Casargo: contro la violenza di genere, un’aiuola di iris
Un’iniziativa dal forte valore simbolico quella di questa mattina a Casargo, dove è stata inaugurata un’aiuola di iris dedicata al ricordo delle vittime di femminicidio, per promuovere la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. La proposta è stata portata in Alta Valle dal casarghese Luigino Pasetti, entrato in contatto con l’associazione “Le Iris di Trebecco”, quest’ultima costituita nel 2022 e nata dalla tragica esperienza vissuta vent’anni prima da Cristina Mostosi e dalla sua famiglia: il femminicidio della sorella Paola, la praticante commercialista di Torre Boldone (nella bergamasca), sequestrata e uccisa a soli ventiquattro anni dal camionista Roberto Paribello. Il sodalizio si impegna a promuovere una cultura del rispetto attraverso il contatto con la natura, la diffusione di valori come semplicità, armonia e bellezza e la prevenzione della violenza di genere, contrastando stereotipi e favorendo relazioni sane e consapevoli.

Tra i progetti dell’associazione rientra anche “Una iris per non dimenticare”, iniziativa che, attraverso un fiore simbolo di bellezza, rispetto e gentilezza, invita i cittadini delle realtà che vi aderiscono a battersi ogni giorno contro stereotipi e violenza di genere. La creazione dell’aiuola innesca un impegno di cura e costituisce un gesto per preservare il ricordo delle vittime di femminicidio. Accudire l’aiuola significa tenere a mente quanto impegno serva ogni giorno per creare rapporti fondati sul rispetto della persona. Sbocceranno iris bellissime, proprio come dal rispetto tra persone nascono relazioni forti e sane.

A Casargo – ottantaquattresima realtà che ha preso parte all’iniziativa, la quarta in provincia di Lecco - le iris sono state piantate in un’aiuola realizzata appositamente nei pressi del piazzale comunale, nella zona adiacente la cappelletta votiva, al termine della cerimonia di inaugurazione tenutasi in mattinata.

Cerimonia alla quale, oltre a Cristina Mostosi, hanno preso parte il sindaco di Casargo Antonio Pasquini, accompagnato dalla sua giunta e dai consiglieri, il sindaco di Crandola Valsassina Matteo Manzoni, il consigliere comunale di Margno Fabio Durante e il parroco di Casargo don Bruno Maggioni. Mentre ringraziava Luigino Pasetti per aver portato il progetto in Valle, Pasquini ha spiegato che “questa aiuola sarà un luogo dedicato al ricordo di Paola Mostosi e di tutte le altre donne vittime di violenza”, chiarendo che “la violenza sulle donne è un problema che esiste anche nei nostri paesi e sul quale possiamo lavorare”. Il primo cittadino di Casargo ha dunque anticipato che il prossimo 25 novembre – in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne – nella stessa zona del paese verrà inaugurato un altro simbolo a ricordo di tragici fatti avvenuti in Alta Valle. Pasquini ha infine ribadito “la necessità di un esercizio quotidiano per costruire una cultura del rispetto verso la donna”, definendo la realizzazione dell’aiuola come “un gesto semplice, ma dal forte significato, per ricordare e non restare indifferenti”.

Dopo Pasquini, la parola è passata a Cristina Mostosi, che ha ringraziato i cittadini per la partecipazione, definendo quello promosso dalla sua associazione come “un progetto molto semplice, nato da un evento tragico. Avrei voluto fare qualcosa sin da subito, ma non sempre è possibile. Nel 2022, però, sono finalmente riuscita a proporre “Una iris per non dimenticare”, il quarto progetto dell’associazione e l’unico con respiro nazionale”. Una proposta “che racchiude tanti simboli, tra cui quello della cura dell’aiuola da parte dei cittadini, che è un prendersi cura anche della comunità, per un impegno quotidiano a costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco”. Anche don Bruno Maggioni è intervenuto brevemente per sottolineare l’importanza dell’opera di sensibilizzazione, esortando i presenti a “stare attenti ai piccoli gesti quotidiani”, mentre Fabio Durante ha invitato a “prenderci cura ogni giorno delle nostre comunità”, spiegando che “nell’amore e nel rispetto è racchiuso tutto ciò che serve”. Citando il verso conclusivo della Divina Commedia - "L'amor che move il sole e l'altre stelle" – Durante ha affermato che “oggi anche qui abbiamo una stella in più, che è quella di Paola”.

