PAROLE CHE PARLANO/276
Mensola
La mensola non è altro che quella tavola lunga e stretta, appesa a un muro, che sorregge senza gambe d’appoggio. Chiaro, ma il fatto è che le gambe le ha perse col tempo.
La parola mensola deriva infatti dal latino mensa, cioè “tavola”, quella superficie piana su cui si appoggia qualcosa. La mensa, dunque, era un tavolo e, in senso più ampio, qualsiasi piano destinato a sostenere oggetti o cibi.
Attraverso il latino medievale mensula (diminutivo di mensa), il termine passa alle lingue romanze con il significato di “piccola tavola sporgente”. La mensola è dunque, letteralmente, una piccola mensa: non un tavolo vero e proprio, ma un piano ridotto, fissato a una parete, utile per reggere qualcosa.
È interessante notare che la parola nasce proprio per indicare un appoggio, cioè vive solo in relazione a ciò che sostiene: libri, vasi, stoviglie, immagini sacre. Non a caso, in architettura, la mensola è spesso anche un elemento strutturale o decorativo, un punto in cui il peso viene “accolto”. Come quelle strutture ben visibili sotto gli antichi balconi dette a voluta, modanate o semplici.
Col tempo, il termine ha mantenuto intatto il suo senso originario. Ancora oggi, una mensola non chiude, non contiene, non protegge: semplicemente sorregge e mostra. È una superficie che offre spazio, una tavola minimale che ha bisogno del muro per farsi carico delle cose.




















