Lecco: due giorni per 'presentare' alla cittadinanza alCUBO³

AlCUBO³ è un progetto che si muove su un terreno complesso, quello del rapporto tra giovani, spazi e comunità, e che prova a rispondere a una domanda sempre più urgente: dove trovare luoghi strutturati nei quali incontrarsi, crescere e costruire insieme. 
Nel fine settimana dell’11 e 12 aprile, il Centro Civico Sandro Pertini – sede della novità - ha ospitato due giornate inaugurali dedicate alla cittadinanza: il sabato è stato animato da attività sportive e occasioni di socialità, tra torneo di pallavolo e laboratori diffusi.
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Domenica 12 aprile, nell’Auditorium, il taglio del nastro istituzionale, esito di un percorso di coprogettazione sviluppato negli ultimi mesi sul territorio.
Il progetto nasce dalla volontà del Comune di Lecco di attivare un processo condiviso per costruire attività e funzioni all’interno dello spazio Pertini, in collaborazione con il Servizio Giovani, nell’ambito dell’avviso “Spazio al Talento” promosso da ANCI, e prende forma grazie a una rete articolata composta da AVAL ODV (ACLI Lecco) come ente capofila, insieme a R-Evolution APS e alle realtà TRAMM APS, Vibes SSD, MeloVivo APS, Radice, Radici a Rancio APS, Horus Club e Save the Lake ETS.
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L’apertura dell’evento, affidata alla performance teatrale di Elena Dell’Oro, ha restituito con forza questa tensione civile, raccontando una generazione in continua ricerca di senso, di identità e di luoghi nei quali riconoscersi. 
A delineare la visione è stato Andrea Salvalaggio, progettista culturale di alCUBO³: «Questo progetto nasce dalle associazioni e dalla volontà di fare la differenza insieme. L’obiettivo è elevare “al cubo” l’impatto delle singole proposte, unendole in una realtà strutturata capace di generare valore per la città». Uno spazio pensato come living lab, «un processo aperto, in continua evoluzione», che funziona nella misura in cui riesce a incidere sul territorio e a coinvolgere sempre più giovani, rispondendo a bisogni concreti e accompagnando lo sviluppo di idee e progettualità. 
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«Non si possono imporre relazioni, ma si possono creare occasioni di qualità», ha aggiunto Riccardo Bassani di ACLI lecco, sottolineando come «ACLI porti in questo progetto la propria storia e i propri valori, scegliendo di mettersi a fianco dei giovani, accompagnandoli senza sostituirsi. Il nostro obiettivo è creare le condizioni perché siano loro i veri protagonisti.»
Gli interventi istituzionali hanno ribadito il valore di questo approccio: ACLI Lecco, attraverso Giuseppe Elia, ha richiamato il ruolo dell’associazionismo come spazio di servizio e comunità, mentre Simone Romagnoli, presidente nazionale della Gioventù Aclista, ha sottolineato la necessità di «creare spazi reali di partecipazione nei quali i giovani possano essere protagonisti», e Simone Buzzella, in qualità di referente Informagiovani, ha evidenziato come iniziative di questo tipo contribuiscano a «rafforzare il territorio generando connessioni e opportunità». 
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Il talk “Spazi di comunità e giovani” ha ampliato la riflessione, con Matilde Sergio,  referente di From, agenzia di city making per la trasformazione urbana, che ha evidenziato come «investire negli spazi giovanili significhi costruire le condizioni per un protagonismo autentico», ricordando che la capacità di leggere i bisogni e attivare percorsi condivisi è alla base dei progetti che funzionano, e indicando proprio alCUBO³ come «un esempio concreto di coprogettazione capace di mettere in dialogo competenze e visioni diverse». 
Michele Fontefrancesco, professore dell’Università Cattolica, ha invece offerto una lettura più ampia del contesto: «Oggi la comunità non è più un dato acquisito, ma una costruzione da ripensare», in una società sempre più mobile e frammentata, in cui i legami si fanno più deboli e i luoghi perdono centralità, sottolineando come la collaborazione tra istituzioni e realtà sociali rappresenti una delle risposte più efficaci a questa trasformazione. 

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Lo spirito del progetto è scaturito dalla pluralità dei contributi delle associazioni coinvolte: R-Evolution, con Giacomo Brambilla, ha richiamato il bisogno di luoghi in cui i giovani possano vivere relazioni autentiche e crescere insieme. Accanto, Stefano De Capitani (TRAMM) ha riportato al centro il valore dell’arte come spazio di scoperta «in cui le persone possono esplorarsi davvero, senza filtri», mentre Giovanni Nova (SPOT) ha sottolineato come questi contesti funzionino solo se costruiti attraverso relazioni e co-progettazione. Il tema del disagio giovanile, affrontato da Anna Maria Guerra (Horus Club), ha evidenziato l’importanza di creare ambienti in cui sentirsi parte di qualcosa, in una logica preventiva e relazionale. Una visione che si amplia con il contributo di Giorgio Troiano Oddono (Radici a Rancio), che intreccia comunità e ambiente, e con quello di Giacomo Sacchetti (Radice), che richiama il valore della curiosità e dell’apprendimento condiviso come strumenti di relazione. Federico Riva (Save the Lake) ha collegato il tema della sostenibilità al protagonismo delle nuove generazioni, mentre Giulia Colombo (MeloVivo) ha portato l’esperienza concreta della vita comunitaria come risposta alla solitudine contemporanea, sottolineando come «creare comunità significhi costruire relazioni profonde e condividere responsabilità».
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In chiusura, Riccardo Bassani ha ribadito la natura aperta del progetto: «alCUBO³ è uno spazio che vive della partecipazione di chi lo attraversa», invitando a seguirne lo sviluppo e a prenderne parte attivamente, anche in vista delle prime attività in partenza nelle prossime settimane: natura e territorio con Radici a Rancio (orto comunitario, agricoltura rigenerativa e survival lab), teatro con TRAMM (percorsi espressivi e progetto “Ossitocina”), sport con Vibes (yoga e skate), benessere psicofisico con Horus Club (BrainFit), vita comunitaria con MeloVivo (laboratori relazionali) e cultura con Radice (incontri e approfondimenti, tra cui la Lectura Dantis). Parallelamente, saranno attivi anche gli spazi permanenti del centro: l’aula studio (Sala Calvetti), aperta tre giorni a settimana, e l’aula ricreativa (Laboratorio Polifunzionale), dedicata a momenti di incontro e socialità. 
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L’inaugurazione di alCUBO³ non costituisce soltanto l’apertura di un nuovo luogo, ma l’avvio di un processo più ampio: costruire comunità oggi significa creare occasioni di incontro, di crescita e partecipazione, offrendo ai giovani non un semplice spazio da occupare, ma un ruolo da interpretare e vivere. 
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