Dopo aver svelato la targa celebrativa, le varie autorità presenti hanno contribuito a piantare i dodici rizomi di iris barbate provenienti dalla collezione Luigi Mostosi (padre di Cristina e Paola), prima di spostarsi presso la sala civica del comune di Casargo per un breve momento di divulgazione e riflessione sul tema della violenza di genere.

Momento durante il quale Mostosi ha voluto raccontare la propria esperienza, quella di “trasformare il dolore e la tragedia in qualcosa di bello, trovando un modo per non dimenticare Paola e per fare del bene”. “Le Iris di Trebecco è un progetto che nasce dal giardino botanico di mio papà, con una splendida collezione di iris, un luogo speciale del quale sono diventata “erede” all’improvviso, quando è scomparso prematuramente. Un luogo che ho deciso di non abbandonare, trasformandolo anzi nel punto di partenza per una serie di progetti e iniziative nel ricordo suo di mia sorella, per condividere la bellezza e trasmetterla agli altri” ha aggiunto.

Muovendo verso il tema della violenza contro le donne, Mostosi ha identificato le cause del fenomeno nella cultura patriarcale e nei connessi stereotipi di genere, definendo la prima come “l’unica costante della nostra società negli ultimi quattro millenni” i secondi come “quelle caratteristiche considerate “fisse” per uomini e donne, in termini di passioni e predisposizioni, che agiscono come una gabbia, impedendo a ogni persona di esprimere la propria unicità come essere umano, prima che come maschio o femmina”. Sottolineando il ruolo centrale svolto dal linguaggio che si utilizza quotidianamente rivolgendosi in maniera particolare a bambini e giovani, Mostosi ha chiarito che “se vogliamo combattere questa cultura, il cambiamento deve partire da noi”, spiegando che “per cambiare le cose bisogna metterci la faccia, accettando anche di non essere popolari”. Intervallando i suoi interventi con la lettura di alcune poesie sulla violenza di genere, Mostosi ha poi ricordato l’importanza di “spiegare ai nostri giovani la differenza tra amore e possesso e tra pratiche di cura e pratiche di controllo nell’ambito delle relazioni”.

Cogliendo l’occasione della Festa della Liberazione, non è mancato infine una sottolineatura del ruolo delle donne come combattenti della Resistenza, tema approfondito dallo stesso Pasquini, che ha voluto ricordare anche le tragedie vissute dal genere femminile negli anni della guerra: “donne combattenti (e cadute), ma anche donne stuprate dalle truppe franco-marocchine lungo la linea Gustav, donne rasate a zero e altre uccise dopo il 25 aprile 1945” ha ribadito il sindaco, spiegando che “nelle guerre, e in particolare nei conflitti civili, pagano sempre i più deboli”. Pasquini ha concluso la mattinata affermando che “tra uomini e donne è bello anche che vi siano delle differenze, ma quello che non può mancare è il rispetto, che deve essere insegnato fin dalla tenera età. Dobbiamo imparare ad amare le differenze, mettendoci in ascolto dell’altro”.

Tra i progetti dell’associazione rientra anche “Una iris per non dimenticare”, iniziativa che, attraverso un fiore simbolo di bellezza, rispetto e gentilezza, invita i cittadini delle realtà che vi aderiscono a battersi ogni giorno contro stereotipi e violenza di genere. La creazione dell’aiuola innesca un impegno di cura e costituisce un gesto per preservare il ricordo delle vittime di femminicidio. Accudire l’aiuola significa tenere a mente quanto impegno serva ogni giorno per creare rapporti fondati sul rispetto della persona. Sbocceranno iris bellissime, proprio come dal rispetto tra persone nascono relazioni forti e sane.

A Casargo – ottantaquattresima realtà che ha preso parte all’iniziativa, la quarta in provincia di Lecco - le iris sono state piantate in un’aiuola realizzata appositamente nei pressi del piazzale comunale, nella zona adiacente la cappelletta votiva, al termine della cerimonia di inaugurazione tenutasi in mattinata.

Cerimonia alla quale, oltre a Cristina Mostosi, hanno preso parte il sindaco di Casargo Antonio Pasquini, accompagnato dalla sua giunta e dai consiglieri, il sindaco di Crandola Valsassina Matteo Manzoni, il consigliere comunale di Margno Fabio Durante e il parroco di Casargo don Bruno Maggioni. Mentre ringraziava Luigino Pasetti per aver portato il progetto in Valle, Pasquini ha spiegato che “questa aiuola sarà un luogo dedicato al ricordo di Paola Mostosi e di tutte le altre donne vittime di violenza”, chiarendo che “la violenza sulle donne è un problema che esiste anche nei nostri paesi e sul quale possiamo lavorare”. Il primo cittadino di Casargo ha dunque anticipato che il prossimo 25 novembre – in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne – nella stessa zona del paese verrà inaugurato un altro simbolo a ricordo di tragici fatti avvenuti in Alta Valle. Pasquini ha infine ribadito “la necessità di un esercizio quotidiano per costruire una cultura del rispetto verso la donna”, definendo la realizzazione dell’aiuola come “un gesto semplice, ma dal forte significato, per ricordare e non restare indifferenti”.

