Legnone, jet caduto: il gup si riserva su utilizzabilità degli atti ed incidente probatorio
Altra udienza interlocutoria stamani in Tribunale a Lecco nell'ambito della vicenda giudiziaria connessa allo schianto del Jet M-346 della società Leonardo che il 16 marzo 2022 aveva rovinosamente terminato la propria corsa contro la parete del Legnone, in territorio di Colico.
Una tragedia costata la vita al pilota inglese David Alexander Ashley - dipendente di una società esterna che quella mattina stava effettuando un volo di addestramento in presenza del collaudatore Giampaolo Goattin, miracolosamente scampato allo schianto – per il quale risultano imputati sette dirigenti della Leonardo, oltre alla società stessa (quale persona giuridica) e all'aviatore sopravvissuto.
La Procura di Lecco, all'esito di un'indagine molto tecnica e complessa, li ritiene infatti responsabili – a vario titolo - di disastro colposo e omicidio colposo per violazione della normativa anti-infortunistica.
In sostanza, secondo la ricostruzione dei magistrati lecchesi, quell'aereo non era ancora idoneo alla formazione del pilota che - a sua volta - avrebbe dovuto insegnarne l'utilizzo al personale della committenza. Pur alzatosi in volo, il mezzo non sarebbe stato completo dal punto di vista dell'assemblaggio e dell'attività di verifica e di collaudo, trovandosi ancora in fase di realizzazione.
Se la scorsa udienza era stata affrontata la questione relativa alla richiesta di costituzione quale parte civile, della compagnia assicurativa che ha già liquidato i familiari della vittima (richiesta nel frattempo rigettata ndr), stamani poco le 13 i legali della parti hanno varcato l'aula del GUP Gianluca Piantadosi dove si è entrati nel vivo di un altro aspetto di natura tecnico-procedurale.
L'avvocato Domenico Aiello del Foro di Milano (difensore di uno dei dipendenti della Leonardo ndr) ha infatti illustrato l'eccezione già depositata nelle scorse settimane, relativa all'utilizzabilità di molti degli atti confluiti nel fascicolo chiamato a fare luce sulla tragedia, a seguito della proroga chiesta dalla Procura. Per il legale infatti, gli accertamenti condotti dal luglio al dicembre 2024 non sarebbero ritenuti validi ai fini dell'indagine poiché la Procura non avrebbe motivato la richiesta di proroga, limitandosi a demandarla a ragioni di ''giusta causa'', come previsto in casi particolari da una norma che – stando al contenuto dell'eccezione - sarebbe stata abrogata dalla legge Cartabia ben prima della richiesta formulata dai magistrati che hanno condotto le indagini.
Sul punto tuttavia, il GUP si è riservato, aggiornando l'udienza al prossimo 9 settembre, quando il dottor Piantadosi si esprimerà altresì sulla richiesta di incidente probatorio - al fine di disporre una perizia su fatti e responsabilità - da parte della Procura (quest'oggi rappresentata in aula dal sostituto Chiara Stoppioni ndr) e già avanzata in fase di indagine, ma rigettata dal GIP Salvatore Catalano.
Due questioni tecniche di particolare rilevanza che il giudice avrà modo di approfondire durante l'estate, terminata la quale il procedimento giudiziario potrà giungere ad una svolta, in un senso o nell'altro, a quasi quattro anni e mezzo dalla tragedia costata la vita al pilota.
Come si ricorderà il jet M-346 della società Leonardo era precipitato sul versante nord della montagna lecchese, in località Valorga. Entrambi gli occupanti, negli istanti che avevano preceduto lo schianto, erano riusciti a eiettarsi dall’abitacolo, ma mentre il paracadute del 54enne Goattin, si era impigliato in uno sperone di roccia, salvandogli la vita, per l'inglese, precipitato in un crepaccio, non c’era stato nulla da fare e i soccorritori lo avevano recuperato privo di vita. Aveva soltanto 49 anni.

La Procura di Lecco, all'esito di un'indagine molto tecnica e complessa, li ritiene infatti responsabili – a vario titolo - di disastro colposo e omicidio colposo per violazione della normativa anti-infortunistica.
In sostanza, secondo la ricostruzione dei magistrati lecchesi, quell'aereo non era ancora idoneo alla formazione del pilota che - a sua volta - avrebbe dovuto insegnarne l'utilizzo al personale della committenza. Pur alzatosi in volo, il mezzo non sarebbe stato completo dal punto di vista dell'assemblaggio e dell'attività di verifica e di collaudo, trovandosi ancora in fase di realizzazione.
Se la scorsa udienza era stata affrontata la questione relativa alla richiesta di costituzione quale parte civile, della compagnia assicurativa che ha già liquidato i familiari della vittima (richiesta nel frattempo rigettata ndr), stamani poco le 13 i legali della parti hanno varcato l'aula del GUP Gianluca Piantadosi dove si è entrati nel vivo di un altro aspetto di natura tecnico-procedurale.
L'avvocato Domenico Aiello del Foro di Milano (difensore di uno dei dipendenti della Leonardo ndr) ha infatti illustrato l'eccezione già depositata nelle scorse settimane, relativa all'utilizzabilità di molti degli atti confluiti nel fascicolo chiamato a fare luce sulla tragedia, a seguito della proroga chiesta dalla Procura. Per il legale infatti, gli accertamenti condotti dal luglio al dicembre 2024 non sarebbero ritenuti validi ai fini dell'indagine poiché la Procura non avrebbe motivato la richiesta di proroga, limitandosi a demandarla a ragioni di ''giusta causa'', come previsto in casi particolari da una norma che – stando al contenuto dell'eccezione - sarebbe stata abrogata dalla legge Cartabia ben prima della richiesta formulata dai magistrati che hanno condotto le indagini.
Sul punto tuttavia, il GUP si è riservato, aggiornando l'udienza al prossimo 9 settembre, quando il dottor Piantadosi si esprimerà altresì sulla richiesta di incidente probatorio - al fine di disporre una perizia su fatti e responsabilità - da parte della Procura (quest'oggi rappresentata in aula dal sostituto Chiara Stoppioni ndr) e già avanzata in fase di indagine, ma rigettata dal GIP Salvatore Catalano.
Due questioni tecniche di particolare rilevanza che il giudice avrà modo di approfondire durante l'estate, terminata la quale il procedimento giudiziario potrà giungere ad una svolta, in un senso o nell'altro, a quasi quattro anni e mezzo dalla tragedia costata la vita al pilota.

G.C.




















