Calolzio: rappresentata la Passione, con un pensiero alla Terra Santa

Non uno spettacolo ma una sacra rappresentazione della Passione, come chiarito, prendendo la parola prima dell'entrata in scena di una sessantina di figuranti da don Antonio Vitali, con il responsabile dell'Unità Pastorale di Calolzio, Foppenico e Sala, chiamato così a richiamare i tantissimi intervenuti al Monastero di Santa Maria del Lavello alla preghiera e alla riflessione.
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E, sul pratone esterno del Santuario, ieri sera, nel Venerdì Santo, è subito calato il silenzio, con adulti e bambini effettivamente poi partecipi delle diverse scene proposte, secondo un copione ormai collaudato e ripetuto di anno in anno - con uno stop imposto dal meteo nel 2025 - dai volontari che, per giorni, preparano questo piccolo-grande evento nel cuore della Settimana Autentica, contribuendo alla preparazione della Pasqua.

A quell'incontro con Gesù richiamato nelle parole dell'Arciprete che, rivolgendosi ai fedeli non ha mancato di ricordare loro come, nel mondo, non sia ancora oggi scontato per tutti i cristiani poter partecipare a iniziative come quella proposta a Calolzio, con il pensiero corso subito alla Terra Santa e ai riti "blindati" a Gerusalemme, ma non solo, con la guerra che insanguina ancora molti Paesi e le persecuzioni che opprimono anche la libertà di culto.
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Nel chiostro maggiore, poi, dopo l'Ultima cena e la condanna a morte di Gesù, la scena della Crocefissione, con la Val San Martino immersa nel buio della notte a far da sfondo, nell'attesa del "sorgere" di quella luna a cui è associata la data della Pasqua.

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A.M.
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