Caremi chiarisca sulla sua presenza alla commemorazione
Apprendiamo con forte perplessità la partecipazione di Luca Caremi, segretario della Lega Nord e rappresentante istituzionale sia a livello comunale che provinciale, alla commemorazione degli ufficiali della Repubblica Sociale Italiana fucilati a Lecco nell’aprile del 1945.
Una presenza che riteniamo politicamente e istituzionalmente discutibile, soprattutto alla luce del ruolo pubblico ricoperto e del contesto storico di riferimento.
È bene ricordare che quei fatti si inseriscono nei giorni della Liberazione, in un quadro segnato dalla lotta contro il nazifascismo. Le ricostruzioni storiche più accreditate collegano la fucilazione degli ufficiali RSI a responsabilità militari precise, tra cui episodi legati alla violazione della resa durante gli scontri. Non si tratta quindi di una vicenda neutra o semplicemente “umanitaria”, ma di un episodio complesso che richiama direttamente il contesto della guerra di Liberazione.
Proprio per questo motivo, riteniamo grave ogni tentativo – anche solo implicito – di alimentare ambiguità o letture revisioniste che possano mettere sullo stesso piano chi combatté per la libertà e chi scelse di sostenere un regime collaborazionista con l’occupazione nazista.
La partecipazione a iniziative di questo tipo, se non accompagnata da una chiara presa di distanza storica e politica, rischia di configurarsi come un ammiccamento verso narrazioni nostalgiche che nulla hanno a che vedere con i valori fondativi della nostra Repubblica.
Valori che trovano la loro massima espressione nella celebrazione del 25 aprile, momento in cui il Paese ricorda la fine del nazifascismo e la nascita della democrazia.
Per questo riteniamo che chi ricopre incarichi pubblici debba esercitare con maggiore responsabilità il proprio ruolo, scegliendo con chiarezza da che parte stare nella memoria collettiva del Paese.
Come Cambia Calolzio esprimiamo quindi una posizione netta:
nessuna ambiguità è accettabile quando si tratta dei valori della Liberazione, della Costituzione e della democrazia.
Invitiamo pertanto Luca Caremi a chiarire pubblicamente la propria posizione e a orientare la propria presenza istituzionale verso momenti che rappresentino in modo inequivocabile i principi antifascisti su cui si fonda la Repubblica Italiana.
Una presenza che riteniamo politicamente e istituzionalmente discutibile, soprattutto alla luce del ruolo pubblico ricoperto e del contesto storico di riferimento.
È bene ricordare che quei fatti si inseriscono nei giorni della Liberazione, in un quadro segnato dalla lotta contro il nazifascismo. Le ricostruzioni storiche più accreditate collegano la fucilazione degli ufficiali RSI a responsabilità militari precise, tra cui episodi legati alla violazione della resa durante gli scontri. Non si tratta quindi di una vicenda neutra o semplicemente “umanitaria”, ma di un episodio complesso che richiama direttamente il contesto della guerra di Liberazione.
Proprio per questo motivo, riteniamo grave ogni tentativo – anche solo implicito – di alimentare ambiguità o letture revisioniste che possano mettere sullo stesso piano chi combatté per la libertà e chi scelse di sostenere un regime collaborazionista con l’occupazione nazista.
La partecipazione a iniziative di questo tipo, se non accompagnata da una chiara presa di distanza storica e politica, rischia di configurarsi come un ammiccamento verso narrazioni nostalgiche che nulla hanno a che vedere con i valori fondativi della nostra Repubblica.
Valori che trovano la loro massima espressione nella celebrazione del 25 aprile, momento in cui il Paese ricorda la fine del nazifascismo e la nascita della democrazia.
Per questo riteniamo che chi ricopre incarichi pubblici debba esercitare con maggiore responsabilità il proprio ruolo, scegliendo con chiarezza da che parte stare nella memoria collettiva del Paese.
Come Cambia Calolzio esprimiamo quindi una posizione netta:
nessuna ambiguità è accettabile quando si tratta dei valori della Liberazione, della Costituzione e della democrazia.
Invitiamo pertanto Luca Caremi a chiarire pubblicamente la propria posizione e a orientare la propria presenza istituzionale verso momenti che rappresentino in modo inequivocabile i principi antifascisti su cui si fonda la Repubblica Italiana.
Cambia Calolzio




















