Maxi simulazione a Corenno. Ma uno 'scherzo' finisce per dirottare soccorritori 'veri'

Si è svolta a Corenno Plinio un’importante esercitazione di Protezione Civile che ha trasformato il borgo dei mille gradini in uno scenario dove testare l'efficienza del servizio di emergenza-urgenza coordinato tra più enti. Sul campo un centinaio di soccorritori e volontari che, con il supporto di decine di mezzi, hanno gestito l'evacuazione simulata di quaranta persone verso Dervio e Dorio.
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​Il Sindaco Stefano Cassinelli ha elogiato il lavoro svolto: "Vedere una sinergia così fluida tra le forze in campo e una partecipazione così sentita della popolazione è motivo di grande orgoglio. Grazie a tutti per aver creato un’esercitazione così bella e fondamentale per la sicurezza collettiva.
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​Un ringraziamento speciale va, una per una, alle associazioni protagoniste: in primis alla Croce Rossa Italiana, pilastro del soccorso sanitario presente con i suoi equipaggi e alla Protezione Civile di Dervio, che ha curato con dedizione ogni aspetto logistico sul territorio. Operativi Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Opsa Cri e altri gruppi di volontariato. ​L’evento, animato dal suono delle sirene e dal movimento coordinato dei soccorritori, ha dimostrato l'importanza della preparazione.
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Un plauso doveroso va a tutti i cittadini e ai volontari che hanno dedicato il loro tempo, rendendo questa giornata non solo un test tecnico, ma una vera testimonianza di spirito civico. Grazie di cuore per aver reso la nostra comunità più sicura e unita!”.
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Assai meno entusiasta il responsabile degli OPSA Alberto Guglielmo “tradito” da quello che chiama uno scherzo messo in atto durante la simulazione stessa, in cui la “sua” squadra di soccorso acquatico della Croce Rossa era impegnata per assistenza con l'idroambulanza. Nel “copione” dell'emergenza era prevista infatti – spiega lo stesso coordinatore – anche l'immersione di tre sub della Protezione civile, da qui il coinvolgimento degli OPSA. Peccato che, ad un certo punto, dopo essere riemersi, i tre avrebbero iniziato a chiedere aiuto, per un supposto problema in fase di decompressione patito da uno di loro, subito preso in carico quindi dal personale dell'idroambulanza che più volte gli avrebbe chiesto se si trattasse di uno scherzo. Domanda rivolta anche ai compagni di immersione e agli astanti, alcuni dei quali si sarebbero anche messi a ridere.
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Nessuno, sostiene Guglielmo, avrebbe detto alla squadra nautica che il presunto malore non era reale, con il sommozzatore che avrebbe continuato a lamentare “sintomi” compatibili con malattia subacquea, tanto da portare lo stesso Guglielmo ad attivare la SOREU, mentre un infermiere valutava il paziente e l'idroambulanza partiva alla volta di Dervio. Fatto levare così in volo l'Elisoccorso da Como (effettivamente poi atterrato al campo sportivo comunale) e attivati altresì l'autoinfermieristica e ambulanza del Soccorso Bellanese, con l'allertamento anche di una camera iperbarica fuori territorio pronta a ricevere il paziente. Solo quando, telefonicamente, il medico ha autorizzato la somministrazione di farmaci, il sub avrebbe ammesso di fingere. A macchina dei soccorsi, quelli “reali”, “distratti” dalle urgenze vere, già stata messa in moto. 
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“La Guardia Costiera è stata informata del fatto e noi come professionisti del soccorso acquatico della Croce Rossa ci distacchiamo totalmente da questa vicenda, condannandola”, la chiosa del coordinatore, sconcertato per la leggerezza con cui qualcuno ha scelto di cambiare il “copione” concordato per la simulazione, introducendo – senza avvisare gli OPSA – un malore in contesto subacqueo che effettivamente poteva comunque essersi verificato e in relazione al quale solo il diretto coinvolto e i suoi compagni di immersione potevano riferire. Una “presa in giro”, che molto probabilmente avrà anche conseguenze. 

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