Lecco: 'Radici e Flussi', a maggio tornata Geocult
Torna a Lecco, dall’8 al 17 maggio, la terza edizione di Geocult, il festival italiano delle geoscienze promosso dal Comune e dalla Fondazione Teàrte in collaborazione con Tconnetto, un invito a riscoprire l’anima più profonda del territorio, dove scienza, natura e linguaggi contemporanei si incontrano e dialogano. Per dieci giorni, la città si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, e le geoscienze diventano una lente per leggere le tracce del passato e immaginare nuovi futuri possibili, più consapevoli e sostenibili. Il tema guida di questa edizione, “Radici e Flussi. Dalle rocce di Cermenati alle acque del futuro”, traccia un filo tra memoria e trasformazione, tra ciò che affonda le radici nel passato e ciò che scorre verso il futuro.

Alla conferenza stampa di presentazione, il sindaco Mauro Gattinoni ha sottolineato come Geocult rappresenti «un nuovo spunto per riportare a casa tematiche che erano un po’ disperse nella memoria o sfilacciate nella narrazione», recuperando figure storiche e scientifiche locali. «La città di Lecco è ideale per ospitare questo festival», ha aggiunto, evidenziando come il programma di quest’anno colleghi locale e globale e renda attuali temi fondamentali sulla vivibilità del nostro pianeta, stimolando anche l’interesse delle nuove generazioni.
Giovanni Cattaneo, assessore all’Attrattività territoriale, ha posto l’accento sui due pilastri principali del festival: il rapporto con le scuole e con i giovani, attraverso laboratori e attività educative, e la collaborazione con istituzioni e università. «Il festival è dedicato ai ragazzi e ai bambini», ha spiegato, ricordando come l’iniziativa nasca anche per «incuriosire i più piccoli rispetto alle geoscienze, spesso considerate meno attraenti dalle famiglie», ma senza trascurare un pubblico adulto interessato ad approfondimenti scientifici e culturali. Cattaneo ha sottolineato l’importanza della rete territoriale e dei partner coinvolti, dal Lake Como Museum a Lario Reti, fino alle università di Milano e Padova. «Quest’anno il Dipartimento di Geoscienze di Padova si affianca con contributi scientifici e talk dedicati, perché il festival non è solo per i bambini, ma offre momenti di approfondimento anche per gli adulti», ha spiegato.

Ester Sala ha sottolineato come Geocult non sia solo un festival scientifico, ma anche un’occasione per valorizzare il territorio attraverso la cultura gastronomica e le esperienze sensoriali. «La collaborazione con le associazioni del territorio e con partner scientifici e gastronomici contribuisce a creare un festival unico, in grado di unire sapere, gusto e esperienza diretta», ha spiegato. Sala ha evidenziato anche il respiro nazionale dell’iniziativa: «Non si riduce alle dieci giornate del festival: la rete che si crea, con scuole, università e partner, permette di dare valore alla città e di far conoscere il festival ben oltre i confini locali», sottolineando l’importanza della comunicazione e della copertura mediatica per ampliare l’impatto dell’evento.
Alessandro Mazza ha presentato invece la componente immersiva e tecnologica del festival, sottolineando come le esperienze realizzate permettano di scoprire la bellezza del territorio in modo innovativo. «Abbiamo creato un viaggio a 360° dal lago alla Grignetta, una esperienza immersiva che resterà attiva per tutto il periodo del festival e anche qualche giorno dopo», ha spiegato Mazza. L’iniziativa offre un racconto del paesaggio, della stratificazione geologica e delle trasformazioni che hanno modellato il territorio, sottolineando la necessità di prendersi cura di ciò che ci circonda. «Questa componente tecnologica e innovativa conferma come Geocult sia in grado di unire divulgazione scientifica, esperienza diretta e scoperta del territorio», ha concluso.
Tra gli eventi più attesi della terza edizione di Geocult spiccano il Bestiario Idrico di Marco Paolini, in scena al Teatro della Società, che intreccia memoria, ecologia e visioni future, e le esperienze immersive al Lake Como Museum, un viaggio a 360° dal lago fino alla Grignetta. Non mancano i laboratori per le scuole, i tour in barca e in kayak alla scoperta del territorio, e la conferenza dedicata a Mario Cermenati, figura simbolo della cultura scientifica lecchese. Un festival che invita a guardare il territorio con occhi nuovi, tra scienza, natura e creatività, e a scoprire la bellezza nascosta che ci circonda.
Il calendario completo del programma sarà presto disponibile sul sito www.teatrodellasocieta.it

