PAROLE CHE PARLANO/277
Il nome coccodrillo nasce dal greco antico krokódilos, composto da krókē, ciottolo, ghiaia, e drîlos, un termine arcaico col significato di verme o lucertola. Per i Greci, dunque, il coccodrillo era una vera e propria lucertola dei sassi.
Autori come Erodoto raccontano che i Greci usavano krokódilos per indicare le lucertole che correvano tra i muretti. Quando giunsero in Egitto e videro enormi rettili immobili sulle rive sassose del Nilo, ne riconobbero la stessa forma e, soprattutto, la pelle: squame dure e irregolari, simili a ciottoli levigati dall’acqua.
Il termine passò poi al latino come crocodīlus. Nell’evoluzione verso l’italiano avvenne uno spostamento della lettera r, dando origine a coccodrillo. In altre lingue la parola è rimasta più vicina all’originale, come nell’inglese crocodile.
Qualche curiosità.
Per gli Egizi, il coccodrillo era sacro: il dio Sobek, con testa di coccodrillo, incarnava la forza del faraone e la fertilità del Nilo, e in alcuni templi gli animali venivano addirittura allevati e mummificati.
Tutti, almeno una volta, abbiamo usato l’espressione “lacrime di coccodrillo”. Essa deriva da una credenza medievale, ma in realtà si tratta di secrezioni che lubrificano e proteggono gli occhi, e aumentano durante il pasto per la compressione meccanica dei muscoli della mascella.
Curiosamente, nonostante il nome lo definisca come “lucertola”, il coccodrillo è evolutivamente più vicino agli uccelli che ai rettili comuni: insieme agli uccelli, è un sopravvissuto degli Arcosauri, il gruppo che includeva anche i dinosauri.




















