Il Bione come fossimo Cenerentole
Cara Leccoonline
Altro che “condizioni finalmente mature”: quella raccontata dal PD sul Bione è una narrazione comoda, ma poco credibile.
Se solo oggi si può fare, perché ieri no ma lo si è fatto credere o addirittura dato per fatto il nuovo Bione?
Negli anni scorsi bandi, progetti e annunci infatti non sono mancati - anzi, venivano dati appunto per imminenti dagli stessi amministratori. Prima che scappassero a gambe levate i privati.
Oggi si finge che tutto parta da una disponibilità economica improvvisa, ma la verità è che si stan riscrivendo i fatti, con una narrazione per esigenze politiche ed elettorali.
E mentre si celebrano presunti reali concreti e consolidati miglioramenti, si evita accuratamente di parlare del Report di quasi due anni fa con oltre 100 difformità, anche gravi, alcune legate alla sicurezza e all’accessibilità anche delle persone utenti con disabilità.
Problemi reali, mai risolti. Silenzio totale.
Nel frattempo, la realtà è sotto gli occhi di tutti:
Ci si vanta di interventi che, nei fatti, mostrano evidenti criticità: una pista d’atletica che si sbriciola, con proprio l'Assessora Sacchi a dire di usare solo le corsie centrali, un rettilineo coperto mal inutilizzabile nei mesi invernali, impianti tecnologici come i pannelli la cui effettiva funzionalità è ancora incerta.
È questo il modello di gestione che dovrebbe garantire il futuro del Bione?
La verità è che un progetto vero, oggi, ancora non c’è.
C’è invece una convenzione fondamentale da rifare da cima a fondo e ancora, grazie al cielo, da firmare.
Senza l’intervento dei consulenti, si sarebbe rischiato di portare avanti un’operazione pesantemente squilibrata a danno grave della città.
E allora le domande restano, semplici e senza risposta.
- Perché tutta questa fretta di approvare una Delibera così importante ora, a ridosso delle elezioni? Cosa impedisce di lasciare la decisione a chi governerà per i prossimi anni tra poche settimane visto che non ci sono obblighi legali?
- Perché non sono state coinvolte fin dall’inizio, fin dall'inizio, le società sportive e i frequentatori del Bione, costruendo il progetto a partire dai loro bisogni, invece di consultarli a valle su un impianto sostanzialmente già chiuso nell'aspetto strutturale più che economico/finanziario?
E ancora:
- Perché le criticità segnalate da anni restano lì?
- Perché non si sono valutate alternative più vantaggiose per il pubblico, invece di spingere oggi su un partenariato che rischia, con evidenza, di favorire soprattutto il privato?
- Perché non si sono valutate realmente alternative come una realizzazione pubblica con gestione esterna, quello di Acinque ancora non chiaro il suo accantonamento tantopiù che interessava la riqualificazione di tutta l'area del Bione e non solo una parte?
- Perché non si sono strumenti di finanziamento più vantaggiosi per la città, non ultimi il Credito sportivo e i BOC le obbligazioni ordinarie comunali, dove l'interesse più alto è quello di tutti?
Su questi punti non bastano slogan o promesse future.
Servono risposte chiare, scelte trasparenti e un progetto che metta davvero al centro la città, gli sportivi e l’interesse pubblico.
Perché qui non si tratta di essere contro il Bione. Si tratta di essere contro operazioni opache, raccontate male e costruite peggio.
La città merita chiarezza, non slogan. E soprattutto merita risposte - che ancora non arrivano.
Viviamo in una perenne ipnosi collettiva che i partiti alimentano per interesse elettorale trattandoci come eterne Cenerentole.
Altro che “condizioni finalmente mature”: quella raccontata dal PD sul Bione è una narrazione comoda, ma poco credibile.
Se solo oggi si può fare, perché ieri no ma lo si è fatto credere o addirittura dato per fatto il nuovo Bione?
Negli anni scorsi bandi, progetti e annunci infatti non sono mancati - anzi, venivano dati appunto per imminenti dagli stessi amministratori. Prima che scappassero a gambe levate i privati.
Oggi si finge che tutto parta da una disponibilità economica improvvisa, ma la verità è che si stan riscrivendo i fatti, con una narrazione per esigenze politiche ed elettorali.
E mentre si celebrano presunti reali concreti e consolidati miglioramenti, si evita accuratamente di parlare del Report di quasi due anni fa con oltre 100 difformità, anche gravi, alcune legate alla sicurezza e all’accessibilità anche delle persone utenti con disabilità.
Problemi reali, mai risolti. Silenzio totale.
Nel frattempo, la realtà è sotto gli occhi di tutti:
Ci si vanta di interventi che, nei fatti, mostrano evidenti criticità: una pista d’atletica che si sbriciola, con proprio l'Assessora Sacchi a dire di usare solo le corsie centrali, un rettilineo coperto mal inutilizzabile nei mesi invernali, impianti tecnologici come i pannelli la cui effettiva funzionalità è ancora incerta.
È questo il modello di gestione che dovrebbe garantire il futuro del Bione?
La verità è che un progetto vero, oggi, ancora non c’è.
C’è invece una convenzione fondamentale da rifare da cima a fondo e ancora, grazie al cielo, da firmare.
Senza l’intervento dei consulenti, si sarebbe rischiato di portare avanti un’operazione pesantemente squilibrata a danno grave della città.
E allora le domande restano, semplici e senza risposta.
- Perché tutta questa fretta di approvare una Delibera così importante ora, a ridosso delle elezioni? Cosa impedisce di lasciare la decisione a chi governerà per i prossimi anni tra poche settimane visto che non ci sono obblighi legali?
- Perché non sono state coinvolte fin dall’inizio, fin dall'inizio, le società sportive e i frequentatori del Bione, costruendo il progetto a partire dai loro bisogni, invece di consultarli a valle su un impianto sostanzialmente già chiuso nell'aspetto strutturale più che economico/finanziario?
E ancora:
- Perché le criticità segnalate da anni restano lì?
- Perché non si sono valutate alternative più vantaggiose per il pubblico, invece di spingere oggi su un partenariato che rischia, con evidenza, di favorire soprattutto il privato?
- Perché non si sono valutate realmente alternative come una realizzazione pubblica con gestione esterna, quello di Acinque ancora non chiaro il suo accantonamento tantopiù che interessava la riqualificazione di tutta l'area del Bione e non solo una parte?
- Perché non si sono strumenti di finanziamento più vantaggiosi per la città, non ultimi il Credito sportivo e i BOC le obbligazioni ordinarie comunali, dove l'interesse più alto è quello di tutti?
Su questi punti non bastano slogan o promesse future.
Servono risposte chiare, scelte trasparenti e un progetto che metta davvero al centro la città, gli sportivi e l’interesse pubblico.
Perché qui non si tratta di essere contro il Bione. Si tratta di essere contro operazioni opache, raccontate male e costruite peggio.
La città merita chiarezza, non slogan. E soprattutto merita risposte - che ancora non arrivano.
Viviamo in una perenne ipnosi collettiva che i partiti alimentano per interesse elettorale trattandoci come eterne Cenerentole.
Paolo Trezzi




















