Parlasco: dal Portogallo in aereo arriva la Madonna di Fatima
È giunta nel pomeriggio di oggi, direttamente dal Portogallo e dopo essere transitata dall’aeroporto di Varese, la statua itinerante della Madonna di Fatima, accolta con grande partecipazione a Parlasco, primo paese del decanato a ospitarla.

Il trasferimento della sacra effigie è avvenuto in volo fino alla valle, dove ad attenderla si sono radunati numerosi fedeli insieme a don William Abbruzzese mentre sull'elicottero ad "accompagnarla" c'era il sacerdote più giovane del decanato, don Gian Maria Manzotti. Un’accoglienza solenne e profondamente sentita, che ha coinvolto l’intera comunità del borgo affrescato.

A rendere ancora più significativo l’arrivo della statua sono state le realtà del territorio: le associazioni locali, le “Moonlight Majorette”, il coretto parrocchiale e il corpo musicale Santa Cecilia di Cortabbio, oltre alla presenza delle autorità civili e militari. Tra le prime i sindaci di Introbio, Primaluna e Cortenova e un rappresentante del Comune di Taceno.
Secondo il programma pastorale, la Madonna rimarrà in valle fino al 26 aprile, toccando diversi comuni con momenti di preghiera e celebrazioni. Don William ha ricordato ai fedeli anche un gesto simbolico che accompagna l’arrivo della statua: sventolare un fazzoletto bianco come segno di saluto e devozione. Nel suo intervento, il parroco ha ripercorso il significato spirituale delle apparizioni di Fatima del 1917, quando la Vergine Maria si rese visibile ai tre pastorelli — Lucia dos Santos, Francesco Marto e Giacinta Marto — affidando loro un messaggio di preghiera, conversione e pace destinato al mondo intero.


Dopo la sistemazione sul baldacchino, la statua è stata portata accanto all'altare - allestito all'esterno della chiesa per accogliere un maggiore numero di fedeli- e incoronata, in un momento di forte intensità spirituale. Alla presenza dei bambini, è stato recitato il Santo Rosario, seguito dalla Santa Messa.
L’omelia ha ribadito un forte appello alla pace, richiamando anche le parole di Papa Leone: non usare il nome di Dio per giustificare la guerra, ma vivere e trasmettere il suo amore come segno di unità tra i popoli.


Al termine della celebrazione, la statua è stata collocata all’interno della chiesa, dove resterà esposta alla venerazione dei fedeli fino alla chiusura serale delle ore 23.

Il trasferimento della sacra effigie è avvenuto in volo fino alla valle, dove ad attenderla si sono radunati numerosi fedeli insieme a don William Abbruzzese mentre sull'elicottero ad "accompagnarla" c'era il sacerdote più giovane del decanato, don Gian Maria Manzotti. Un’accoglienza solenne e profondamente sentita, che ha coinvolto l’intera comunità del borgo affrescato.

A rendere ancora più significativo l’arrivo della statua sono state le realtà del territorio: le associazioni locali, le “Moonlight Majorette”, il coretto parrocchiale e il corpo musicale Santa Cecilia di Cortabbio, oltre alla presenza delle autorità civili e militari. Tra le prime i sindaci di Introbio, Primaluna e Cortenova e un rappresentante del Comune di Taceno.
Secondo il programma pastorale, la Madonna rimarrà in valle fino al 26 aprile, toccando diversi comuni con momenti di preghiera e celebrazioni. Don William ha ricordato ai fedeli anche un gesto simbolico che accompagna l’arrivo della statua: sventolare un fazzoletto bianco come segno di saluto e devozione. Nel suo intervento, il parroco ha ripercorso il significato spirituale delle apparizioni di Fatima del 1917, quando la Vergine Maria si rese visibile ai tre pastorelli — Lucia dos Santos, Francesco Marto e Giacinta Marto — affidando loro un messaggio di preghiera, conversione e pace destinato al mondo intero.


Dopo la sistemazione sul baldacchino, la statua è stata portata accanto all'altare - allestito all'esterno della chiesa per accogliere un maggiore numero di fedeli- e incoronata, in un momento di forte intensità spirituale. Alla presenza dei bambini, è stato recitato il Santo Rosario, seguito dalla Santa Messa.
L’omelia ha ribadito un forte appello alla pace, richiamando anche le parole di Papa Leone: non usare il nome di Dio per giustificare la guerra, ma vivere e trasmettere il suo amore come segno di unità tra i popoli.


Al termine della celebrazione, la statua è stata collocata all’interno della chiesa, dove resterà esposta alla venerazione dei fedeli fino alla chiusura serale delle ore 23.
M.A.




















