Maggianico: a giudizio per rapina per un cappellino, assolto
Era accusato di rapina aggravata, commessa unitamente a un minorenne, a danno di un connazionale a cui erano stati rubati soldi e un cappellino griffato "Gucci" mentre si trovava alla fermata dell'autobus a Maggianico.
Comparso davanti al GUP, difeso dall'avvocato Stefano Pelizzari, è stato assolto perché il fatto non sussiste (art. 530 comma 2, cpp). Per quello che era considerato il suo complice, ai tempi minorenne, si procederà separatamente.
La vicenda risale a gennaio 2025 e aveva avuto come protagonisti tre egiziani.
Due di questi, secondo quelle che erano le accuse, si erano accaniti contro un 18enne, costringendolo a farsi consegnare, colpendolo con più testate, il cappellino e 50 euro che aveva nella tasca sinistra dei pantaloni. Lo scontro si era concluso, per la vittima, al pronto soccorso per farsi medicare le ferite al setto nasale giudicate poi guaribili in 5 giorni.
Individuati dagli agenti della Questura i due presunti aggressori erano stati imputati del delitto di rapina aggravata, con il maggiorenne arrivato, nei giorni scorsi, davanti al GUP del tribunale di Lecco che ha sentenziato il non doversi procedere perché il fatto non sussiste.
Comparso davanti al GUP, difeso dall'avvocato Stefano Pelizzari, è stato assolto perché il fatto non sussiste (art. 530 comma 2, cpp). Per quello che era considerato il suo complice, ai tempi minorenne, si procederà separatamente.
La vicenda risale a gennaio 2025 e aveva avuto come protagonisti tre egiziani.
Due di questi, secondo quelle che erano le accuse, si erano accaniti contro un 18enne, costringendolo a farsi consegnare, colpendolo con più testate, il cappellino e 50 euro che aveva nella tasca sinistra dei pantaloni. Lo scontro si era concluso, per la vittima, al pronto soccorso per farsi medicare le ferite al setto nasale giudicate poi guaribili in 5 giorni.
Individuati dagli agenti della Questura i due presunti aggressori erano stati imputati del delitto di rapina aggravata, con il maggiorenne arrivato, nei giorni scorsi, davanti al GUP del tribunale di Lecco che ha sentenziato il non doversi procedere perché il fatto non sussiste.
S.V.




















