Sul fronte dell’energia e dei materiali aumenti insostenibili
Caro materiali e caro energia si stanno abbattendo sul mondo dell’edilizia, creando una situazione che difficilmente può essere sostenibile.
Le conseguenze della drammatica congiuntura internazionale, con particolare riferimento alla guerra di Stati Uniti e Israele con l’Iran, stanno colpendo duramente il settore.
Sul fronte energetico, l’aumento dei costi delle utilities, come l’energia elettrica e il gas, quest’ultimo cresciuto negli ultimi due mesi del 70%, e quello del gasolio, aumentato del 28%, costituisce un appesantimento dei costi di produzione e trasporto. Ma a preoccupare è anche l’impennata dei costi delle materie prime, con aumenti fino al 50% per alcuni materiali. Mi riferisco in particolare al bitume (cresciuto del 50%), ai materiali isolanti e al calcestruzzo. Questa situazione mette a rischio la continuità dei cantieri, a maggior ragione se il conflitto non si risolverà e se non si sbloccherà lo stretto di Hormuz.
Ad aprile le opere di pavimentazione stradale sono aumentate di circa il 25% rispetto al mese precedente. Rincari di questo tipo stanno facendo saltare l'equilibrio economico dei contratti per gli appalto pubblici, rendendo necessari aggiornamenti dei prezzi, in una fase per altro in cui le imprese in Lombardia sono impegnate in uno sforzo importante per portare avanti nei tempi previsti gli interventi legati al PNRR. In caso contrario si temono rallentamenti o sospensioni dei lavori a causa dell'impennata dei costi.
Servono misure rapide per evitare che le imprese rischino di dover sostenere da sole gli effetti economici dell’aumento dei prezzi. Facciamo quindi nostra la richiesta di ANCE Lombardia di adottare uno strumento fiscale capace di neutralizzare l’incremento dei prezzi dei materiali da costruzione che risentono, direttamente o indirettamente, della crisi in atto.
Le conseguenze della drammatica congiuntura internazionale, con particolare riferimento alla guerra di Stati Uniti e Israele con l’Iran, stanno colpendo duramente il settore.
Sul fronte energetico, l’aumento dei costi delle utilities, come l’energia elettrica e il gas, quest’ultimo cresciuto negli ultimi due mesi del 70%, e quello del gasolio, aumentato del 28%, costituisce un appesantimento dei costi di produzione e trasporto. Ma a preoccupare è anche l’impennata dei costi delle materie prime, con aumenti fino al 50% per alcuni materiali. Mi riferisco in particolare al bitume (cresciuto del 50%), ai materiali isolanti e al calcestruzzo. Questa situazione mette a rischio la continuità dei cantieri, a maggior ragione se il conflitto non si risolverà e se non si sbloccherà lo stretto di Hormuz.
Ad aprile le opere di pavimentazione stradale sono aumentate di circa il 25% rispetto al mese precedente. Rincari di questo tipo stanno facendo saltare l'equilibrio economico dei contratti per gli appalto pubblici, rendendo necessari aggiornamenti dei prezzi, in una fase per altro in cui le imprese in Lombardia sono impegnate in uno sforzo importante per portare avanti nei tempi previsti gli interventi legati al PNRR. In caso contrario si temono rallentamenti o sospensioni dei lavori a causa dell'impennata dei costi.
Servono misure rapide per evitare che le imprese rischino di dover sostenere da sole gli effetti economici dell’aumento dei prezzi. Facciamo quindi nostra la richiesta di ANCE Lombardia di adottare uno strumento fiscale capace di neutralizzare l’incremento dei prezzi dei materiali da costruzione che risentono, direttamente o indirettamente, della crisi in atto.
Luca Fabi, ANCE Lecco Sondrio





















