Sostenibilità e innovazione: il Rotary Club Lecco a confronto tra ambiente, tecnologia e territorio

Mercoledì 8 aprile i soci del Rotary Club Lecco si sono ritrovati per approfondire il tema della sostenibilità ambientale, con l’intervento del professor Francesco Bertolini, SDA Fellow di Sustainability presso SDA Bocconi School of Management e di Giovanni Vanini, fondatore del progetto Tree Sentinel.
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Il professor Bertolini ha aperto l’incontro illustrando le tre variabili fondamentali che determinano l’impatto ambientale: la popolazione, l’“affluence” (ovvero il livello dei consumi) e la tecnologia, che dovrebbe svolgere un ruolo di compensazione rispetto agli effetti negativi delle prime due.
Oggi, ha sottolineato, si tende a considerare l’ambiente come obiettivo principale, soprattutto nell’Unione Europea, ma spesso si trascurano le dimensioni sociale ed economica. La vera sostenibilità, invece, si basa su un equilibrio: ciò che l’ambiente è in grado di rigenerare deve essere pari a ciò che noi consumiamo. Attualmente, però, questo equilibrio non esiste e ci troviamo in una condizione di deficit ambientale.
Un esempio significativo riguarda l’economia circolare in Italia: l’indice è passato dal 9,5 al 9,1, segnalando una diminuzione della capacità del sistema di riutilizzare i rifiuti trasformandoli in nuove materie prime. Allo stesso tempo, le emissioni di CO₂ hanno raggiunto livelli molto elevati. Questo non significa che l’impegno individuale sia inutile, ma evidenzia la necessità di sviluppare progetti concreti, misurabili e monitorabili nel tempo.
Secondo Bertolini, è fondamentale oggi unire le iniziative sotto una logica di reale efficacia ambientale, con l’obiettivo di ridurre l’impronta ecologica fino a raggiungere un equilibrio: se preleviamo 100 dall’ambiente, questo deve essere in grado di rigenerare altrettanto.
A seguire è intervenuto Giovanni Vanini, che ha presentato il progetto Tree Sentinel, nato a Lecco e promosso da giovani del territorio con l’obiettivo di valorizzare il capitale naturale e sviluppare soluzioni concrete per la sostenibilità.
Vanini ha evidenziato come i rischi ambientali siano in costante aumento e come, in diversi casi nel mondo, la caduta di alberi abbia causato eventi anche gravi. Da qui nasce la necessità di passare da una gestione reattiva del verde urbano a una gestione proattiva e predittiva.
Il progetto si basa innanzitutto su un censimento digitale della popolazione arborea: grazie a tecnologie laser 3D, è possibile raccogliere dati dettagliati su ogni singolo albero, ottenendo una mappatura completa del patrimonio arboreo e calcolando indicatori come l’assorbimento di CO₂ e i benefici ambientali.
Successivamente, si passa al monitoraggio in tempo reale attraverso sensori installati sugli alberi, in grado di rilevare parametri come inclinazione e oscillazione. Ogni albero viene così dotato di un vero e proprio “passaporto digitale”, consultabile anche tramite applicazione dedicata.
I dati raccolti vengono analizzati tramite sistemi di intelligenza artificiale, che permettono di individuare eventuali criticità strutturali prima che si manifestino, trasformando così il processo di gestione da reattivo a predittivo.
L’incontro ha offerto ai partecipanti una riflessione concreta e attuale: la sostenibilità non può più essere solo un principio teorico, ma deve tradursi in azioni misurabili, integrate e tecnologicamente avanzate, capaci di generare un impatto reale sul territorio.
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