Lecco: dal 6 al 22 maggio il Festival dello sviluppo sostenibile
Lecco entra in modo strutturato nel circuito nazionale del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). La prima edizione lecchese, in programma dal 6 al 22 maggio 2026, è stata presentata questa mattina a Officina Badoni, luogo scelto come sede del momento inaugurale e simbolo di una manifestazione che, pur avendo nel capoluogo il proprio baricentro, punta a coinvolgere in maniera capillare spazi e comunità della città e della provincia.

A guidare l’organizzazione è R‑Evolution APS, in collaborazione con Officina Badoni ATS, con il patrocinio del Comune di Lecco. Il calendario conta 27 appuntamenti distribuiti nell’arco di oltre due settimane: incontri pubblici e dibattiti, momenti formativi, laboratori per bambini e giovani, escursioni naturalistiche, iniziative sul riuso e sul consumo consapevole, attività ambientali e di clean‑up, eventi culturali e artistici, talk su inclusione e disabilità, approfondimenti sul cibo sostenibile, sulle comunità energetiche e sul rapporto tra sviluppo locale e partecipazione civica.

Ad aprire la conferenza stampa è stato Giacomo Brambilla, ideatore del progetto e membro di R‑Evolution APS, che ha rivendicato l’ispirazione all’Agenda 2030 come bussola per una crescita “sostenibile e inclusiva”, sottolineando la volontà di “mettere in rete un arcipelago di spazi dedicati a giovani, cultura e promozione sociale”. Un Festival, nelle intenzioni, “partecipativo e aperto a tutte le realtà che vogliono generare benessere diffuso”, con l’ambizione di gettare basi durature per una co‑progettazione sempre più ampia tra associazioni, enti e istituzioni.
Il Festival nasce infatti con l’obiettivo di tradurre la sostenibilità in esperienze concrete, accessibili e partecipate, intrecciando temi ambientali e sociali con cultura, educazione, economia circolare e cittadinanza attiva. E soprattutto vuole essere un connettore di energie già presenti sul territorio. Tra le realtà coinvolte figurano, tra le altre, Laorca LAB, Casa di Quartiere, Radici a Rancio, alCUBO³, Legambiente Lecco, Officina Gerenzone, Quattordici Lab, Cooperativa PASO, Amici di Pedro, Plastic Free, Libreria Volante, Ebe Collective, Lecco Tourism, Contratto di Fiume, Cannella.cc, Save the Lake, MeloVivo e Slow Food Como‑Lecco.

Successivamente, è intervenuta Giulia Greppi, referente del progetto per Officina Badoni, rimarcando la coerenza tra la mission del polo e i principi dell’Agenda ONU 2030: innovazione culturale e ambientale, attenzione al mondo giovanile, inclusione. “Officina Badoni – ha ricordato – vuole essere non solo uno spazio, ma un ambiente sostenibile anche sul piano sociale, capace di far fiorire progetti e protagonismo”. Un orizzonte, questo, che trova nel Festival un’occasione di sintesi.

A offrire il quadro di contesto è stata Maddalena Binda, referente territoriale ASviS, richiamando i dati del Rapporto sui Territori. La Lombardia mostra progressi su istruzione, lavoro, parità di genere, città sostenibili ed economia circolare, ma restano criticità su povertà, disuguaglianze e ambiente. “Nel Lecchese - ha evidenziato, emergono risultati positivi - su istruzione, occupazione, inclusione, economia circolare e tutela della biodiversità: elementi che il Festival intende valorizzare e rendere visibili”.

La mattinata si è poi arricchita degli interventi delle realtà che compongono la rete del Festival. Riccardo Bassani (alCUBO³) ha evidenziato la sintonia di visione e di obiettivi tra Officina Badoni e la nuova realtà inserita al Pertini, immaginata come “una casa capace di accogliere associazioni e nuovi progetti”.

Emanuele Ratti per CSV Monza Lecco Sondrio ha riportato l’attenzione sull’economia circolare e sul valore, non sempre semplice, del lavoro di rete nel “costruire nuovi orizzonti e nel diffondere sul territorio una cultura diversa”.

Damaris Rovida (Amici di Pedro) ha ricordato come “l’associazione fonda il proprio impegno sul diritto al gioco, attraverso il recupero e la distribuzione di giochi ai bambini”, sottolineando al tempo stesso la “necessità di rafforzare legami e collaborazioni stabili”.

Franco Raimondi (Contratto di Fiume) ha ripercorso il percorso avviato nel 2024, inquadrato dal quadro normativo ambientale, per la valorizzazione dei territori fluviali in chiave di sviluppo sostenibile.

Chiara Malighetti (MeloVivo) ha collegato la sostenibilità a “l’attenzione verso l’altro e alla qualità della convivenza”, temi fondanti della sua realtà.

