Giornata Mondiale contro il Tumore Ovarico: ASST Lecco centro di riferimento

L’8 maggio ricorre la Giornata Mondiale contro il Tumore Ovarico, un importante momento per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica su una patologia che rappresenta ancora oggi una delle sfide più complesse in ambito ginecologico.
In occasione di questa ricorrenza, l’ASST di Lecco, considerata da Regione Lombardia come centro di riferimento per la chirurgia del tumore dell'ovaio, richiama l’attenzione sull’importanza cruciale del riconoscimento precoce dei sintomi e della tempestività nel percorso diagnostico-terapeutico, elementi fondamentali per migliorare l’efficacia delle cure e le prospettive di vita delle pazienti.
Il tumore ovarico - spesso definito un killer silenzioso - è una delle neoplasie ginecologiche più difficili da individuare nelle fasi iniziali, a causa di una sintomatologia frequentemente aspecifica, con segnali vaghi e facilmente sottovalutabili che possono condurre a diagnosi tardive.
Un contributo determinante al miglioramento degli esiti clinici è rappresentato dalla rapida presa in carico e dalla gestione integrata del caso. In questo ambito, l’ASST di Lecco si avvale di un percorso diagnostico-terapeutico strutturato, che costituisce un modello virtuoso di integrazione multidisciplinare, garantendo un approccio coordinato e appropriato fin dalle prime fasi della malattia.
La Giornata Mondiale contro il Tumore Ovarico è anche un momento per ricordare l’importanza della valutazione del rischio individuale, in particolare per le donne con familiarità o con mutazioni genetiche come BRCA1 e BRCA2, e per sottolineare i significativi progressi compiuti dalla ricerca scientifica. 
“Il trattamento del carcinoma ovarico necessita di strutture di eccellenza" afferma Alessandra Grappiolo, Direttore Sanitario ASST Lecco. "Essere identificati da Regione Lombardia come centro di riferimento per questa patologia è un riconoscimento che ci onora, ma è soprattutto una responsabilità verso tutte le donne del nostro territorio. Da qui l’impegno che nessuna paziente si senta sola dopo la diagnosi grazie a percorsi multidisciplinari consolidati che garantiscono una presa in carico totale in ogni fase della cura”.  
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“Nell’approccio alla diagnosi e cura del carcinoma ovarico la multidisciplinarietà della nostra ASST costituisce uno strumento centrale nella realtà lecchese: consente un coordinamento efficace di tutte le figure professionali coinvolte, dall’individuazione precoce della malattia alla definizione della strategia terapeutica più appropriata, garantendo tempi e modalità di intervento che assicurano la migliore prognosi possibile, in piena coerenza con le linee guida nazionali e internazionali" spiega Antonio Ardizzoia, Direttore Dipartimento Area Oncologica. "Offrire cure efficaci vuol dire poter avere a disposizione Percorsi diagnostici, clinici e terapeutici strutturati, trattamenti efficaci e di avanguardia, ma anche attività di Ricerca clinica e Sperimentale in collaborazione con i Gruppi di ricerca italiani ed europei più qualificati. L’utilizzo delle nuove metodiche diagnostiche di biologia molecolare, dei farmaci più innovativi e il lavoro di equipe sono alcune delle opportunità messe a disposizione per la cura del carcinoma ovarico in provincia di Lecco”.
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Antonio Pellegrino, Direttore Dipartimento Innovazione e Chirurgia Robotica ASST Lecco nonché Direttore Ostetricia e Ginecologia, aggiunge: “Il miglioramento delle tecniche diagnostiche e l’innovazione terapeutica sono elementi fondamentali nella cura del tumore ovarico. Tuttavia, un ruolo altrettanto decisivo nel miglioramento delle aspettative di vita delle pazienti è svolto dalla tempestiva presa in carico e dalla gestione integrata del percorso di cura. Accendere i riflettori sul tumore ovarico significa non solo promuovere informazione e prevenzione, ma anche esprimere vicinanza alle pazienti e alle loro famiglie, contrastando paura, stigma e solitudine. Parlare di questa malattia è un atto di responsabilità collettiva: informarsi, ascoltare il proprio corpo e affidarsi a specialisti sono passi fondamentali di un percorso di cura sempre più efficace e umano. Perché la conoscenza è il primo strumento di difesa e nessuna donna deve affrontare il tumore ovarico da sola”.
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