Ciò che i sindacati si aspettano dagli 84 Comuni lecchesi. Presentata la piattaforma 2026-2028
Si chiama contrattazione sociale territoriale. È lo strumento con il quale i sindacati confederali incidono e tentano di farlo sulle politiche dei Comuni della provincia lecchese. C’è una vera e propria piattaforma di rivendicazioni che viene trasmessa agli 84 Comuni lecchesi per intavolare una discussione su alcuni temi, in alcuni casi fornendo anche proposte di soluzione di taluni problemi. Constatando inoltre come sia importante non fermarsi al confronto con i singoli Comuni ma anche affrontare i problemi negli Ambiti territoriali in cui è suddiviso il territorio provinciale: Lecco, Bellano e Merate. Perché spesso, per una serie di interventi, le politiche sono sovracomunali.

La piattaforma per il triennio 2026-2028 è stata presentata oggi in una conferenza stampa, tenutasi alla sede della Camera del lavoro in via Besonda, alla quale sono intervenuti i segretari generali territoriali nonché i segretari delle organizzazioni di categoria dei pensionati: Fabio Gerosa e Pinuccia Cogliardi per la Cgil, Mirco Scaccabarozzi ed Enrico Civillini per la Cisl, Dario Esposito e Piero Bonfanti per la Uil.
Gli esponenti sindacali presenti hanno presentato ciascuno particolari aspetti della piattaforma sui quali si è deciso di concentrare una maggiore attenzione.

Fabio Gerosa si è concentrato sul tema dell’abitare, facendo rilevare come, in attesa di un piano casa complessivo che sembra di là da venire, sia necessaria una rivalutazione dell’edilizia residenziale pubblica con un censimento di tutti gli appartamenti di proprietà comunale esistenti sul territorio provinciale: il patrimonio è notevole, ma in molti casi sono alloggi inutilizzati perché degradati. Inoltre, a fronte di un recupero dell’esistente, non dovranno essere consumati ulteriori metri quadri di terreno per nuove realizzazioni. Altro argomento affrontato da Gerosa quello della sicurezza che non significa “securità” (nel senso «che i temi securitari non ci appartengono»), ma è comunque necessario avviare percorsi di educazioni alla legalità.

Per Pinuccia Cogliardi bisogna «fare in modo che gli anziani siano invogliati a invecchiare bene» e cioè a essere attivi con il corpo e con la mente. Ricordando come fra qualche anno, il 30% della popolazione sarà al di sopra dei 65 anni, occorre fare fronte alle nuove esigenze: «Restare attivi significa innanzitutto uscire di casa, ma spesso si devono fare i conti con una casa senza ascensore, con una serie di barriere una volta usciti, sulle strade e sui marciapiedi». Auspicabile inoltre un aggiornamento degli interventi per le relazioni sociali: «Vanno bene i centri per anziani, anzi ce ne vorrebbero ancora di più, ma sarebbe meglio parlare di centri di incontro, dove sì ci sono gli anziani, ma anche i bambini…»

Enrico Civillini ha parlato di sanità, sottolineando come in molti casi le organizzazioni sindacali forniscano supporto concreto con i propri sportelli di varia natura per rispondere alle richieste dei cittadini, «dimostrando così che non ci limitiamo ad avanzare rivendicazioni.»

Mirco Scaccabarozzi si è soffermato sulla conciliazione tra vita privata e lavoro: «Il sistema lavoro è cambiato. Le persone sono mantenute sempre di più al lavoro. Una volta, l’assistenza ai figli era delegata a nonni. Oggi qualcosa sta cambiando: con l’allungamento dell’età, spesso le persone debbono occuparsi di genitori anziani con problemi e quindi da accudire e nello stesso tempo dei figli.» Inevitabile quindi rivedere l’offerta di servizi educativi, soprattutto nel periodo estivo quando scuole e asili sono chiusi: l’organizzazione di centri estivi, dunque, ma nel contempo la realizzazione di spazi-gioco, un servizio di “babysitteraggio” organizzato a livello intercomunale, ludoteche, centri diurni e di sollievo. Senza dimenticare una vera e propria conciliazione tra aziende e Comuni vale a dire il mettere assieme le risorse che le aziende hanno a disposizione nell’ambito delle contrattazioni sindacali con gli stanziamenti comunali.

