Elezioni: l'analisi di Magni, vince chi costruirà più reti relazionali

I cittadini di Lecco Domenica 24 e lunedì 25 maggio (7 e 8 giugno ballottaggio), saranno chiamati a votare per il rinnovo del Consiglio Comunale e per il nuovo sindaco. I cinque candidati sindaci sono sostenuti da una serie di riferimento.

Il candidato, Filippo Boscagli, di centrodestra è rappresentato da: Fratelli d’Italia, con 32 consiglieri; Lega, con 32 consiglieri; Forza Italia, con 32 consiglieri; Noi Moderati e lista civica “Filippo Boscagli Sindaco” con 32 consiglieri, per un totale di 128 consiglieri comunali.

Il candidato uscente del centrosinistra, Mauro Gattinoni, in corsa per un secondo mandato, è proposto da: PD, con 32 consiglieri; Verdi-Sinistra, con 32 consiglieri; Ambientalmente Lecco, con 32 consiglieri; Fattore Lecco e Italia Viva, con 32 consiglieri, per un totale di 128 consiglieri.

Il candidato, Mauro Fumagalli, della lista civicaOrizzonte per Lecco”, è sostenuto da Azione, Appello per Lecco, Insieme, e altri civici di area centrosinistra, con 32 consiglieri.

Il candidato, Giovanni Colombo, del movimento “Patto per il Nord”, di area autonomista, è sostenuto da 32 consiglieri.

La candidata, Francesca Losi (unica donna), del “Partito Popolare del Nord”, è candidata con la lista Losi Sindaco – Lista civica per l’identità, con 32 consiglieri. 

Ci sono 11 liste per un totale di 352 consiglieri: 4 liste del centro dx, 4 del centro sx, una singola lista per le altre tre liste civiche.  Gli elettori votanti di Lecco (dato del referendum di marzo), sono circa 36.556. Per un consigliere la probabilità di essere eletto è ≈ 9.1% (probabilità astratta). Sul piano reale la condizione cambia perché c’è il premio di maggioranza, la preferenza, la posizione in lista, l’affluenza della lista. La lista più forte può eleggere 3-10 consiglieri, ma c’è anche quella di non eleggere nessuno. La possibilità di essere eletto reale varia da una serie di condizioni.

Se si prendono in considerazioni alcune variabili, rifacendosi ai voti espressi al referendum attuale e non solo, è possibile disegnare con due variabili – età e quartiere di residenza- la dinamica del  voto.

La stima approssimativa dei votanti per fasce di età è la seguente: 

18-29 anni ≈ 5.500 → 15%

30-44 ≈ 7.30→20%  

45-64 ≈11.600 → 32%

65 + anni≈11.900→ 33%

La stima approssimativa del voto in base alla distribuzione della popolazione nei singoli rioni di Lecco è così articolata:

Centro/lungolago ≈ 4-00 - 4.500  

Castello ≈ 3.500 - 4.000 

San Giovanni ≈ 5.000 - 5.500

Germanedo ≈ 5.500 - 6.00

Belledo ≈ 2.500 - 3.00

Acquate ≈ 3.00 - 3.500

Olate ≈ 2.500 - 3.000

Pescarenico ≈ 2.500 – 3.000

Chiuso/Maggianico ≈ 4.000 – 4.500

Laorca/Malavedo ≈ 2.00 -2.500.

È possibile costruire una stima tra voto→ fasce di età→  zone. La popolazione anziana è quella che  maggiormente vota: 65 → il 10/15%. Quella giovanile, compresa tra 18-29 anni, vota meno.

Le zone con più anziani sono: Centro, Castello, Acquate, Laorca: 60-70% anziani, 30- 40% giovani/adulti (alta partecipazione). L’affluenza è molto alta da parte degli elettori 65 in su.

La tendenza è quella del voto conservativo con affluenza alta.

 Le zone miste sono: San Giovanni, Belledo, Olate: 50- 55% adulti/anziani, 45 -50% giovani + adulti giovani (distribuzione più equilibrata). In linea di massima l’affluenza al voto è media con risultati più centrali e meno polarizzati. In questi quartieri la tendenza è moderata.

Le zone con più giovani sono: Germanedo, Maggianico, Chiuso: 55-60% adulti/anziani, 40-45% giovani. In questi quartieri ci sono più famiglie giovani e lavoratori.

L’affluenza è più bassa e il peso reale del voto  è più debole; anche se i giovani sono tanti incidono meno. Eppure, in questi quartieri c’è  maggior tendenza al cambiamento. Ma l’affluenza al voto è più bassa.

 La differenza tra i quartieri sussiste da sempre ma oggi l’incidenza più forte è costituita dall’età e dall’appartenenza.

È un voto che coinvolge alcuni aspetti strutturali ma è caratterizzato dalle troppe liste che assomigliano ad associazioni, gruppi familiari, gruppi amicali, club. Sono più liste di appartenenza relazionale-affettivo che di partito. Non è un caso che manchi il Movimento 5 Stelle. Vince chi riuscirà a costruire più reti relazionali.

Dr. Enrico Magni, Psicologo, criminologo, giornalista
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