Lecco: taglio del nastro per la Casa di Comunità, 'cambi l'accesso alla cura'
“Pochi o tanti che siamo, tutti daremo il massimo perché questa Casa di Comunità possa incidere sul modo in cui i lecchesi si curano”. Un impegno preciso quello assunto quest'oggi da Marco Trivelli, direttore generale dell'ASST, al taglio del nastro dell'ultima nata delle otto analoghe realtà attive sul nostro territorio (con quelle di Oggiono, Merate e Introbio in fase di ampliamento).

Gli spazi dell'ex scuola dell'infanzia Damiano Chiesa in via Ghislanzoni 8, nel pieno centro del capoluogo, ufficialmente da oggi (pur con l'apertura al pubblico avvenuta già giorni fa, riscontrando fin da subito un particolare “interesse” da parte della cittadinanza) si candidano a diventare punto di riferimento per l'assistenza sanitaria e sociosanitaria in linea con il Decreto Ministeriale 77/2022 e con gli obiettivi del PNRR. Concretizzando plasticamente, come aggiunto dal DG, quell'integrazione invocata nel periodo del Covid.
In soldoni, la nuova Casa di Comunità, afferente al Distretto di Lecco dell'Asst, rappresenta una piattaforma integrata di servizi per garantire prossimità, continuità assistenziale e presa in carico multidisciplinare della popolazione, con particolare attenzione – in un contesto come Lecco città e con un bacino di circa 48.000 abitanti – alle persone fragili, ai pazienti cronici e agli anziani.

Al suo interno, come argomentato dal dottor Luca Sesana, Direttore del Distretto, è organizzata in aree funzionali a cominciare da quella dell'accoglienza, con il Punto Unico di Accesso, il CUP e gli sportelli amministrativi; vi sono poi le attività di assistenza primaria e ambulatoriali con la presenza delle infermiere di comunità in servizio dalle 8 alle 20 da lunedì a domenica, per prestazioni ad accesso diretto o su invio del medico di base ed un punto prelievi, dedicato alle persone più fragili, su prenotazione.

E ancora, vi è l'area della prevenzione e promozione della salute nonché della specialistica ambulatoriale oltre alla presenza medica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, assicurata attraverso la Continuità assistenziale e i Medici di Assistenza primaria.
Spazio poi per psicologo e assistente sociale nonché, caratteristica specifica della Casa di Comunità di Lecco, l'integrazione permanente del segretariato sociale del Comune.

Una unicità rimarcata dal sindaco Mauro Gattinoni, che ha ricordato come spostare l'asilo Chiesa ha da una parte permesso una “spinta evolutiva” anche nell'offerta scolastica con la nascita di un nuovo Polo con la De Amicis che, a lavori ultimati, si verrà a creare sotto lo stesso tetto nel plesso della primaria, ora oggetto di un importante restyling e dall'altra risposto ad una volontà precisa ovvero quella di avere una Casa di Comunità in una posizione centrale, che possa essere davvero “crocevia per una certa utenza”.

“Vederla oggi realizzata è un elemento di ottimismo per il territorio” l'aggiunta di Emanuele Manzoni, quale presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, rimarcando anch'egli come la struttura di via Ghilanzoni sia nata su un'idea maturata nel tempo, ora replicabile anche altrove. Il suo ringraziamento è andato poi a chi vi si troverà a operare, ben conscio di come “il cambiamento culturale cammina sulle spalle di chi qui lavorerà”, persone a cui si chiede tanto e che devono essere accompagnate con le decisioni politiche più opportune.

Rassicurante, da questo punto di vista, il sottosegretario Mauro Piazza, che rifacendosi al rischio – in generale – di creare scatole vuote, ha sostenuto come “qui si è vinta questa sfida”, sottolineando non solo la bellezza del posto ma anche la presenza di “servizi che renderanno il luogo prezioso per la città”.
E di “sfida” ha parlato anche Paola Palmieri, direttore di ATS Brianza, parlando della necessità di vincere quella della perseveranza.
Per sostenerla, ha completato il ragionamento il dottor Trivelli, sarà necessario anche da parte del personale dell'ASST “cambiare il modo in cui si cura” considerando l'integrazione non come un carico aggiuntivo bensì come parte del proprio agire, in una migliore relazione con i medici di medicina generale e i servizi sociali. Perché il paziente è uno e quello resta sia che necessiti di essere ospedalizzato sia di essere seguito al domicilio o alla Casa di Comunità.