Dario Esposito ha affrontato il tema della fiscalità, proponendo l’esenzione dell’Irpef comunale per i redditi fino a 15mila euro annui e indicando nelle imposte di soggiorno una risorsa da utilizzare per ridurre le tassi locali. Infine, una verifica delle tariffe dei vari servizi comunali erogati.

A Piero Bonfanti il compito di parlare di “inclusione digitale” ricordando come siano in fase di chiusura (alcuni sono già chiusi, altri a giugno) i “Punti digitale-facile” avviati grazie a un programma regionale finanziato con complessivi 17 milioni di euro e che è scaduto con la fine dello scorso anno. Alcuni punti hanno beneficiato di una proroga fino a marzo o giugno di quest’anno, ma poi che succederà. Di fatto erano sportelli in grado di supportare i cittadini con scarse competenze informatiche a utilizzare una serie di servizi, ad accedere al sito dell’Inps e a quello dell’Agenzia delle entrate. E’ quindi fondamentale che questo genere di servizio continui a essere garantito, magari ricorrendo ad altri bandi per finanziarsi se la Region non dovesse rinnovare il proprio impegno economico.

La piattaforma comprende comunque un’altra serie di proposte.
Sul fronte sanitario ci sono temi che riguardano non solo i Comuni ma anche l’Azienda sanitaria territoriale: potenziamento dei servizi per non autosufficienti e riduzione delle liste d’attesa, garantire la presenza di medici di medicina generale sul territorio, monitorare e valorizzare Case di comunità e ospedali di comunità.
A proposito di sicurezza, sollecitato il recupero degradate, mentre per l’abitare sarebbe opportuno incentivare il canone d’affitto concordato e favorire il passaggio da affitti brevi ad affitti lunghi, sostenere le cooperative edilizie e sviluppare esperienze di coabitazione (il cosiddetto co-housing sociale). Attenzione anche i trasporti: migliorare i collegamenti con le piccole frazioni e promuovere forme di mobilità sostenibili.
Un capitolo è dedicato anche agli appalti che devono essere banditi non solo basati sul massimo ribasso ma guardando anche alla qualità del lavoro e dei servizi; introdurre clausole sociali e assicurare maggiore trasparenza alla filiera di subappalti.
La piattaforma per il triennio 2026-2028 è stata presentata oggi in una conferenza stampa, tenutasi alla sede della Camera del lavoro in via Besonda, alla quale sono intervenuti i segretari generali territoriali nonché i segretari delle organizzazioni di categoria dei pensionati: Fabio Gerosa e Pinuccia Cogliardi per la Cgil, Mirco Scaccabarozzi ed Enrico Civillini per la Cisl, Dario Esposito e Piero Bonfanti per la Uil.
Gli esponenti sindacali presenti hanno presentato ciascuno particolari aspetti della piattaforma sui quali si è deciso di concentrare una maggiore attenzione.
Fabio Gerosa si è concentrato sul tema dell’abitare, facendo rilevare come, in attesa di un piano casa complessivo che sembra di là da venire, sia necessaria una rivalutazione dell’edilizia residenziale pubblica con un censimento di tutti gli appartamenti di proprietà comunale esistenti sul territorio provinciale: il patrimonio è notevole, ma in molti casi sono alloggi inutilizzati perché degradati. Inoltre, a fronte di un recupero dell’esistente, non dovranno essere consumati ulteriori metri quadri di terreno per nuove realizzazioni. Altro argomento affrontato da Gerosa quello della sicurezza che non significa “securità” (nel senso «che i temi securitari non ci appartengono»), ma è comunque necessario avviare percorsi di educazioni alla legalità.
