Anche gli alpini lecchesi sfilano tra i 90mila dell'Adunata di Genova

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Hanno sfilato in 90 mila. E i lecchesi non hanno mancato di rispondere, in massa, presente. Genova, città di mare, quest'oggi è stata letteralmente invasa dagli Alpini, per la tradizionale Adunata nazionale, ospitata per la settima volta dal capoluogo ligure. Questo "è il momento in cui una grande famiglia si ritrova, nel ricordo di chi non c'è più, nella fierezza di ciò che rappresenta e nel senso di appartenenza che unisce generazioni diverse sotto lo stesso cappello con la penna nera".
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Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, presente personalmente al fianco della sindaca Silvia Salis e delle autorità civili e militari cittadine, su X ha sintetizzato il senso dell'appuntamento odierno. "Sono un Alpino - ha aggiunto ancora - Lo sono stato durante il mio servizio di leva, e lo resto dentro. Ma prima ancora, sono figlio e nipote di Alpini. Sono cresciuto respirando quei valori senza bisogno che venissero spiegati: li vedevo nei gesti, nel silenzio, nel senso del dovere, nella capacità di esserci sempre, senza clamore. È questa la forza degli Alpini: una fraternità autentica, che nasce nelle difficoltà e non si spegne mai - conclude - Una comunità che non ha bisogno di tante parole, perché si riconosce in uno sguardo, in una stretta di mano, in quel semplice, potente: presente".
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La sindaca Silvia Salis con un volontario della Protezione civile di Colico

"Dalle Alpi fino al mare. Sempre pronti ad aiutare". Questo lo striscione che ha aperto il quinto, corposissimo, troncone della sfilata, quello riservato alle sezioni del Secondo Raggruppamento e dunque della Lombardia e dell'Emilia Romagna, con i rappresentanti dei 4.683 volontari di Protezione civile in testa, seguiti dalle tute arancio delle squadre antincendio boschivo nonché dai gruppi alpinistici e delle unità cinofile.
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La Valtellinese la prima delle 14 sezioni della nostra Regione a transitare sotto il palco d'onore allestito in piazza della Vittoria, poco dopo le 13.30, con subito dietro le penne nere dell'Alto Lario, con la sindaca di Colico attorniata dai colleghi dei due rami del lago in fascia tricolore.

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All’appello hanno risposto tutti i 22 gruppi, circa 150 commilitoni accompagnati da consorti, amici e parenti. Con loro il Presidente Stefano Foschini, i Vicepresidenti Andrea Mazza di Cremia e Mario Bazzi di Dorio, il Vice Presidente ad honorem Nedo Toffalori di Musso e tutti i Consiglieri del Direttivo.
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"Grazie Genova" il messaggio scritto a caratteri cubitali, in onore della città ospitante, riuscita - come ha sottolineato Silvia Salis - a far del proprio meglio per organizzare questa Adunata, passando oltre le polemiche con volantini e scritte per le strade che hanno cercato di polarizzare la grande festa degli Alpini, allegri e pacifici nel loro inondare, tra canti e bicchierate, il centro storico già da venerdì. 
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Ben nutrita la schiera di sindaci (o loro delegati) che, con il Vessillo ed il consiglio, ha aperto la parata della sezione di Lecco in coda alle tre di terra bresciana e alla più piccola di Luino. 
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Citati dallo speaker gli almeno 110 commilitoni decorati al valor militare ed in primis il civatese Antonio "Batta" Valsecchi (1888-1965), noto come "l'Alpino del sasso", celebre per aver difeso la Ridotta Lombardia a Derna in Libia nel 1912 lanciando pietre contro le truppe turche dopo aver esaurito le munizioni.
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Sempre in tema di memoria e devozione, immancabile l'accenno alla Chiesetta votiva al Pian delle Betulle, tra l'altro già nominata al passaggio degli striscioni dedicati al Quinto alpini. Se presso "tenda dell'anima", voluta dai morbegnini, dopo la campagna di Grecia e Albania, ci si ritrova ogni prima domenica di settembre, come è stato detto al microfono, a giugno l'ANA lecchese chiama a raccolta i suoi al Rifugio Cazzaniga Merlini sopra Artavaggio, rifugio "inutilmente sacrificato col fuoco nel 1944", ricostruito e inaugurato alla presenza di don Carlo Gnocchi.
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Ed ancora, mentre i lecchesi marciavano accompagnati dalla banda sezionale, dal Coro Grigna, del corpo musicale di Cesana Brianza e dai Picett del Grenta, è stato ricordato a chi seguiva la sfilata lungo le strade di Genova come l'Associazione sia stata capofila per la costruzione della stalla di Visso, aiuto concreto al mondo agricolo, dopo il terremoto del centro Italia del 2017.
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Dal passato, al "futuro", infine, con un promemoria: questa estate tornerà il campo scuola, a Introbio con 150 ragazzi, "Esperienza straordinaria che li vedrà condividere i valori alpini con entusiasmo e disciplina" la chiosa dello speaker, con la sfilata proseguita con le altre sezione lombarde ingrossate da altri lecchesi.
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Come è noto, infatti, il gruppo di Casatenovo fa parte di quella di Monza, Missaglia di quella di Milano e la Val San Martino di quella, gigante, di Bergamo. 
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Realtà diverse, accomunate dalla stessa fierezza, dimostrata ancora una volta, anche sotto la pioggia, a due passi dal mare.
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