Lecco: a 80 anni dal voto, una mostra sulla 'voce delle donne'. Inaugurazione il 16

"La voce delle donne entra nella storia". Questo il titolo della mostra che sarà inaugurata giovedì 16 aprile alle 17.00 presso il cortile di Palazzo Bovara, grazie un'idea del Fondo Carla Zanetti e della sezione lecchese di UDI – sviluppata in collaborazione con il Comune e il SiMUL – per ricordare, comprendere e riconoscere il valore di una conquista che ottant'anni fa ha cambiato l'Italia, ovvero l'ingresso a pieno titolo delle donne nella vita democratica del Paese tramite l'acquisizione del diritto di voto.
mostravotodonne__9_.jpg (91 KB)
Realizzata con una serie di pannelli per accompagnare i visitatori attraverso le varie tappe che hanno condotto a questo significativo traguardo, la mostra non vuole fermarsi al piano della memoria e della celebrazione, bensì intende anche e soprattutto sollecitare una presa di coscienza in merito al lavoro che ancora rimane da fare in Italia per cambiare la cultura e lo sguardo sulle donne.
mostravotodonne__2_.jpg (86 KB)
Simona Piazza
mostravotodonne__3_.jpg (82 KB)
Renata Zuffi

Un concetto, questo, sottolineato a più riprese in conferenza stampa da Simona Piazza e Renata Zuffi, assessori rispettivamente alla Cultura e alle Pari Opportunità, con la seconda che, in qualità anche di esponente di STAR (Sistema Territoriale Antiviolenza in Rete), ha condiviso il desiderio che i pannelli espositivi siano poi portati anche all'interno delle scuole, delle sedi associative e delle tante realtà locali dove operano soprattutto le donne, così che i contenuti non rimangano solo "sulla carta" ma possano rappresentare uno spunto concreto "per una battaglia che non si è mai fermata e che deve tuttora continuare".
mostravotodonne__4_.jpg (79 KB)
Lucia Codurelli

"Con questa mostra non vogliamo celebrare una ricorrenza ma un cammino, iniziato in realtà molto prima del 1946 e di certo non concluso dopo quella data, perché il voto, le donne, hanno dovuto ancora rivendicarlo a lungo" ha spiegato Lucia Codurelli del Fondo Zanetti. "Non possiamo limitarci a fare memoria delle nostre Madri Costituenti, se poi non riusciamo a far vivere nel quotidiano quello che ci hanno consegnato, se non ricordiamo che i diritti conquistati non sono mai tali per sempre. Quello offerto dall'esposizione è uno sguardo parziale, non esaustivo, magari qualcuno si sentirà anche escluso. Ma vuole essere l'inizio di un cammino per leggere che cosa è successo in questi ottant'anni". 
mostravotodonne__1_.jpg (74 KB)
"Perché, dunque, abbiamo voluto questa iniziativa? Il Fondo Zanetti è nato per aiutare le donne, in particolare quelle vittime di violenza" ha proseguito Lucia Codurelli. "Trent'anni fa ha visto la luce la legge contro la violenza sessuale, che figure come Nilde Iotti aspettavano da una vita: allora le donne di tutti gli schieramenti riuscirono a mettersi d'accordo, in segreto, sul testo legislativo per evitare che i loro capigruppo facessero naufragare tutto. È la dimostrazione che la capacità di fare squadra, trasversalmente, porta sempre risultati. Ed è proprio questa la sfida che ci aspetta oggi, per continuare il lavoro fatto finora".
mostravotodonne__5_.jpg (81 KB)
Raffaella Cerrato

"L'UDI è nata con tre valori fondamentali, che stiamo rincorrendo tuttora: pace, pane e libertà" ha riflettuto, a seguire, Raffaella Cerrato. "Con questa mostra abbiamo voluto onorare anche le donne locali, di un territorio, il nostro, che in questo senso ha sempre avuto un'enorme ricchezza. Nell'ottica di non guardare solo al passato, si vuole anche lanciare un messaggio ai più giovani: se queste donne sono riuscite a realizzare tutto ciò, anche noi possiamo fare qualcosa di importante per il bene comune. Con la convinta consapevolezza, inoltre, che anche in questo Paese esiste la buona politica, che è proprio quella fatta dalle donne. Per noi esserci è fondamentale, perché possiamo colmare il solco che ancora ci divide dal resto della società solo con la partecipazione, l'unità e la solidarietà femminile, senza la quale oggi non esisterebbero tante misure di sostegno. Come ha detto Giancarla Riva Pessina, la Resistenza per le italiane non è mai finita. Ed è vero, perché continua ogni giorno nei posti di lavoro, nei centri antiviolenza, in tutte le difficoltà che stiamo ancora affrontando".
mostravotodonne__6_.jpg (79 KB)
Mariangela Tentori

Come ha spiegato nel dettaglio la curatrice Mariangela Tentori (Assocultura), il percorso espositivo della mostra accompagna attraverso le tappe che hanno condotto appunto al riconoscimento del diritto di voto e alla partecipazione delle donne alla vita pubblica, dal primo Novecento al ruolo fondamentale svolto durante la Resistenza, fino ai passaggi istituzionali verso il traguardo del 1946 e la nascita della Repubblica. Uno spazio è dedicato al contributo delle Madri Costituenti, che partecipano alla scrittura della carta repubblicana introducendo i principi fondamentali di uguaglianza, diritti sociali e dignità della persona. 
mostravotodonne__7_.jpg (107 KB)
Il percorso prosegue raccontando le trasformazioni del secondo dopoguerra: l'ingresso nel mondo del lavoro, le conquiste legislative e il ruolo attivo delle donne nella costruzione di nuovi diritti, dall'ambito familiare a quello lavorativo e sociale, che trovano nel tempo applicazione a livello locale. Infine, come accennato, un pannello dedicato alle molte donne che, nel tempo, hanno contribuito con impegno e competenza alla vita pubblica del territorio, con l'invito a guardare non solo alla storia, ma  anche al presente e al futuro.
"Questa mostra parla di noi. Di chi c'era, di chi c'è e di chi ci sarà, perché quella del voto alle donne non è solo una conquista del passato, ma una storia che continua. Ed è proprio questo l'obiettivo: far capire che i contenuti di questo racconto riguardano tutti noi, parlano di noi" ha aggiunto Mariangela Tentori, spiegando che la narrazione si sviluppa su tre piani distinti - la scrittura, le immagini e le infografica - dove non c'è nulla che non abbia una logica e un significato profondo.
mostravotodonne__8_.jpg (99 KB)
In foto anche le rappresentanti di altre realtà coinvolte nell'organizzazione della mostra

L'esposizione rimarrà visibile nel cortile di Palazzo Bovara fino al 2 giugno, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.00, oltre che il sabato dalle 8.00 alle 12.00, con ingresso libero. All'inaugurazione di giovedì 16 interverrà anche Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, che a seguire - alle 18.00 nella sala conferenze del Palazzo del Commercio in piazza Garibaldi - presenterà il libro "Le leggi delle donne che hanno cambiato l'Italia".
B.P.
Date evento
giovedì, 16 aprile 2026
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.