Alla conferenza stampa di presentazione, il sindaco Mauro Gattinoni ha sottolineato come Geocult rappresenti «un nuovo spunto per riportare a casa tematiche che erano un po’ disperse nella memoria o sfilacciate nella narrazione», recuperando figure storiche e scientifiche locali. «La città di Lecco è ideale per ospitare questo festival», ha aggiunto, evidenziando come il programma di quest’anno colleghi locale e globale e renda attuali temi fondamentali sulla vivibilità del nostro pianeta, stimolando anche l’interesse delle nuove generazioni.
Giovanni Cattaneo, assessore all’Attrattività territoriale, ha posto l’accento sui due pilastri principali del festival: il rapporto con le scuole e con i giovani, attraverso laboratori e attività educative, e la collaborazione con istituzioni e università. «Il festival è dedicato ai ragazzi e ai bambini», ha spiegato, ricordando come l’iniziativa nasca anche per «incuriosire i più piccoli rispetto alle geoscienze, spesso considerate meno attraenti dalle famiglie», ma senza trascurare un pubblico adulto interessato ad approfondimenti scientifici e culturali. Cattaneo ha sottolineato l’importanza della rete territoriale e dei partner coinvolti, dal Lake Como Museum a Lario Reti, fino alle università di Milano e Padova. «Quest’anno il Dipartimento di Geoscienze di Padova si affianca con contributi scientifici e talk dedicati, perché il festival non è solo per i bambini, ma offre momenti di approfondimento anche per gli adulti», ha spiegato.

Ester Sala ha sottolineato come Geocult non sia solo un festival scientifico, ma anche un’occasione per valorizzare il territorio attraverso la cultura gastronomica e le esperienze sensoriali. «La collaborazione con le associazioni del territorio e con partner scientifici e gastronomici contribuisce a creare un festival unico, in grado di unire sapere, gusto e esperienza diretta», ha spiegato. Sala ha evidenziato anche il respiro nazionale dell’iniziativa: «Non si riduce alle dieci giornate del festival: la rete che si crea, con scuole, università e partner, permette di dare valore alla città e di far conoscere il festival ben oltre i confini locali», sottolineando l’importanza della comunicazione e della copertura mediatica per ampliare l’impatto dell’evento.
Alessandro Mazza ha presentato invece la componente immersiva e tecnologica del festival, sottolineando come le esperienze realizzate permettano di scoprire la bellezza del territorio in modo innovativo. «Abbiamo creato un viaggio a 360° dal lago alla Grignetta, una esperienza immersiva che resterà attiva per tutto il periodo del festival e anche qualche giorno dopo», ha spiegato Mazza. L’iniziativa offre un racconto del paesaggio, della stratificazione geologica e delle trasformazioni che hanno modellato il territorio, sottolineando la necessità di prendersi cura di ciò che ci circonda. «Questa componente tecnologica e innovativa conferma come Geocult sia in grado di unire divulgazione scientifica, esperienza diretta e scoperta del territorio», ha concluso.
Tra gli eventi più attesi della terza edizione di Geocult spiccano il Bestiario Idrico di Marco Paolini, in scena al Teatro della Società, che intreccia memoria, ecologia e visioni future, e le esperienze immersive al Lake Como Museum, un viaggio a 360° dal lago fino alla Grignetta. Non mancano i laboratori per le scuole, i tour in barca e in kayak alla scoperta del territorio, e la conferenza dedicata a Mario Cermenati, figura simbolo della cultura scientifica lecchese. Un festival che invita a guardare il territorio con occhi nuovi, tra scienza, natura e creatività, e a scoprire la bellezza nascosta che ci circonda.
Il calendario completo del programma sarà presto disponibile sul sito www.teatrodellasocieta.it




















