Calolzio: impatto a 65km/h, così è morto Valter Tavola. L'incidente ricostruito in tribunale

Prosegue davanti al Tribunale di Lecco in composizione monocratica il procedimento per omicidio stradale originato dalla morte di Valter Tavola, il motociclista 63enne coinvolto in un grave incidente avvenuto il 14 aprile 2023 a Calolziocorte e deceduto dopo circa dieci mesi di coma.
Nella mattinata odierna, davanti al giudice Giulia Barazzetta, alla presenza del vice procuratore onorario Mattia Mascaro e della difesa rappresentata dall’avvocato Giuseppe Ciullo del foro di Avellino, l’udienza è stata dedicata all’escussione dei consulenti tecnici e all’esame dell’imputata.
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La donna ad oggi chiamata a rispondere dalla Procura della Repubblica di Lecco di omicidio stradale, era alla guida dell’auto contro cui si è schiantata la moto condotta da Tavola, lungo corso Dante. Secondo quanto ricostruito, stava uscendo dalla propria abitazione (situata in via Fratelli Cervi) per immettersi sulla Lecco-Bergamo in direzione del capoluogo lariano quando, durante la manovra di svolta a sinistra – ormai quasi completata – è entrata in collisione con la moto condotta dal calolziese, sopraggiunta dal centro cittadino.
Le condizioni del motociclista erano apparse immediatamente gravissime: soccorso dai sanitari intervenuti con ambulanza e automedica, era stato trasferito in elisoccorso all’ospedale di Varese, dove era rimasto per oltre tre mesi senza mai riprendere conoscenza. Successivamente ricoverato alla clinica Le Terrazze di Cunardo, era stato poi trasferito nel dicembre 2024 all’Airoldi e Muzzi, dove è deceduto il 27 febbraio.
Quest’oggi in aula ha preso per primo la parola l’ingegner Andrea Bosco, consulente tecnico del pubblico ministero, che ha ricostruito nel dettaglio la dinamica del sinistro partendo dagli elementi oggettivi: i danni riportati dai veicoli, la posizione dei detriti e il punto d’urto, successivamente riportato in planimetria. Sulla base del percorso del motociclista, il tecnico ha stimato una velocità al momento dell’impatto di circa 65 chilometri orari. Per quanto riguarda la vettura, invece, la velocità sarebbe stata intorno ai 16,5 km/h, considerando una partenza da ferma della BMW320. Secondo il consulente, tra l’immissione dell’auto e l’impatto sarebbero trascorsi circa 2,2 secondi. Due gli scenari ipotizzati: uno con strada sgombra e uno con la presenza di una coda di veicoli in prossimità del semaforo, sulla base delle testimonianze raccolte. Le conclusioni hanno evidenziato, da un lato, una mancata precedenza da parte dell’auto e, dall’altro, una velocità sostenuta del motociclo.
Si è quindi proceduto all’esame dell’imputata, una donna classe 1985, di origine marocchina, affiancata da un interprete di lingua araba. La 41enne ha ripercorso quanto accaduto quella mattina, alle ore 11.50 circa: “Stavo uscendo di casa per andare a prendere mio figlio a scuola. C’era traffico sia a destra che a sinistra, mi sono fermata. Una persona alla mia sinistra mi ha fatto segno di passare e sono uscita lentamente”. La donna ha raccontato di aver poi sentito “una botta alla macchina” e di aver visto la vittima “scivolare davanti alla macchina”, aggiungendo di non aver notato il motociclista prima dell’impatto e di essere rimasta sotto shock. Secondo quanto dichiarato davanti al giudice, l’urto sarebbe avvenuto quando ormai aveva impegnato l’intera corsia con la propria vettura.
Infine è stato sentito il consulente della difesa, il perito industriale e assicurativo dottor Guido Cennamo, che ha condiviso la stima dell'ingegner Bosco relativa alla velocità della moto al momento dell’urto, sollevando tuttavia perplessità sulla determinazione della velocità dell’auto. Secondo il tecnico, non sarebbe infatti possibile stabilire con precisione l’accelerazione del veicolo partito da fermo fino al momento dell’impatto. Ha inoltre osservato come – secondo il suo parere - il motociclista avrebbe ridotto la velocità negli ultimi istanti, ipotizzando una velocità di circa 72 km/h al momento della percezione del pericolo.
Ormai conclusa l’istruttoria dibattimentale, il procedimento proseguirà con la discussione finale tra le parti al termine del prossimo mese.
F.F.
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