Lecco: ragazza aggredita in strada, 18enne interviene in suo aiuto
A distanza di qualche giorno dai fatti, con l'intervento diretto di uno dei coinvolti, prende un'altra piega quanto successo lunedì sera in via Orlando Sora, la strada adiacente al Lecco Hostel&Rooms di corso Matteotti, dove sono risuonate le sirene di ambulanza e Polizia.
Se nell'immediatezza dell’accaduto, le informazioni raccolte tra i presenti parlavano di un diverbio tra due giovanotti degenerato rapidamente, dagli insulti al contatto fisico, oggi il più giovane dei due diretti protagonisti del "fattaccio" ricostruisce diversamente il quadro d'insieme.

Tutto - nella sua versione - si svolge verso le ore 20:00: lui - 18 anni appena - si trova alla fermata del pullman. “Ero solo di passaggio, stavo aspettando mia mamma” racconta, spiegando di aver notato “un ragazzo in evidente stato di alterazione, che stava importunando una ragazza”. Una situazione tesa, ma ancora nei limiti. “Lei lo spingeva via, c’era tensione, ma inizialmente contenuta".
Tentare di placare gli animi l'intento iniziale del ragazzino che, anziché voltarsi dall'altra parte, ha provato a evitare che il tutto degenerasse. “Gli ho detto di calmarsi e di non fare casino. Mi ha risposto di andarmene, di farmi i fatti miei”. La situazione poi precipita velocemente. Lo sconosciuto - 27 anni - avrebbe preso la ventenne con cui si stava interfacciando per i capelli, lanciandola per strada. “Mi sono fiondato per fermarlo”. Ne nasce una colluttazione, descritta come immediata e diretta, durante la quale "ha preso il telefono della ragazza e ha provato a scappare, l’ho rincorso e l’ho strattonato. Ha provato a darmi un pugno, l’ho schivato e gli ho dato un colpo. È svenuto".
Rosso il codice di attivazione dei sanitari, alla chiamata al numero unico per le emergenze, poi mutato in verde all'arrivo in posto di ambulanza e automedica, con la ripresa del 27enne, portato comunque al Manzoni per accertamenti.
Un intervento, invece, quello del giovane appena maggiorenne, avvenuto in pochi istanti, ma non privo di controllo. Lo stesso sottolinea infatti come, nonostante la concitazione, abbia sempre cercato di contenere la reazione, cercando - per quanto possibile - di evitare il contatto diretto. Determinanti la formazione in karate e la passione per la boxe che gli hanno permesso di mantenere lucidità e limitare le conseguenze dello scontro. Un intervento istintivo, ma guidato dunque da autocontrollo, determinazione e coraggio.
Ora non vuole essere chiamato eroe, ma è conscio che il suo gesto ha fatto la differenza, per una ventenne che nemmeno conosceva.
Se nell'immediatezza dell’accaduto, le informazioni raccolte tra i presenti parlavano di un diverbio tra due giovanotti degenerato rapidamente, dagli insulti al contatto fisico, oggi il più giovane dei due diretti protagonisti del "fattaccio" ricostruisce diversamente il quadro d'insieme.

Tutto - nella sua versione - si svolge verso le ore 20:00: lui - 18 anni appena - si trova alla fermata del pullman. “Ero solo di passaggio, stavo aspettando mia mamma” racconta, spiegando di aver notato “un ragazzo in evidente stato di alterazione, che stava importunando una ragazza”. Una situazione tesa, ma ancora nei limiti. “Lei lo spingeva via, c’era tensione, ma inizialmente contenuta".
Tentare di placare gli animi l'intento iniziale del ragazzino che, anziché voltarsi dall'altra parte, ha provato a evitare che il tutto degenerasse. “Gli ho detto di calmarsi e di non fare casino. Mi ha risposto di andarmene, di farmi i fatti miei”. La situazione poi precipita velocemente. Lo sconosciuto - 27 anni - avrebbe preso la ventenne con cui si stava interfacciando per i capelli, lanciandola per strada. “Mi sono fiondato per fermarlo”. Ne nasce una colluttazione, descritta come immediata e diretta, durante la quale "ha preso il telefono della ragazza e ha provato a scappare, l’ho rincorso e l’ho strattonato. Ha provato a darmi un pugno, l’ho schivato e gli ho dato un colpo. È svenuto".
Rosso il codice di attivazione dei sanitari, alla chiamata al numero unico per le emergenze, poi mutato in verde all'arrivo in posto di ambulanza e automedica, con la ripresa del 27enne, portato comunque al Manzoni per accertamenti.
Un intervento, invece, quello del giovane appena maggiorenne, avvenuto in pochi istanti, ma non privo di controllo. Lo stesso sottolinea infatti come, nonostante la concitazione, abbia sempre cercato di contenere la reazione, cercando - per quanto possibile - di evitare il contatto diretto. Determinanti la formazione in karate e la passione per la boxe che gli hanno permesso di mantenere lucidità e limitare le conseguenze dello scontro. Un intervento istintivo, ma guidato dunque da autocontrollo, determinazione e coraggio.
Ora non vuole essere chiamato eroe, ma è conscio che il suo gesto ha fatto la differenza, per una ventenne che nemmeno conosceva.
C.C.




















