La delibera Bi(do)ne
Ieri nell'ultimo consiglio comunale di fine legislatura solo peggio dell'ipocrita scena dei ringraziamenti reciproci tra le forze politiche c'è stato il punto sul Bione. Ci siamo trovati davanti una gestione confusa e contraddittoria. Con gravi incongruenze e criticità che sollevano interrogativi sulla trasparenza e correttezza del percorso intrapreso.
Abbiam visto l'assessore allo sport Torri non conoscere nemmeno il progetto che illustra, e continuare a sostenere numeri smentiti dai fatti: parla di "soli" 90 posti nel ristorante, quando tutti i documenti e media da tempo ne indicano quasi 200, perché non ha capito che l’area esterna coperta prevista per il food vuol dire sempre servizio ristorazione. Promette pure di illuminare un campo (il 4) che è già illuminato.
Abbiam visto il capogruppo del PD Regazzoni affermare che il progetto Bione si può fare solo oggi a meno di due mesi dalle elezioni perché solo a giugno scadono i derivati, liberando risorse per le rate. Ma davvero vuol far credere che non si sapesse da anni, quando sarebbe avvenuta la scadenza? Lo si sa almeno da vent'anni, cioè da quando è stato sottoscritto il derivato. Si chiama programmare Questo step del progetto si poteva realizzare quindi uno, due o più anni fa: le risorse erano presenti e pure prevedibili, non improvvise. E sarebbero state a disposizione man mano che servivano. E basterebbe anche solo guardare i documenti del cronoprogramma della stessa Amministrazione

E mentre comunque lo stesso consigliere dice che si può fare solo adesso, l'Assessore Torri va in una visual-radio a sostenere l’esatto contrario: c'era la possibilità di farlo anche anni prima ma son scappati i privati. Due versioni opposte, entrambe provenienti dalla stessa presa in giro verso i cittadini.
Lo stesso assessore Torri poi dichiara che lui ha in mano lettere controfirmate dalle associazioni sportive che approvano il Progetto. Peccato che quelle lettere sian precedenti di un anno, era il 2024, la presentazione del progetto stesso, che è del 2025: quindi non potevano riferirsi a questo. L'etica.
Il consulente dott.Robbiano incaricato dal Comune di studiare la proposta suggerisce per iscritto a precisa domanda di allegare integralmente la sua relazione alla Delibera, per maggiore tutela del Comune stesso. La maggioranza la ignora - Sull’emendamento della consigliera di minoranza Cesana, la maggioranza sostiene che alcune parti non siano accettabili, ma ammette che altre lo sarebbero state e votate se si fossero presentate separatamente. A quel punto la domanda è inevitabile: se quelle parti miglioravano la proposta perché la maggioranza non le ha proposte lei da subito o per inserirle ritirava la Delibera?
Intanto Fattore Lecco, comunicava ai cittadini con volantini fuori dal Centro che il progetto costa 26 milioni. Ma non gli dice che quello reale arriva invece a ben 35 milioni, includendo come ovvio e doveroso gli oltre 9 milioni di interessi che ricadranno anch'essi tutti sulle tasche e i conti degli stessi cittadini.
C’è poi chi, nella stessa maggioranza, Anghileri, arriva a dire più volte nel suo intervento che non si tratta nemmeno di un Progetto ma solo di un’idea, mentre altri colleghi di maggioranza, Pattarini, lo definiscono invece un progetto vero e proprio correggendo pubblicamente il collega di schieramento. Ancora una volta, totale incoerenza.
Alla fine, emerge un quadro chiaro: conta più la comunicazione che il controllo. Pesano più i volantini nelle buche delle lettere che la trasparenza e la tutela dei soldi pubblici dei cittadini. Viviamo in una perenne ipnosi collettiva che i partiti alimentano per interesse elettorale trattandoci come eterne Cenerentole.
Abbiam visto l'assessore allo sport Torri non conoscere nemmeno il progetto che illustra, e continuare a sostenere numeri smentiti dai fatti: parla di "soli" 90 posti nel ristorante, quando tutti i documenti e media da tempo ne indicano quasi 200, perché non ha capito che l’area esterna coperta prevista per il food vuol dire sempre servizio ristorazione. Promette pure di illuminare un campo (il 4) che è già illuminato.
Abbiam visto il capogruppo del PD Regazzoni affermare che il progetto Bione si può fare solo oggi a meno di due mesi dalle elezioni perché solo a giugno scadono i derivati, liberando risorse per le rate. Ma davvero vuol far credere che non si sapesse da anni, quando sarebbe avvenuta la scadenza? Lo si sa almeno da vent'anni, cioè da quando è stato sottoscritto il derivato. Si chiama programmare Questo step del progetto si poteva realizzare quindi uno, due o più anni fa: le risorse erano presenti e pure prevedibili, non improvvise. E sarebbero state a disposizione man mano che servivano. E basterebbe anche solo guardare i documenti del cronoprogramma della stessa Amministrazione

E mentre comunque lo stesso consigliere dice che si può fare solo adesso, l'Assessore Torri va in una visual-radio a sostenere l’esatto contrario: c'era la possibilità di farlo anche anni prima ma son scappati i privati. Due versioni opposte, entrambe provenienti dalla stessa presa in giro verso i cittadini.
Lo stesso assessore Torri poi dichiara che lui ha in mano lettere controfirmate dalle associazioni sportive che approvano il Progetto. Peccato che quelle lettere sian precedenti di un anno, era il 2024, la presentazione del progetto stesso, che è del 2025: quindi non potevano riferirsi a questo. L'etica.
Il consulente dott.Robbiano incaricato dal Comune di studiare la proposta suggerisce per iscritto a precisa domanda di allegare integralmente la sua relazione alla Delibera, per maggiore tutela del Comune stesso. La maggioranza la ignora - Sull’emendamento della consigliera di minoranza Cesana, la maggioranza sostiene che alcune parti non siano accettabili, ma ammette che altre lo sarebbero state e votate se si fossero presentate separatamente. A quel punto la domanda è inevitabile: se quelle parti miglioravano la proposta perché la maggioranza non le ha proposte lei da subito o per inserirle ritirava la Delibera?
Intanto Fattore Lecco, comunicava ai cittadini con volantini fuori dal Centro che il progetto costa 26 milioni. Ma non gli dice che quello reale arriva invece a ben 35 milioni, includendo come ovvio e doveroso gli oltre 9 milioni di interessi che ricadranno anch'essi tutti sulle tasche e i conti degli stessi cittadini.
C’è poi chi, nella stessa maggioranza, Anghileri, arriva a dire più volte nel suo intervento che non si tratta nemmeno di un Progetto ma solo di un’idea, mentre altri colleghi di maggioranza, Pattarini, lo definiscono invece un progetto vero e proprio correggendo pubblicamente il collega di schieramento. Ancora una volta, totale incoerenza.
Alla fine, emerge un quadro chiaro: conta più la comunicazione che il controllo. Pesano più i volantini nelle buche delle lettere che la trasparenza e la tutela dei soldi pubblici dei cittadini. Viviamo in una perenne ipnosi collettiva che i partiti alimentano per interesse elettorale trattandoci come eterne Cenerentole.
Paolo Trezzi




















