Campagna elettorale: così è anche troppo!

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Che le campagne elettorali siano momenti di grande animazione, confronto serrato, toni più accesi,
propaganda esasperata, va bene, è sempre stato così.
Che qualche militante più focoso ecceda anche in qualche azione non proprio ortodossa, tipo scritte
fuori posto o qualche manifesto danneggiato, non va bene, ma ci sta, anche questo è sempre
successo.
Anche raccontare meraviglie che non ci sono e promettere nuovamente cose già promesse in
passato e non realizzate, va bene, ci sta, anche perché chiunque ha la possibilità di guardarsi
intorno e trarre le proprie conclusioni.
Ma in questa campagna elettorale sto vedendo cose veramente inammissibili, ben oltre il limite della
decenza.
Cariche istituzionali che provano a convocare, salvo poi dover far marcia indietro, realtà che hanno
rapporti con l’amministrazione per discutere magari di prossimi rinnovi di convenzioni, consiglieri e
assessori comunali che vanno a volantinare a tappeto fuori dalle scuole elementari consegnando
propaganda direttamente ai bambini, bambini coinvolti in azioni di propaganda come fosse
un’attività ludica.
Organizzazione di eventi elettorali in spazi pubblici non ancora normati in quanto all’utilizzo, quindi
senza autorizzazione.
Sollecitare, promuovere e poi presenziare con il proprio ruolo istituzionale ad incontri con
associazioni di volontariato, organizzazioni sindacali, enti di cura e ciò in barba sia alla ratio e anche
alla lettera della norma che vieta tanto la propaganda quanto la comunicazione istituzionale
nell’intero periodo della campagna elettorale.
Infine, ciò che più mi rattrista è il tentativo più o meno manifesto di tirare in ballo appartenenze
confessionali in un’attività che, invece, è e deve essere totalmente laica.
Organizzare serate di preghiera o tirare per la giacchetta prevosti e parroci, non è meno
commendevole che brandire crocefissi e rosari dai palchi della politica.
Cordiali saluti
Mauro Fumagalli
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