Infine Furquane Oumar Cisse (Ecosynertech Group) ha annunciato la raccolta di informazioni che verrà effettuata per “un report di valutazione dell’impatto del Festival”, richiamando l’importanza di “strumenti e competenze in grado di misurare risultati concreti e condividerli con gli enti coinvolti”.
Emersi la necessità di fare sistema nonostante le difficoltà del lavoro in rete, l’urgenza di una cultura dell’economia circolare più diffusa, il valore del gioco come diritto e strumento educativo, i percorsi di valorizzazione dei territori fluviali e l’attenzione a strumenti di valutazione dell’impatto delle iniziative.
Con il debutto della prima edizione lecchese, il Festival si propone dunque come un laboratorio territoriale: un programma diffuso che, per oltre due settimane, proverà a trasformare l’idea di sostenibilità in pratiche, incontri e comunità, costruendo connessioni stabili tra associazioni, istituzioni, imprese, scuole e cittadinanza.
QUI il programma completo
A guidare l’organizzazione è R‑Evolution APS, in collaborazione con Officina Badoni ATS, con il patrocinio del Comune di Lecco. Il calendario conta 27 appuntamenti distribuiti nell’arco di oltre due settimane: incontri pubblici e dibattiti, momenti formativi, laboratori per bambini e giovani, escursioni naturalistiche, iniziative sul riuso e sul consumo consapevole, attività ambientali e di clean‑up, eventi culturali e artistici, talk su inclusione e disabilità, approfondimenti sul cibo sostenibile, sulle comunità energetiche e sul rapporto tra sviluppo locale e partecipazione civica.

Ad aprire la conferenza stampa è stato Giacomo Brambilla, ideatore del progetto e membro di R‑Evolution APS, che ha rivendicato l’ispirazione all’Agenda 2030 come bussola per una crescita “sostenibile e inclusiva”, sottolineando la volontà di “mettere in rete un arcipelago di spazi dedicati a giovani, cultura e promozione sociale”. Un Festival, nelle intenzioni, “partecipativo e aperto a tutte le realtà che vogliono generare benessere diffuso”, con l’ambizione di gettare basi durature per una co‑progettazione sempre più ampia tra associazioni, enti e istituzioni.


Successivamente, è intervenuta Giulia Greppi, referente del progetto per Officina Badoni, rimarcando la coerenza tra la mission del polo e i principi dell’Agenda ONU 2030: innovazione culturale e ambientale, attenzione al mondo giovanile, inclusione. “Officina Badoni – ha ricordato – vuole essere non solo uno spazio, ma un ambiente sostenibile anche sul piano sociale, capace di far fiorire progetti e protagonismo”. Un orizzonte, questo, che trova nel Festival un’occasione di sintesi.

A offrire il quadro di contesto è stata Maddalena Binda, referente territoriale ASviS, richiamando i dati del Rapporto sui Territori. La Lombardia mostra progressi su istruzione, lavoro, parità di genere, città sostenibili ed economia circolare, ma restano criticità su povertà, disuguaglianze e ambiente. “Nel Lecchese - ha evidenziato, emergono risultati positivi - su istruzione, occupazione, inclusione, economia circolare e tutela della biodiversità: elementi che il Festival intende valorizzare e rendere visibili”.

La mattinata si è poi arricchita degli interventi delle realtà che compongono la rete del Festival. Riccardo Bassani (alCUBO³) ha evidenziato la sintonia di visione e di obiettivi tra Officina Badoni e la nuova realtà inserita al Pertini, immaginata come “una casa capace di accogliere associazioni e nuovi progetti”.

Emanuele Ratti per CSV Monza Lecco Sondrio ha riportato l’attenzione sull’economia circolare e sul valore, non sempre semplice, del lavoro di rete nel “costruire nuovi orizzonti e nel diffondere sul territorio una cultura diversa”.

Damaris Rovida (Amici di Pedro) ha ricordato come “l’associazione fonda il proprio impegno sul diritto al gioco, attraverso il recupero e la distribuzione di giochi ai bambini”, sottolineando al tempo stesso la “necessità di rafforzare legami e collaborazioni stabili”.
Franco Raimondi (Contratto di Fiume) ha ripercorso il percorso avviato nel 2024, inquadrato dal quadro normativo ambientale, per la valorizzazione dei territori fluviali in chiave di sviluppo sostenibile.

Chiara Malighetti (MeloVivo) ha collegato la sostenibilità a “l’attenzione verso l’altro e alla qualità della convivenza”, temi fondanti della sua realtà.

Infine Furquane Oumar Cisse (Ecosynertech Group) ha annunciato la raccolta di informazioni che verrà effettuata per “un report di valutazione dell’impatto del Festival”, richiamando l’importanza di “strumenti e competenze in grado di misurare risultati concreti e condividerli con gli enti coinvolti”.
Emersi la necessità di fare sistema nonostante le difficoltà del lavoro in rete, l’urgenza di una cultura dell’economia circolare più diffusa, il valore del gioco come diritto e strumento educativo, i percorsi di valorizzazione dei territori fluviali e l’attenzione a strumenti di valutazione dell’impatto delle iniziative.
Con il debutto della prima edizione lecchese, il Festival si propone dunque come un laboratorio territoriale: un programma diffuso che, per oltre due settimane, proverà a trasformare l’idea di sostenibilità in pratiche, incontri e comunità, costruendo connessioni stabili tra associazioni, istituzioni, imprese, scuole e cittadinanza.
QUI il programma completo
M.E.
Date evento
da mercoledì, 06 maggio 2026 a venerdì, 22 maggio 2026




















