contributo di associazioni, enti e altre realtà. Affinché a livello locale si possa fare qualcosa che, ahimé, a livello globale tarda.»
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L’assessore Zuffi ha parlato di un cambio di paradigma: «Siamo partiti da un tema identitario come l’acqua e siamo arrivati a firmare i contratti di fiume, scoprendo un mondo nascosto fatto di associazioni e imprenditori impegnati. Abbiamo realizzato interventi culturali e artistici, riavvicinato le persone alla cura dei luoghi.» Ha poi parlato del confronto con altre città dove sono state realizzate iniziative importanti come Parma e Milano e nel contempo non ha nascosto l’ambizione di arrivare alle “emissioni zero”: «Quest’anno si celebrano gli ottant’anni del voto alle donne. Una volta, chi l’avrebbe detto? Ecco, su questi temi occorre la stessa sforza. E bisogna sognare.»
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E’ poi intervenuto Federico Beffa, del settore ambiente della Fondazione Cariplo (che ha coperto una parte dei costi del progetto comunale: 1 milione e 700 mila euro sui 5 milioni di costo complessivo) che ha sottolineato come la volontà sia quella di finanziare iniziative che possano avere uno sviluppo futuro, che non si interrompano cioè una volta esaurito il contributo finanziario indicando nella predisposizione del contratto cittadino per il clima la strada da seguire.
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E’ poi intervenuta Anna Riva, responsabile comunale della transizione energetica che ha presentato un bilancio di quanto fatto in questi anni e di quando si prospetta per il futuro: i contratti di fiume, le comunità energetiche, la formazione di tecnici e docenti, le consultazioni con i cittadini. Entro la fine dell’anno sarà inoltre aperto uno sportello energia per dare suggerimenti ai cittadini e individuare le soluzione migliori. Ha citato i tre storici torrenti cittadino come i “cuori pulsanti” e gli interventi per la “rinaturalizzazione” della foce del Bione, ma ha anche parlato di punti per l’impollinazione da parte delle api, di oasi climatiche come la “Piccola” che dovrà essere costantemente monitorata e di un progetto per il nuovo sviluppo dei Piani d’Erna tutto ancora da definire per arrivare alle iniziative nel settore della raccolta rifiuti (dal centro per il riuso alle idee contro gli sprechi alimentari).»
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L’incontro pubblico – condotto da Giancarlo Gusmaroli dello Studio Ecoingegno – ha poi messo a confronto altre diverse voci.
D.C.
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