Lecco: il 16 il piazzale della Camera del Lavoro intitolato a Pino Galbani, 'operaio antifascista'
CGIL e CISL rilanciano il valore della memoria come presidio di democrazia e diritti, intitolando - come già annunciato - il piazzale antistante alle proprie sedi lecchesi a Pino Galbani, operaio antifascista, deportato dopo gli scioperi del marzo 1944. La cerimonia si terrà sabato 16 maggio.

Al centro dell’appuntamento, appunto la figura di Galbani: una vita segnata dall’esperienza della prigionia e poi trasformata in un lungo impegno pubblico di racconto, soprattutto nelle scuole del territorio. “Vogliamo dare testimonianza della vita di Pino per la cultura antifascista”, ha spiegato Fabio Gerosa, segretario generale CGIL Lecco, ricordando come per circa vent’anni Galbani ha incontrato generazioni di studenti e studentesse tra gli anni Settanta e Novanta, narrando le atrocità viste e vissute e ribadendo, attraverso la propria storia, il valore della dignità umana. “Un lavoro che – nelle parole di Gerosa – ha contribuito a costruire una consapevolezza civica in cui i valori costituzionali emergevano chiaramente”.

La scelta dell’intitolazione, insieme all’impostazione complessiva della mattinata, viene letta dai sindacati come gesto concreto di “memoria collettiva e di radicamento democratico. Senza memoria è facilmente possibile ricadere negli stessi errori”, ha rimarcato Gerosa, richiamando l’attualità politica e l’importanza dell’unità del mondo del lavoro: “Come ha insegnato Pino, nella divisione si crea una dimensione di conflittualità, mentre la cultura dei diritti – ha aggiunto – resta un terreno comune”.

Per CISL, la figura di Galbani “è un patrimonio per tutti i democratici lecchesi”. Mirco Scaccabarozzi, segretario generale, ha infatti insistito sul significato civile dell’iniziativa: “La memoria è una virtù civile”, ha dichiarato, rivendicando l’incompatibilità tra chi rievoca simboli e pratiche del fascismo e chi ha pagato con la vita o con la persecuzione la difesa di libertà e diritti. Un passaggio che si intreccia con il lavoro svolto da anni con il ‘Treno della Memoria’ promosso anche da CISL a livello lombardo ed esperienza rivolta in particolare agli studenti nei luoghi in cui “la vita è stata rubata”.
Durante la conferenza stampa è stato ricordato anche un legame territoriale: quello tra Galbani e il monzese Angelo Signorelli, uniti dalla comune esperienza della deportazione.
L’iniziativa del 16 maggio prevede, oltre alla cerimonia istituzionale, anche momenti di approfondimento e materiali di restituzione: è stata annunciata una mostra all’interno e un video con testimonianze, legate anche a una biografia dedicata a Galbani. I promotori hanno rimarcato un passaggio particolarmente significativo del suo messaggio: di fronte alle condizioni disumane vissute, una volta liberato avrebbe potuto scegliere la vendetta, ma “ha scelto un’altra via, quella di interrompere la catena del male”, puntando su rispetto reciproco ed educazione.

Sul piano organizzativo, in caso di pioggia gli interventi si terranno in Sala Ticozzi; a seguire, è stata confermata comunque la scopertura della targa per chi vorrà partecipare. “Proprio la targa - hanno evidenziato i presidenti - recherà un’incisione scelta con cura, quella di ‘operaio antifascista’, formula pensata per sottolineare ruolo educativo e senso dell’intitolazione”.
Un’iniziativa che, nelle intenzioni di CGIL e CISL, non si limita a un omaggio simbolico, ma diventa occasione pubblica per ribadire che memoria storica, diritti sociali e democrazia restano elementi inseparabili, “soprattutto in un tempo in cui – hanno richiamato i relatori – riaffiorano tentativi di revisionismo e banalizzazione del passato”.

Al centro dell’appuntamento, appunto la figura di Galbani: una vita segnata dall’esperienza della prigionia e poi trasformata in un lungo impegno pubblico di racconto, soprattutto nelle scuole del territorio. “Vogliamo dare testimonianza della vita di Pino per la cultura antifascista”, ha spiegato Fabio Gerosa, segretario generale CGIL Lecco, ricordando come per circa vent’anni Galbani ha incontrato generazioni di studenti e studentesse tra gli anni Settanta e Novanta, narrando le atrocità viste e vissute e ribadendo, attraverso la propria storia, il valore della dignità umana. “Un lavoro che – nelle parole di Gerosa – ha contribuito a costruire una consapevolezza civica in cui i valori costituzionali emergevano chiaramente”.

La scelta dell’intitolazione, insieme all’impostazione complessiva della mattinata, viene letta dai sindacati come gesto concreto di “memoria collettiva e di radicamento democratico. Senza memoria è facilmente possibile ricadere negli stessi errori”, ha rimarcato Gerosa, richiamando l’attualità politica e l’importanza dell’unità del mondo del lavoro: “Come ha insegnato Pino, nella divisione si crea una dimensione di conflittualità, mentre la cultura dei diritti – ha aggiunto – resta un terreno comune”.

Per CISL, la figura di Galbani “è un patrimonio per tutti i democratici lecchesi”. Mirco Scaccabarozzi, segretario generale, ha infatti insistito sul significato civile dell’iniziativa: “La memoria è una virtù civile”, ha dichiarato, rivendicando l’incompatibilità tra chi rievoca simboli e pratiche del fascismo e chi ha pagato con la vita o con la persecuzione la difesa di libertà e diritti. Un passaggio che si intreccia con il lavoro svolto da anni con il ‘Treno della Memoria’ promosso anche da CISL a livello lombardo ed esperienza rivolta in particolare agli studenti nei luoghi in cui “la vita è stata rubata”.
Durante la conferenza stampa è stato ricordato anche un legame territoriale: quello tra Galbani e il monzese Angelo Signorelli, uniti dalla comune esperienza della deportazione.
L’iniziativa del 16 maggio prevede, oltre alla cerimonia istituzionale, anche momenti di approfondimento e materiali di restituzione: è stata annunciata una mostra all’interno e un video con testimonianze, legate anche a una biografia dedicata a Galbani. I promotori hanno rimarcato un passaggio particolarmente significativo del suo messaggio: di fronte alle condizioni disumane vissute, una volta liberato avrebbe potuto scegliere la vendetta, ma “ha scelto un’altra via, quella di interrompere la catena del male”, puntando su rispetto reciproco ed educazione.

Sul piano organizzativo, in caso di pioggia gli interventi si terranno in Sala Ticozzi; a seguire, è stata confermata comunque la scopertura della targa per chi vorrà partecipare. “Proprio la targa - hanno evidenziato i presidenti - recherà un’incisione scelta con cura, quella di ‘operaio antifascista’, formula pensata per sottolineare ruolo educativo e senso dell’intitolazione”.
Un’iniziativa che, nelle intenzioni di CGIL e CISL, non si limita a un omaggio simbolico, ma diventa occasione pubblica per ribadire che memoria storica, diritti sociali e democrazia restano elementi inseparabili, “soprattutto in un tempo in cui – hanno richiamato i relatori – riaffiorano tentativi di revisionismo e banalizzazione del passato”.
Date evento
sabato, 16 maggio 2026




















