Lecco, vent'anni di vicende di persone e relazioni: buon compleanno Casa l'Orizzonte
Era il 9 maggio, proprio come oggi. Ma son (già?) trascorsi vent'anni. Due decenni fa, come ricordato da Ruggero Plebani che già c'era, esattamente come Marilanda Failla, pur entrambi con vesti diverse, “le prime persone hanno messo piede qui, per vivere alcune ore fuori dalle loro abitazioni”. Ora in dodici vi abitano stabilmente (con altri tre posti utilizzati a rotazione per dar sollievo alle famiglie o per far fronte a imprevisti).

Casa l'Orizzonte è diventata la loro Casa a tutti gli effetti, con tanto di nomi sul cancello del civico 6 di via Legnano, in quella villetta dove l'originale progetto di “convivenza assistita” per adulti con disabilità è nato, per poi trasformarsi nel tempo, guardando avanti e dunque evolvendosi cercando di far fronte ai nuovi bisogni che emergevano, pur mutuare le parole spese da Failla, divenuta, da funzionaria dell'allora ASL, presidente di ANFFAS, l'associazione proprietaria dello stabile ceduto in comodato d'uso al Comune di Lecco e gestito, tramite l'Impresa Sociale Girasole, dalla Cooperativa La Vecchia Quercia. Da sempre.

Perché la collaborazione tra pubblico e privato, tra coop e volontariato, come tratteggiato dalla numero uno del sodalizio, è sempre stata una caratteristica di una realtà divenuta “modello”, come aggiunto, poi, dall'attuale assessore al Welfare Emanuele Manzoni. Con Virginio Brivio, intervenuto quale presidente di Girasole, che, a distanza, ha ulteriormente ribadito questo concetto: dopo aver vissuto questi vent'anni anch'egli da varie angolature, in Provincia prima, quale sindaco della città poi, ha espresso infatti, nel suo nuovo ruolo, l'auspicio che “quello che accade qui, tutti i giorni, sia duplicabile, moltiplicabile, anche fuori”.

Auguri di buon compleanno, dunque, non di circostanza quelli che si sono susseguiti questa mattina, con il cortile della villetta divenuto “salotto” per le autorità invitate alla festa nonché per gli ospiti e tutte le persone che ruotano loro intorno, dal personale ai volontari passando per le associazioni e le realtà con cui interagiscono, perché oggi Casa L’Orizzonte è un luogo di protezione ma anche un crocevia di relazioni. “porto aperto e rifugio” per dirla alla Plebani.

“Questa Casa fa parte del territorio e il territorio partecipa alla vita di questa Casa”, ha affermato il Prefetto Paolo Ponta. “E' un dare e avere, in un rapporto paritario, di dignità”. Con quest'ultimo termine ripetuto anche da Failla, ripercorrendo brevemente i passaggi, anche normativi, più significativi che hanno portato la struttura a diventare una Comunità sociosanitaria accreditata con Regione Lombardia che, a seguito della Legge 112/2016 “Dopo di Noi” e all’ampliamento dell’immobile del 2019, si articola ora in tre appartamenti interdipendenti e allo stesso indipendenti che offrono spazi più personalizzati, riservatezza e intimità ma anche possibilità di condividere insieme momenti diversi della giornata.

“C'è sempre da lottare e da ribadire la dignità di queste persone”, la sua sottolineatura, mentre da parte sua, il sindaco Mauro Gattinoni, si è focalizzato sul “grazie” a chi porta avanti il progetto e dunque “a quell'allegra brigata che ogni cinque minuti ne inventa una”.
Sentito, in tal senso, l'omaggio, davanti al figlio Andrea Beri, a Maria Grazia Agnesina, “presidente appassionata di ANFFAS tra il 2007 e il 2011”, “donna ferma e tenace”, “che tutti i giorni trovava una ragione per passare da qui”. E se nel corso di vent'anni, come detto da Plebani, “abbiamo perso amici, ma non del tutto”, il ricordo di Maria Grazia sarà ulteriormente rafforzato da quella sua bella foto appesa quest'oggi nel salone della Casa.

“Diceva sempre che i dettagli fanno la differenza. Voi siete quel “dettaglio” importante che oggi rende possibile questa festa” il commento, commosso, di Andrea, parlando ad una platea certo variegata ma accomunata, inconsapevolmente, dall'imperfezione.

