Lecco: un melograno contro le guerre. Studenti e associazioni insieme per la Pace

Un piccolo melograno per dire “basta guerre”. È stato messo a dimora nella mattinata di oggi, sabato 9 maggio, nell’aiuola di via Mentana, nelle vicinanze dell’istituto Don Ticozzi, nell’ambito di una iniziativa promossa dalla Tavola Lecchese per la Pace insieme alle scuole del territorio.
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Un gesto simbolico ma concreto, quello odierno, nato – come spiegato dai promotori – per esprimere vicinanza a tutti quei popoli che stanno subendo un conflitto e per ribadire la necessità di continuare a costruire percorsi di pace, dialogo e reciprocità.
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Giancarlo Bandinelli, Irene Riva, Diletta Negri
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“Abbiamo scelto di piantare un piccolo melograno in quanto simbolo di vita e rinascita” hanno spiegato dalla Tavola Lecchese per la Pace. Il melograno, chiamato “rumaan” in arabo, rappresenta infatti la cultura e la resistenza palestinese contro l’eradicazione degli alberi nei territori occupati da Israele. Una scelta che vuole creare “un ponte ideale non solo con Gaza, ma anche affermare il desiderio di pace e il sostegno a chi vive la drammaticità della guerra”.
H_Lecco_Melograno_6.jpg (236 KB)A rendere ancora più forte il significato dell’iniziativa, il contesto geopolitico attuale, segnato – hanno sottolineato gli organizzatori – dal nuovo conflitto tra Israele e Stati Uniti da una parte e l’Iran dall’altra, “in violazione di ogni diritto internazionale”.
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Durante l'iniziativa è stato ricordato come il melograno sia una pianta coltivata da millenni, originaria del territorio compreso tra l’Iran e la catena himalayana, diffusa sin dall’antichità nel Caucaso e nella macchia mediterranea.
H_Lecco_Melograno_9.jpg (213 KB)Numerosi poi i richiami simbolici e religiosi legati al frutto: dall’Albero della Vita del Giardino dell’Eden fino al Corano, dove il melograno viene citato tra le buone cose create da Dio. Simbolo di speranza, fertilità, abbondanza e rinascita, il melograno è stato scelto proprio per testimoniare “l’impegno delle 60 associazioni lecchesi che fanno parte della Tavola Per La Pace e riportare al centro l’immane tragedia delle guerre che pervadono la nostra epoca”.
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Un pensiero particolare è stato rivolto anche ai volontari della Freedom Flotilla, protagonisti – hanno ricordato i promotori – di “un nuovo pesante e criminale atto di pirateria da parte dell’esercito israeliano”. 
Lecco_Melograno_11.jpg (164 KB)In rappresentanza dell’Istituto Comprensivo Scuola Media Statale Don Ticozzi era presente la classe 3B. Gli studenti hanno lavorato sul tema della pace e su cosa significhi concretamente costruirla. Sono stati realizzati anche elaborati che verranno poi cuciti dall'associazione LaorcaLAB in uno striscione collettivo destinato ad accompagnare la Marcia della Pace in programma per il 16 maggio. “Ci è sembrato che in questo contesto geopolitico mondiale fosse un’iniziativa forte per continuare a sperare” ha dichiarato Laura Todde, docente dell’istituto e presidente di Legambiente Lecco.
Lecco_Melograno_7.jpg (221 KB)Proprio sul significato del melograno e sulla necessità di “non rassegnarsi alle guerre” è intervenuta anche Diletta Negri di Legambiente, richiamando il lavoro quotidiano come “costruttori di pace” e la speranza in un futuro diverso. Irene Riva, presidente dell’associazione “Femminile Presente!”, ha letto una poesia, richiamando il valore della “reciprocità” come parola chiave dell’associazione. “Proclamare la pace nelle nostre associazioni vuol dire democrazia” ha sottolineato, proponendo inoltre “Pianto antico” di Giosuè Carducci.

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La Marcia della Pace prenderà il via sabato 16 maggio alle 15 dal ponte ciclopedonale di Olginate per raggiungere Lecco intorno alle 17.30 (arrivo in P.za Garibaldi), dove la giornata si concluderà con testimonianze e musica. E proprio ai più giovani, coinvolti direttamente nell’iniziativa e nella costruzione dello striscione collettivo, è stato affidato idealmente il messaggio conclusivo della mattinata: continuare a credere che la pace non sia soltanto una parola da pronunciare, ma qualcosa da costruire e coltivare - appunto - ogni giorno, insieme.
C.C.
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