Clinica Mangioni: via ben 12 infermieri, tavolo con la spa
In dodici nell'arco di qualche mese se ne sono andati, con le loro dimissioni che hanno così messo in subbuglio chi è rimasto, trattandosi di una realtà relativamente piccola. Anche il G.B. Mangioni Hospital - la cara vecchia Clinica Mangioni per i lecchesi doc che ancora non si sono piegati alla nuova "etichetta" apposta dal Gruppo Villa Maria S.p.A - fa i conti con quello che, ormai, è diventato "il mercato degli infermieri", con tali figure professionali tanto preziose quanto rare, contese dunque tra strutture e a loro volta "fluttuanti" nel cercare condizioni migliori, sia in termini economici sia sul piano della conciliazione vita-lavoro.

Sindacati e proprietà torneranno a sedersi al tavolo nel mese di maggio, in un secondo incontro programmato per fare il punto su una situazione comprensibilmente in divenire che parrebbe aver comportato, almeno in un primo momento, una riduzione dei posti letto attivi.
Da parte sua la società, già nel primo faccia a faccia, nelle scorse settimane, parrebbe aver annunciato l'intenzione di tamponare l'emorragia attraverso il reclutamento di partite iva, adoperandosi poi per garantire stabilità all'organico con un piano assunzioni strutturale. Aspetti questi sui quali, come logico che sia, i rappresentanti dei lavoratori - con la situazione seguita di pari passi da CGIL, CISL e UIL - sono intenzionati a vigilare, mantenendo alta l'attenzione affinché quanto prospettato venga effettivamente messo a terra, alleggerendo così il peso ora sulle spalle dei dipendenti "superstiti" che si sono rivolti loro chiedendo tutele e rassicurazioni per il futuro. In una cornice, come quella del G.B. Mangioni Hospital dove, per scelta aziendale, si è deciso di limitare il numero degli OSS preferendo, non solo negli ambulatori ma anche in degenza, personale infermieristico, per elevare - parrebbe essere stato dichiarato - gli standard e più in generale in un quadro d'insieme già complicato come quello della sanità, a tutti i livelli.

Sindacati e proprietà torneranno a sedersi al tavolo nel mese di maggio, in un secondo incontro programmato per fare il punto su una situazione comprensibilmente in divenire che parrebbe aver comportato, almeno in un primo momento, una riduzione dei posti letto attivi.
Da parte sua la società, già nel primo faccia a faccia, nelle scorse settimane, parrebbe aver annunciato l'intenzione di tamponare l'emorragia attraverso il reclutamento di partite iva, adoperandosi poi per garantire stabilità all'organico con un piano assunzioni strutturale. Aspetti questi sui quali, come logico che sia, i rappresentanti dei lavoratori - con la situazione seguita di pari passi da CGIL, CISL e UIL - sono intenzionati a vigilare, mantenendo alta l'attenzione affinché quanto prospettato venga effettivamente messo a terra, alleggerendo così il peso ora sulle spalle dei dipendenti "superstiti" che si sono rivolti loro chiedendo tutele e rassicurazioni per il futuro. In una cornice, come quella del G.B. Mangioni Hospital dove, per scelta aziendale, si è deciso di limitare il numero degli OSS preferendo, non solo negli ambulatori ma anche in degenza, personale infermieristico, per elevare - parrebbe essere stato dichiarato - gli standard e più in generale in un quadro d'insieme già complicato come quello della sanità, a tutti i livelli.
A.M.




















