Premana: ripristinato l’accesso alla Piöde dal Croos, sito storico ora nuovamente fruibile in sicurezza
Come anticipato poco più di un mese fa nel corso dell’assemblea annuale dei soci, l’associazione culturale “Il Corno” – che gestisce il Museo Etnografico di Premana - ha provveduto a ripristinare l’accesso al sito che ospita la Piöde dal Croos, una roccia sulla quale sono avvenuti i primi ritrovamenti di incisioni rupestri sul territorio, situata lungo la strada che dal paese sale verso l’alpeggio di Piancalada.

L’intervento, messo in campo grazie alla collaborazione con il gruppo premanese della Protezione Civile, con il Gruppo Alpini e con la Compagnia dell’Alpe Piancalada – per una “squadra” di una decina scarsa di membri – si è svolto lo scorso sabato 18 aprile e ha consentito di rendere nuovamente fruibile con facilità e in sicurezza uno dei luoghi di maggior valenza storica nel premanese.

Proprio nel 2026, tra l’altro, ricorre il trentesimo anniversario della visita a Premana del dott. Ausilio Priuli – archeologo, direttore del Museo Didattico d'Arte e Vita Preistorica di Capo di Ponte, in Val Camonica – che, su invito de “Il Corno”, aveva raggiunto e visionato la Piöde dal Croos, redigendo una relazione poi inviata alla Soprintendenza Archeologica della Lombardia, che in sostanza identificava il reperto come un sito di incisioni rupestri (di epoca celtica o addirittura precedente).
“Era nostro dovere ripristinare l’accesso al sito, che era abbandonato e sostanzialmente non fruibile, per ridargli un po’ di visibilità e valorizzarlo” ha sottolineato Morris Codega, membro de Il Corno, “così siamo intervenuti per pulire e sistemare il sentiero d’accesso, che era praticamente sommerso dal fogliame, risultando difficile da percorrere e anche pericoloso, vista la presenza di sassi instabili e non visibili. Abbiamo inoltre provveduto a ripulire la zona circostante il reperto”.

“Quello che porta alla Piöde dal Croos, tra l’altro, è un tracciato abbastanza frequentato, non tanto dai premanesi e dagli alpigiani di Piancalada, che scelgono altre vie d’accesso all’alpeggio, ma più da escursionisti o anche sezioni del Cai, che salgono da quel punto per un giro ad anello verso Premaniga, o che percorrono il sentiero nella discesa da Deleguaggio” ha aggiunto Codega, sottolineando come in ogni caso sia “un peccato abbandonare un sentiero storico di quel tipo, che permette di raggiungere un luogo importante della storia del paese”. Più in generale, il membro de Il Corno ha spiegato come la viabilità ASP abbia portato ad un parziale abbandono delle mulattiere, tradizionali vie di accesso agli alpeggi, “che sono però un patrimonio da salvaguardare”. Da questo punto di vista, l’intervento alla Piöde dal Croos si inserisce nel più generale tentativo di “mantenere in vita e in buone condizioni l’ampissima rete sentieristica del premanese, che è forse l’unica vera ricchezza del nostro territorio”. “Dobbiamo impegnarci per tenere i tracciati puliti e percorribili, soprattutto quelli che partono dal paese” ha ribadito ancora Codega.
Nelle prossime settimane, i volontari de Il Corno provvederanno anche ad installare due pannelli informativi, esplicativi della storia della Piöde dal Croos e della sua importanza: uno all’imbocco del sentiero (in Via Repubblica, 21) e uno lungo il percorso che porta al sito.

Un momento della pulizia del sentiero. Sotto a Piöde dal Croos

L’intervento, messo in campo grazie alla collaborazione con il gruppo premanese della Protezione Civile, con il Gruppo Alpini e con la Compagnia dell’Alpe Piancalada – per una “squadra” di una decina scarsa di membri – si è svolto lo scorso sabato 18 aprile e ha consentito di rendere nuovamente fruibile con facilità e in sicurezza uno dei luoghi di maggior valenza storica nel premanese.

La relazione del 1996

Proprio nel 2026, tra l’altro, ricorre il trentesimo anniversario della visita a Premana del dott. Ausilio Priuli – archeologo, direttore del Museo Didattico d'Arte e Vita Preistorica di Capo di Ponte, in Val Camonica – che, su invito de “Il Corno”, aveva raggiunto e visionato la Piöde dal Croos, redigendo una relazione poi inviata alla Soprintendenza Archeologica della Lombardia, che in sostanza identificava il reperto come un sito di incisioni rupestri (di epoca celtica o addirittura precedente).

Il sentieri ripristinato



“Quello che porta alla Piöde dal Croos, tra l’altro, è un tracciato abbastanza frequentato, non tanto dai premanesi e dagli alpigiani di Piancalada, che scelgono altre vie d’accesso all’alpeggio, ma più da escursionisti o anche sezioni del Cai, che salgono da quel punto per un giro ad anello verso Premaniga, o che percorrono il sentiero nella discesa da Deleguaggio” ha aggiunto Codega, sottolineando come in ogni caso sia “un peccato abbandonare un sentiero storico di quel tipo, che permette di raggiungere un luogo importante della storia del paese”. Più in generale, il membro de Il Corno ha spiegato come la viabilità ASP abbia portato ad un parziale abbandono delle mulattiere, tradizionali vie di accesso agli alpeggi, “che sono però un patrimonio da salvaguardare”. Da questo punto di vista, l’intervento alla Piöde dal Croos si inserisce nel più generale tentativo di “mantenere in vita e in buone condizioni l’ampissima rete sentieristica del premanese, che è forse l’unica vera ricchezza del nostro territorio”. “Dobbiamo impegnarci per tenere i tracciati puliti e percorribili, soprattutto quelli che partono dal paese” ha ribadito ancora Codega.

Il pannello che sarà posizionato a inizio sentiero
Nelle prossime settimane, i volontari de Il Corno provvederanno anche ad installare due pannelli informativi, esplicativi della storia della Piöde dal Croos e della sua importanza: uno all’imbocco del sentiero (in Via Repubblica, 21) e uno lungo il percorso che porta al sito.
A.Te.




















