Pescate: niente soldi per il parco Addio Monti, il sindaco De Capitani 'punta il dito' contro l'Autorità di Bacino
Dante De Capitani "punta il dito" contro l'Autorità di Bacino del Lario e Laghi minori. Colpevole, a suo dire, di non aver ancora considerato la richiesta di contributo del Comune di Pescate per il progetto integrativo per il parco Addio Monti (già oggetto di opere di riqualificazione a cura di Anas, incluse nel piano per il Quarto ponte inaugurato lo scorso gennaio), dove tra le altre cose è prevista la realizzazione di strutture per l'attività sportiva.
"Rappresentano 65 Comuni lacustri, incassano dalle concessioni demaniali 6 milioni di euro all'anno e dicono di non avere i soldi per finanziarci almeno il progetto preliminare di 19 mila euro, dopo aver coperto con l'avanzo di amministrazione gli altri paesi, la maggior parte del comasco, con 800 mila euro solo quest'anno" commenta il sindaco alla luce dell'assemblea di ieri dell'Autorità di Bacino, durante la quale ha "polemizzato duramente con il presidente Luigi Lusardi perché noi a Pescate non ci facciamo mettere sotto i piedi".

"Hanno enunciato tutti i contributi che daranno ai Comuni comaschi e lecchesi, anche a chi deve installare bagni autopulenti, sistemare i muri a secco e pure provvedere alla manutenzione degli alberi. E a noi che dobbiamo rifare un parco a lago con due ciclopedonali, che vede un ponte da 35 milioni passargli dentro, nulla? E sì che Lusardi mi conosce da anni, sa che non le mando a dire e non sono uno che chiede due volte. Avrebbe almeno potuto farmi una telefonata, informarmi, dirmi che avrebbe trovato quei fondi più avanti. Invece no, ha lasciato che fosse il direttore a buttare il "rospo", cercando giustificazioni solo dopo il mio duro intervento".
Ancora una volta, dunque, De Capitani si dice pronto a passare ai fatti: "Non partecipano al finanziamento del progetto? Bene, io il parco non lo apro. Da lì non passa nessuno e blocco il collegamento verso nord, così si ferma tutto il sistema delle piste ciclabili. Perché non devono essere i miei cittadini a mettere i soldi per sistemare un collegamento di viabilità dolce interprovinciale che useranno tutti. Non ho chiesto di finanziarci i lavori di ripristino del parco, che copre l'Anas e - spero - in parte anche Regione Lombardia, ma solo una parte del progetto. Sarebbe stato un gesto di compartecipazione e sensibilità verso un Comune che ha portato sul territorio lecchese un'opera pubblica importante dopo oltre quarant'anni. Ma non sono qui a chiedere elemosine, passeremo alle vie di fatto. Ho chiuso per tre volte uno svincolo Anas, volete che ci pensi due volte a chiudere una ciclopedonale?".
"Rappresentano 65 Comuni lacustri, incassano dalle concessioni demaniali 6 milioni di euro all'anno e dicono di non avere i soldi per finanziarci almeno il progetto preliminare di 19 mila euro, dopo aver coperto con l'avanzo di amministrazione gli altri paesi, la maggior parte del comasco, con 800 mila euro solo quest'anno" commenta il sindaco alla luce dell'assemblea di ieri dell'Autorità di Bacino, durante la quale ha "polemizzato duramente con il presidente Luigi Lusardi perché noi a Pescate non ci facciamo mettere sotto i piedi".

Un'immagine d'archivio del cantiere al Parco Addio Monti
"Hanno enunciato tutti i contributi che daranno ai Comuni comaschi e lecchesi, anche a chi deve installare bagni autopulenti, sistemare i muri a secco e pure provvedere alla manutenzione degli alberi. E a noi che dobbiamo rifare un parco a lago con due ciclopedonali, che vede un ponte da 35 milioni passargli dentro, nulla? E sì che Lusardi mi conosce da anni, sa che non le mando a dire e non sono uno che chiede due volte. Avrebbe almeno potuto farmi una telefonata, informarmi, dirmi che avrebbe trovato quei fondi più avanti. Invece no, ha lasciato che fosse il direttore a buttare il "rospo", cercando giustificazioni solo dopo il mio duro intervento".
Ancora una volta, dunque, De Capitani si dice pronto a passare ai fatti: "Non partecipano al finanziamento del progetto? Bene, io il parco non lo apro. Da lì non passa nessuno e blocco il collegamento verso nord, così si ferma tutto il sistema delle piste ciclabili. Perché non devono essere i miei cittadini a mettere i soldi per sistemare un collegamento di viabilità dolce interprovinciale che useranno tutti. Non ho chiesto di finanziarci i lavori di ripristino del parco, che copre l'Anas e - spero - in parte anche Regione Lombardia, ma solo una parte del progetto. Sarebbe stato un gesto di compartecipazione e sensibilità verso un Comune che ha portato sul territorio lecchese un'opera pubblica importante dopo oltre quarant'anni. Ma non sono qui a chiedere elemosine, passeremo alle vie di fatto. Ho chiuso per tre volte uno svincolo Anas, volete che ci pensi due volte a chiudere una ciclopedonale?".





