Dopo Pasquini, la parola è passata a Cristina Mostosi, che ha ringraziato i cittadini per la partecipazione, definendo quello promosso dalla sua associazione come “un progetto molto semplice, nato da un evento tragico. Avrei voluto fare qualcosa sin da subito, ma non sempre è possibile. Nel 2022, però, sono finalmente riuscita a proporre “Una iris per non dimenticare”, il quarto progetto dell’associazione e l’unico con respiro nazionale”. Una proposta “che racchiude tanti simboli, tra cui quello della cura dell’aiuola da parte dei cittadini, che è un prendersi cura anche della comunità, per un impegno quotidiano a costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco”. Anche don Bruno Maggioni è intervenuto brevemente per sottolineare l’importanza dell’opera di sensibilizzazione, esortando i presenti a “stare attenti ai piccoli gesti quotidiani”, mentre Fabio Durante ha invitato a “prenderci cura ogni giorno delle nostre comunità”, spiegando che “nell’amore e nel rispetto è racchiuso tutto ciò che serve”. Citando il verso conclusivo della Divina Commedia - "L'amor che move il sole e l'altre stelle" – Durante ha affermato che “oggi anche qui abbiamo una stella in più, che è quella di Paola”.


Momento durante il quale Mostosi ha voluto raccontare la propria esperienza, quella di “trasformare il dolore e la tragedia in qualcosa di bello, trovando un modo per non dimenticare Paola e per fare del bene”. “Le Iris di Trebecco è un progetto che nasce dal giardino botanico di mio papà, con una splendida collezione di iris, un luogo speciale del quale sono diventata “erede” all’improvviso, quando è scomparso prematuramente. Un luogo che ho deciso di non abbandonare, trasformandolo anzi nel punto di partenza per una serie di progetti e iniziative nel ricordo suo di mia sorella, per condividere la bellezza e trasmetterla agli altri” ha aggiunto.

Muovendo verso il tema della violenza contro le donne, Mostosi ha identificato le cause del fenomeno nella cultura patriarcale e nei connessi stereotipi di genere, definendo la prima come “l’unica costante della nostra società negli ultimi quattro millenni” i secondi come “quelle caratteristiche considerate “fisse” per uomini e donne, in termini di passioni e predisposizioni, che agiscono come una gabbia, impedendo a ogni persona di esprimere la propria unicità come essere umano, prima che come maschio o femmina”. Sottolineando il ruolo centrale svolto dal linguaggio che si utilizza quotidianamente rivolgendosi in maniera particolare a bambini e giovani, Mostosi ha chiarito che “se vogliamo combattere questa cultura, il cambiamento deve partire da noi”, spiegando che “per cambiare le cose bisogna metterci la faccia, accettando anche di non essere popolari”. Intervallando i suoi interventi con la lettura di alcune poesie sulla violenza di genere, Mostosi ha poi ricordato l’importanza di “spiegare ai nostri giovani la differenza tra amore e possesso e tra pratiche di cura e pratiche di controllo nell’ambito delle relazioni”.

Cogliendo l’occasione della Festa della Liberazione, non è mancato infine una sottolineatura del ruolo delle donne come combattenti della Resistenza, tema approfondito dallo stesso Pasquini, che ha voluto ricordare anche le tragedie vissute dal genere femminile negli anni della guerra: “donne combattenti (e cadute), ma anche donne stuprate dalle truppe franco-marocchine lungo la linea Gustav, donne rasate a zero e altre uccise dopo il 25 aprile 1945” ha ribadito il sindaco, spiegando che “nelle guerre, e in particolare nei conflitti civili, pagano sempre i più deboli”. Pasquini ha concluso la mattinata affermando che “tra uomini e donne è bello anche che vi siano delle differenze, ma quello che non può mancare è il rispetto, che deve essere insegnato fin dalla tenera età. Dobbiamo imparare ad amare le differenze, mettendoci in ascolto dell’altro”.
A.Te.




