Perché “tutti lo siamo”, ha tenuto a precisare, nel corso della mattinata, guidata da Emi Lapertosa e Roberta Rigamonti, alla presenza, tra gli altri, anche dei rappresentati di ATS e del Distretto di ASST, il prevosto don Bortolo Uberti, elevando appunto l'imperfezione a valore, a qualità, con Ingrid Bonaiti, presidente de La Vecchia Quercia, che, a sua volta, ha ricordato come un motto della cooperativa sia proprio “crediamo nella bellezza dell'imperfezione”. “Motto che appartiene fortemente a Casa L'Orizzonte, luogo imperfetto ma per questo vero e bello”.

Casa l'Orizzonte è diventata la loro Casa a tutti gli effetti, con tanto di nomi sul cancello del civico 6 di via Legnano, in quella villetta dove l'originale progetto di “convivenza assistita” per adulti con disabilità è nato, per poi trasformarsi nel tempo, guardando avanti e dunque evolvendosi cercando di far fronte ai nuovi bisogni che emergevano, pur mutuare le parole spese da Failla, divenuta, da funzionaria dell'allora ASL, presidente di ANFFAS, l'associazione proprietaria dello stabile ceduto in comodato d'uso al Comune di Lecco e gestito, tramite l'Impresa Sociale Girasole, dalla Cooperativa La Vecchia Quercia. Da sempre.

Marilanda Failla
Perché la collaborazione tra pubblico e privato, tra coop e volontariato, come tratteggiato dalla numero uno del sodalizio, è sempre stata una caratteristica di una realtà divenuta “modello”, come aggiunto, poi, dall'attuale assessore al Welfare Emanuele Manzoni. Con Virginio Brivio, intervenuto quale presidente di Girasole, che, a distanza, ha ulteriormente ribadito questo concetto: dopo aver vissuto questi vent'anni anch'egli da varie angolature, in Provincia prima, quale sindaco della città poi, ha espresso infatti, nel suo nuovo ruolo, l'auspicio che “quello che accade qui, tutti i giorni, sia duplicabile, moltiplicabile, anche fuori”.

Ruggero Plebani
Auguri di buon compleanno, dunque, non di circostanza quelli che si sono susseguiti questa mattina, con il cortile della villetta divenuto “salotto” per le autorità invitate alla festa nonché per gli ospiti e tutte le persone che ruotano loro intorno, dal personale ai volontari passando per le associazioni e le realtà con cui interagiscono, perché oggi Casa L’Orizzonte è un luogo di protezione ma anche un crocevia di relazioni. “porto aperto e rifugio” per dirla alla Plebani.

“Questa Casa fa parte del territorio e il territorio partecipa alla vita di questa Casa”, ha affermato il Prefetto Paolo Ponta. “E' un dare e avere, in un rapporto paritario, di dignità”. Con quest'ultimo termine ripetuto anche da Failla, ripercorrendo brevemente i passaggi, anche normativi, più significativi che hanno portato la struttura a diventare una Comunità sociosanitaria accreditata con Regione Lombardia che, a seguito della Legge 112/2016 “Dopo di Noi” e all’ampliamento dell’immobile del 2019, si articola ora in tre appartamenti interdipendenti e allo stesso indipendenti che offrono spazi più personalizzati, riservatezza e intimità ma anche possibilità di condividere insieme momenti diversi della giornata.

“C'è sempre da lottare e da ribadire la dignità di queste persone”, la sua sottolineatura, mentre da parte sua, il sindaco Mauro Gattinoni, si è focalizzato sul “grazie” a chi porta avanti il progetto e dunque “a quell'allegra brigata che ogni cinque minuti ne inventa una”.

“Diceva sempre che i dettagli fanno la differenza. Voi siete quel “dettaglio” importante che oggi rende possibile questa festa” il commento, commosso, di Andrea, parlando ad una platea certo variegata ma accomunata, inconsapevolmente, dall'imperfezione.

Perché “tutti lo siamo”, ha tenuto a precisare, nel corso della mattinata, guidata da Emi Lapertosa e Roberta Rigamonti, alla presenza, tra gli altri, anche dei rappresentati di ATS e del Distretto di ASST, il prevosto don Bortolo Uberti, elevando appunto l'imperfezione a valore, a qualità, con Ingrid Bonaiti, presidente de La Vecchia Quercia, che, a sua volta, ha ricordato come un motto della cooperativa sia proprio “crediamo nella bellezza dell'imperfezione”. “Motto che appartiene fortemente a Casa L'Orizzonte, luogo imperfetto ma per questo vero e bello”.
A.M.




