Per Pinuccia Cogliardi bisogna «fare in modo che gli anziani siano invogliati a invecchiare bene» e cioè a essere attivi con il corpo e con la mente. Ricordando come fra qualche anno, il 30% della popolazione sarà al di sopra dei 65 anni, occorre fare fronte alle nuove esigenze: «Restare attivi significa innanzitutto uscire di casa, ma spesso si devono fare i conti con una casa senza ascensore, con una serie di barriere una volta usciti, sulle strade e sui marciapiedi». Auspicabile inoltre un aggiornamento degli interventi per le relazioni sociali: «Vanno bene i centri per anziani, anzi ce ne vorrebbero ancora di più, ma sarebbe meglio parlare di centri di incontro, dove sì ci sono gli anziani, ma anche i bambini…»
Enrico Civillini ha parlato di sanità, sottolineando come in molti casi le organizzazioni sindacali forniscano supporto concreto con i propri sportelli di varia natura per rispondere alle richieste dei cittadini, «dimostrando così che non ci limitiamo ad avanzare rivendicazioni.»
Mirco Scaccabarozzi si è soffermato sulla conciliazione tra vita privata e lavoro: «Il sistema lavoro è cambiato. Le persone sono mantenute sempre di più al lavoro. Una volta, l’assistenza ai figli era delegata a nonni. Oggi qualcosa sta cambiando: con l’allungamento dell’età, spesso le persone debbono occuparsi di genitori anziani con problemi e quindi da accudire e nello stesso tempo dei figli.» Inevitabile quindi rivedere l’offerta di servizi educativi, soprattutto nel periodo estivo quando scuole e asili sono chiusi: l’organizzazione di centri estivi, dunque, ma nel contempo la realizzazione di spazi-gioco, un servizio di “babysitteraggio” organizzato a livello intercomunale, ludoteche, centri diurni e di sollievo. Senza dimenticare una vera e propria conciliazione tra aziende e Comuni vale a dire il mettere assieme le risorse che le aziende hanno a disposizione nell’ambito delle contrattazioni sindacali con gli stanziamenti comunali.
Dario Esposito ha affrontato il tema della fiscalità, proponendo l’esenzione dell’Irpef comunale per i redditi fino a 15mila euro annui e indicando nelle imposte di soggiorno una risorsa da utilizzare per ridurre le tassi locali. Infine, una verifica delle tariffe dei vari servizi comunali erogati.
A Piero Bonfanti il compito di parlare di “inclusione digitale” ricordando come siano in fase di chiusura (alcuni sono già chiusi, altri a giugno) i “Punti digitale-facile” avviati grazie a un programma regionale finanziato con complessivi 17 milioni di euro e che è scaduto con la fine dello scorso anno. Alcuni punti hanno beneficiato di una proroga fino a marzo o giugno di quest’anno, ma poi che succederà. Di fatto erano sportelli in grado di supportare i cittadini con scarse competenze informatiche a utilizzare una serie di servizi, ad accedere al sito dell’Inps e a quello dell’Agenzia delle entrate. E’ quindi fondamentale che questo genere di servizio continui a essere garantito, magari ricorrendo ad altri bandi per finanziarsi se la Region non dovesse rinnovare il proprio impegno economico.
La piattaforma comprende comunque un’altra serie di proposte.
Sul fronte sanitario ci sono temi che riguardano non solo i Comuni ma anche l’Azienda sanitaria territoriale: potenziamento dei servizi per non autosufficienti e riduzione delle liste d’attesa, garantire la presenza di medici di medicina generale sul territorio, monitorare e valorizzare Case di comunità e ospedali di comunità.
A proposito di sicurezza, sollecitato il recupero degradate, mentre per l’abitare sarebbe opportuno incentivare il canone d’affitto concordato e favorire il passaggio da affitti brevi ad affitti lunghi, sostenere le cooperative edilizie e sviluppare esperienze di coabitazione (il cosiddetto co-housing sociale). Attenzione anche i trasporti: migliorare i collegamenti con le piccole frazioni e promuovere forme di mobilità sostenibili.
Un capitolo è dedicato anche agli appalti che devono essere banditi non solo basati sul massimo ribasso ma guardando anche alla qualità del lavoro e dei servizi; introdurre clausole sociali e assicurare maggiore trasparenza alla filiera di subappalti.
D.C.




















