Lavello: tra conti in rosso, bar poco aperto e mercato agricolo 'stoppato', BeneComune va all'attacco

"Sembrava che il Lavello dovesse decollare, e invece… Invece, nonostante le tante promesse fatte che facevano pensare a un rilancio del centro, la realtà non vede assolutamente un cambiamento, come era stato annunciato nei mesi scorsi". Calolziocorte BeneComune critica a tutto tondo la gestione del Monastero. A cominciare, neanche a dirlo dai conti della Fondazione. 
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"Siamo, innanzitutto, di fronte a un nuovo buco nell’acqua ma soprattutto di bilancio”, come dichiara lo stesso neopresidente, dopo soli due mesi dal suo insediamento: “Abbiamo trovato una situazione più difficile di quanto si pensasse. Il bilancio 2024 si è chiuso con circa 170 mila euro di perdite e anche il 2025, che abbiamo ereditato, chiuderà in negativo”. Più volte Il Gruppo “Calolziocorte BeneComune” ha richiesto verbalmente in commissione Garanzie Statutarie e con domanda scritta, sia al Presidente uscente che al nuovo Presidente, di essere informato rispetto alla situazione economica, alle proposte culturali in programma e non solo. Ma, a tutt’oggi, ogni richiesta è rimasta senza risposta. Per cui non si conosce ancora il reale bilancio 2025 della Fondazione, e le uniche informazioni si hanno solo tramite stampa, social, e indiscrezioni" si legge nella nota diffusa dalla capogruppo Sonia Mazzoleni che si fa anche portatrice di un certo malcontento popolare.
20260427_181328.jpg (155 KB) "È però soprattutto sulla gestione del bar che molti cittadini avanzano richieste di informazioni e lamentele" puntualizza infatti riferendosi all'orario di apertura risicato del locale e al mancato avvio - ad oggi - dell'hotel. "La realtà contrasta con quanto dichiarato dal nuovo gestore nel giorno ufficiale dell’inaugurazione con una certa enfasi annunciava la rinascita dell’intero complesso, dicendo “Al lavoro per ridare ai calolziesi servizi importanti”. “Il bar riaperto, poi matrimoni, attività ricreative e di accoglienza, turismo di qualità e rinascita della parte ricettiva”. Queste le promesse fatte, di cui il sindaco di Calolziocorte Marco Ghezzi si era detto soddisfatto affermando: "Ho ascoltato delle proposte concrete e delle ottime idee, quindi è un esordio molto incoraggiante…”. Tutte proposte, allora condivisibili, che facevano intravedere una chiara visione di rilancio del complesso del Lavello dietro i programmi ambiziosi annunciati. Ma a oggi sono rimaste parole vane e, purtroppo, si deve constatare che le aspettative sono andate del tutto deluse e le molte lamentele dei cittadini lo stanno a provare. Il bar, infatti, rimane aperto solo il martedì e la domenica fino a sera, mentre l’hotel è chiuso nonostante il gestore il 3 luglio 2025 avesse rassicurato: “buon inizio per il bar e la trattoria e, tra una decina di giorni al massimo, riapriremo anche l’albergo”. Altre realtà, altri servizi e altro numero di presenze giornaliere si registrano nei paesi vicini dove esiste una realtà simile a quella di Calolziocorte e con cui può essere paragonato il nostro lungofiume. Ogni confronto risulta impietoso". 
La minoranza non si ferma però solo all'aspetto commerciale chiedendo anche aggiornamenti circa il nuovo piano culturale 2026 annunciato come in definizione, con la Provincia, dal presidente della Fondazione lo scorso marzo ed al momento ancora non reso pubblico. "E, per chiudere, un’ennesima prova del pressapochismo che talvolta guida le decisioni della nostra Amministrazione" l'ultimo affondo di Mazzoleni. "Il 14 aprile, sempre dalla stampa locale, si viene a sapere che la Fondazione del Lavello, in accordo con il Consorzio Terrealte e con l’appoggio dell’amministrazione comunale ospiterà, tutti i martedì, il mercato agricolo per la vendita di prodotti agricoli a chilometro zero. Il giorno 21 aprile il mercato agricolo a Calolziocorte "battezzato" una settimana fa è già in stand-by, per verifiche in corso. Anche su questa vicenda chiederemo chiarimenti".
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