Dopo 120 anni a malincuore il CAI di Monza mette in vendita il rifugio Bogani
Il rifugio Bogani è in vendita. A malincuore, la Sezione di Monza del Club Alpino Italiano, proprietaria dell'immobile che sorge in un bosco di larici a 1816 m di quota, sul versante Nord della Grigna Settentrionale, nel comune di Esino Lario, ha optato per la sua alienazione, valutando manifestazione d'interesse per l'acquisto di quello che, a tutti gli effetti, è uno dei suoi gioielli più preziosi, anche dal punto di vista affettivo.

"Mantenere un rifugio per una sezione CAI è diventato molto, molto, molto ma molto, impegnativo sia in termini di tempo da investire sia in termini economici" spiega il vicepresidente Mario Cossa. "Abbiamo altri progetti a cui stiamo lavorando a Monza dunque gradiremmo avere disponibilità di energie e risorse da dedicare a ciò che stiamo portando avanti" aggiunge ancora a motivazione della decisione presa. "Ci spiace da morire: il Bogani all'alpe di Moncodeno è il nostro primo rifugio, aperto nel lontano 1906 e gestito in maniera impeccabile negli ultimi trent'anni da Mariangela Buzzoni e Enrico, a cui avevamo ceduto il diritto di superfice. Ora però siamo arrivati al capolinea. Saremmo molto dispiaciuti se riuscissimo a venderlo ma allo stesso tempo anche molto contenti se andasse a un'altra sezione CAI o a un'associazione, ma anche ad un privato, che porti avanti una storia iniziata ben 120 anni fa".
Raggiungibile in circa un'ora e mezza di cammino dal parcheggio del Vò di Moncodeno, il Bogani dispone di ben 40 posti letto e, come conferma il vicepresidente Cossa, si presenta in condizioni tali da poter essere riaperto senza necessitare di interventi strutturali di rilievo. Costruito tra il 1905 e il 1906, a poca distanza dal luogo in cui sorgeva la capanna Moncodeno, primo storico rifugio delle Grigne, successivamente distrutto nel 1897 da una valanga, venne inizialmente battezzato come "Capanna Monza". Durante la guerra di Liberazione, ospitò un distaccamento di partigiani dell'89ª Brigata Garibaldi, venendo poi distrutta dai fascisti nel 1944. L'anno successivo venne ricostruita ed intitolata ad Arnaldo Bogani, ex-presidente del CAI Monza, realtà che fino ad oggi ne ha mantenuta la proprietà.
Entro il 30 maggio sarà possibile compilare la manifestazione di interesse, finalizzate alla costituzione di un elenco di soggetti interessati all'acquisizione. Qui il link per ulteriori specifiche.

"Mantenere un rifugio per una sezione CAI è diventato molto, molto, molto ma molto, impegnativo sia in termini di tempo da investire sia in termini economici" spiega il vicepresidente Mario Cossa. "Abbiamo altri progetti a cui stiamo lavorando a Monza dunque gradiremmo avere disponibilità di energie e risorse da dedicare a ciò che stiamo portando avanti" aggiunge ancora a motivazione della decisione presa. "Ci spiace da morire: il Bogani all'alpe di Moncodeno è il nostro primo rifugio, aperto nel lontano 1906 e gestito in maniera impeccabile negli ultimi trent'anni da Mariangela Buzzoni e Enrico, a cui avevamo ceduto il diritto di superfice. Ora però siamo arrivati al capolinea. Saremmo molto dispiaciuti se riuscissimo a venderlo ma allo stesso tempo anche molto contenti se andasse a un'altra sezione CAI o a un'associazione, ma anche ad un privato, che porti avanti una storia iniziata ben 120 anni fa".
Raggiungibile in circa un'ora e mezza di cammino dal parcheggio del Vò di Moncodeno, il Bogani dispone di ben 40 posti letto e, come conferma il vicepresidente Cossa, si presenta in condizioni tali da poter essere riaperto senza necessitare di interventi strutturali di rilievo. Costruito tra il 1905 e il 1906, a poca distanza dal luogo in cui sorgeva la capanna Moncodeno, primo storico rifugio delle Grigne, successivamente distrutto nel 1897 da una valanga, venne inizialmente battezzato come "Capanna Monza". Durante la guerra di Liberazione, ospitò un distaccamento di partigiani dell'89ª Brigata Garibaldi, venendo poi distrutta dai fascisti nel 1944. L'anno successivo venne ricostruita ed intitolata ad Arnaldo Bogani, ex-presidente del CAI Monza, realtà che fino ad oggi ne ha mantenuta la proprietà.
Entro il 30 maggio sarà possibile compilare la manifestazione di interesse, finalizzate alla costituzione di un elenco di soggetti interessati all'acquisizione. Qui il link per ulteriori specifiche.




