Un auspicio finale, in due tempi. Come detto dal consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, “a pochi mesi dalla chiusura del PNRR vedere che i soldi sono stati messi a terra è dovuto”. Ed ora, come chiosato da Pierfranco Ravizza, presidente dell'Ordine dei Medici di Lecco, “dopo essere stata messa a terra, che questa struttura spicchi il volo”.

Gli spazi dell'ex scuola dell'infanzia Damiano Chiesa in via Ghislanzoni 8, nel pieno centro del capoluogo, ufficialmente da oggi (pur con l'apertura al pubblico avvenuta già giorni fa, riscontrando fin da subito un particolare “interesse” da parte della cittadinanza) si candidano a diventare punto di riferimento per l'assistenza sanitaria e sociosanitaria in linea con il Decreto Ministeriale 77/2022 e con gli obiettivi del PNRR. Concretizzando plasticamente, come aggiunto dal DG, quell'integrazione invocata nel periodo del Covid.
Al suo interno, come argomentato dal dottor Luca Sesana, Direttore del Distretto, è organizzata in aree funzionali a cominciare da quella dell'accoglienza, con il Punto Unico di Accesso, il CUP e gli sportelli amministrativi; vi sono poi le attività di assistenza primaria e ambulatoriali con la presenza delle infermiere di comunità in servizio dalle 8 alle 20 da lunedì a domenica, per prestazioni ad accesso diretto o su invio del medico di base ed un punto prelievi, dedicato alle persone più fragili, su prenotazione.

E ancora, vi è l'area della prevenzione e promozione della salute nonché della specialistica ambulatoriale oltre alla presenza medica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, assicurata attraverso la Continuità assistenziale e i Medici di Assistenza primaria.
Spazio poi per psicologo e assistente sociale nonché, caratteristica specifica della Casa di Comunità di Lecco, l'integrazione permanente del segretariato sociale del Comune.
Una unicità rimarcata dal sindaco Mauro Gattinoni, che ha ricordato come spostare l'asilo Chiesa ha da una parte permesso una “spinta evolutiva” anche nell'offerta scolastica con la nascita di un nuovo Polo con la De Amicis che, a lavori ultimati, si verrà a creare sotto lo stesso tetto nel plesso della primaria, ora oggetto di un importante restyling e dall'altra risposto ad una volontà precisa ovvero quella di avere una Casa di Comunità in una posizione centrale, che possa essere davvero “crocevia per una certa utenza”.
“Vederla oggi realizzata è un elemento di ottimismo per il territorio” l'aggiunta di Emanuele Manzoni, quale presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, rimarcando anch'egli come la struttura di via Ghilanzoni sia nata su un'idea maturata nel tempo, ora replicabile anche altrove. Il suo ringraziamento è andato poi a chi vi si troverà a operare, ben conscio di come “il cambiamento culturale cammina sulle spalle di chi qui lavorerà”, persone a cui si chiede tanto e che devono essere accompagnate con le decisioni politiche più opportune.

Rassicurante, da questo punto di vista, il sottosegretario Mauro Piazza, che rifacendosi al rischio – in generale – di creare scatole vuote, ha sostenuto come “qui si è vinta questa sfida”, sottolineando non solo la bellezza del posto ma anche la presenza di “servizi che renderanno il luogo prezioso per la città”.
E di “sfida” ha parlato anche Paola Palmieri, direttore di ATS Brianza, parlando della necessità di vincere quella della perseveranza.


Un auspicio finale, in due tempi. Come detto dal consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, “a pochi mesi dalla chiusura del PNRR vedere che i soldi sono stati messi a terra è dovuto”. Ed ora, come chiosato da Pierfranco Ravizza, presidente dell'Ordine dei Medici di Lecco, “dopo essere stata messa a terra, che questa struttura spicchi il volo”.




















