Centri estivi a Lecco: costi alti e accesso limitato. Cresce il malcontento tra le famiglie

Con l’avvicinarsi della pausa estiva delle scuole, torna al centro dell’attenzione il tema dei centri estivi e dei costi a carico delle famiglie.
A Lecco, la quota richiesta per l’iscrizione al Centro Ricreativo Estivo (CRES) ammonta a 535 euro per quattro settimane: una cifra che numerosi genitori giudicano difficilmente sostenibile.
Il dato appare ancora più significativo se confrontato con lo studio Adoc-Eures 2025, che ha analizzato circa 200 centri estivi in otto grandi città italiane, evidenziando una spesa media nazionale di 173 euro a settimana per un servizio a tempo pieno, con le città del Nord tra le più costose (fonte: Il Sole 24 Ore). Il costo richiesto a Lecco si colloca dunque nella fascia più alta, sollevando interrogativi sull’effettiva accessibilità del servizio.
A portare il tema all’attenzione dell’opinione pubblica è stata Daniela Garofalo, madre lecchese, che ha raccontato la propria esperienza sui social e alla stampa, evidenziando la distanza tra il riconoscimento di Lecco come “città amica dei bambini” e le difficoltà concrete incontrate da molte famiglie.
Per consentire alla figlia di partecipare al centro estivo, la madre ha dichiarato di aver dovuto ricorrere all’aiuto di parenti e amici, definendo il servizio “un lusso e non una necessità”. Una situazione che, come da lei stessa sottolineato, riguarda numerosi nuclei familiari, spesso privi anche del supporto dei nonni, con evidenti ricadute sul piano economico e personale.
La questione assume ulteriore rilievo se letta alla luce di precedenti dichiarazioni istituzionali. Nel 2023 il sindaco Mauro Gattinoni affermava: “Non ridurremo i servizi alle famiglie… siamo in un momento di cambio epocale e dobbiamo fare scelte con trasparenza e responsabilità”.
Nello stesso periodo, l’assessore ai servizi sociali Manzoni annunciava oltre 8 milioni di euro destinati alle politiche sociali nel bilancio 2024, confermando l’intenzione dell’amministrazione di investire a sostegno delle famiglie.
Alla luce di tali premesse, appare necessario interrogarsi sulle priorità di spesa e sull’effettiva destinazione delle risorse. In questo senso, ha suscitato perplessità anche l’investimento di circa 23.000 euro per un evento ludico il gioco del nascondino nel giugno 2025, a fronte di una partecipazione limitata.
Secondo quanto riportato da diverse fonti, il Comune avrebbe recentemente evidenziato l’assenza di risorse disponibili per intervenire sulle rette dei centri estivi, nonostante il crescente disagio segnalato da numerose famiglie.
È stato inoltre chiarito che il servizio non è gestito direttamente dal Comune, ma affidato all’Impresa Sociale Girasole. Ciò non esclude tuttavia la responsabilità dell’amministrazione nel definire indirizzi, criteri di accesso e politiche di sostegno.
Il tema dei centri estivi si inserisce in un quadro più ampio, che riguarda la conciliazione tra lavoro e cura dei figli, l’accesso ai servizi educativi e la tenuta del sistema di welfare locale.
Per questo riteniamo necessario avviare una riflessione seria e concreta sulle modalità di sostegno alle famiglie, affinché il diritto all’educazione e alla socializzazione dei bambini sia realmente garantito a tutti, indipendentemente dalla condizione economica.
Loredana Colella – Michele Corti, Candidati al Consiglio Comunale – Fratelli d’Italia
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