Olginate: la vicenda di Casa Alber anche alla ''Cattolica''

La storia di Casa Alber… fa ancora scuola. Dopo i sei appuntamenti sul nostro territorio e l'incontro con gli studenti del Corso di Laurea in Educazione Professionale presso il polo didattico de La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, nei giorni scorsi l'esperienza "profetica" degli olginatesi Albertina Negri e Silvio Barbieri ha fatto tappa anche all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e nello specifico alla Facoltà di Scienze della Formazione.
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La prestigiosa sede di Largo Gemelli ha infatti ospitato una lezione aperta a cura di Maurizio Volpi, l'autore del libro pubblicato di recente in omaggio alla straordinaria vicenda della coppia di coniugi che dal 1961 al 1986 ha accolto nella propria abitazione di Olginate 121 minori in situazioni di difficoltà, offrendo loro una seconda possibilità di vivere un'infanzia e/o un'adolescenza "normali" per poi costruirsi in autonomia un futuro all'altezza dei loro sogni.
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Introdotto dal Preside della Facoltà Domenico Simeone, anche in questa occasione Volpi ha voluto lasciare ampio spazio a Enrico, Carlo e Paolo Martino, tre dei 121 figli affidatari di Casa Alber, che ancora una volta hanno condiviso con il pubblico - composto da circa quaranta studenti e da una quindicina di amici - la loro testimonianza di vita, una vita che ha potuto davvero spiccare il volo grazie al "nido" familiare creato da Albertina e Silvio.
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In "cattedra", poi, anche Rita Locatelli, ricercatrice in Pedagogia generale e sociale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, e Mino Spreafico, pedagogista, formatore e professore dello stesso ateneo, per un incontro - al quale è stato dato il titolo "Educatori per tutta la vita e oltre" - che anche in questo caso ha saputo coinvolgere ed emozionare, lasciando dietro di sè numerosi spunti di riflessione soprattutto per i giovani studenti.
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