Colico: ragazzina picchiata in discoteca, assolta l'imputata

Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo per lesioni aggravate in concorso ai danni di una minorenne, legato alla presunta aggressione di gruppo fra giovanissime, avvenuta durante uno “student party” al Continental di Colico nella notte del 20 febbraio 2023.
Stando all'impianto accusatorio, delle ragazzine avrebbero preso di mira la vittima, classe 2008, per dissapori pregressi legati a questioni personali di natura sentimentale, poi alimentati sui social.
Davanti al giudice Gian Maria Marletti del Tribunale di Lecco, l’udienza di oggi dedicata alla discussione finale tra le parti ha visto il vice procuratore onorario Mattia Mascaro chiedere in nome della pubblica accusa l’assoluzione dell’imputata 21enne, ritenendo non raggiunta “oltre ogni ragionevole dubbio” la prova della sua penale responsabilità, con richiesta di applicazione dell’articolo 530, secondo comma, del codice di procedura penale. 
Del resto già in fase di istruttoria, erano emerse fin troppe discrepanze fra quanto raccontato dalla giovane aggredita (all'epoca 14enne) e il “gruppo avversario”: in aula la persona offesa aveva ripercorso quanto accaduto quella notte, dichiarando prima di essere stata insultata da alcune ragazze e, poco dopo la mezzanotte, accerchiata, spinta a terra e colpita da più persone, oltre che afferrata per i capelli e minacciata.
Diversamente, una delle ragazze presenti aveva descritto l’episodio come una lite degenerata, nata nel contesto di contrasti già emersi nei giorni precedenti su instagram, sostenendo che il contatto fisico sarebbe scaturito da una discussione reciproca e non da un’aggressione unilaterale. In questa ricostruzione, l’imputata avrebbe avuto un ruolo marginale, intervenendo per difendere un’amica e finendo a terra insieme alla stessa persona offesa.
Anche altri testimoni hanno fornito elementi solo parziali e in parte discordanti: alcuni non hanno assistito direttamente alla fase iniziale della colluttazione, altri sono intervenuti quando la giovane era già a terra, senza poter indicare con certezza chi l’avesse colpita. Un quadro complessivo frammentato e reso decisamente confuso da versioni tra loro divergenti sia sulla dinamica dei fatti sia sull’effettivo coinvolgimento dell’imputata.
Alle richieste assolutorie dell'accusa non ha che potuto associarsi la difesa, rappresentata dall’avvocato Valeria Morales Sosa del foro di Sondrio, che oltre a sottolineare l'insussistenza della prova della colpevolezza della propria assistita, ha richiesto anche l'assoluzione ai sensi dell'articolo 530 comma uno, ovvero “perché il fatto non sussiste”: secondo il difensore la ragazza sarebbe dovuta andare prosciolta per una non corretta individuazione della fattispecie da parte della procura, che in rubrica contestava un reato in concorso, quando già in querela - ritirata in fase di dibattimento dalla vittima, oggi 17enne - si facesse riferimento a un unico colpo e non a una pluralità di percosse inflitte da più persone, come invece contestato. 
La difesa ha proseguito evidenziando come anche il referto del pronto soccorso parlasse esclusivamente di una piccola ferita al sopracciglio destro, senza ulteriori segni compatibili con un’aggressione di gruppo. Da qui la richiesta di una formula assolutoria ancora più ampia rispetto a quella avanzata dal pubblico ministero.
Al termine dell’udienza, ritiratosi brevemente in camera di consiglio, il giudice Gian Maria Marletti ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto”.
F.F.
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