Bandiera verde da Legambiente per Resinelli Tourism Lab
Ai Resinelli sventola una bandiera verde, sinonimo di una montagna dove le comunità generano valore territoriale puntando su sostenibilità e relazioni. L’ha assegnata Legambiente a Resinelli Tourism Lab. 19 in tutto i riconoscimenti distribuiti lungo l’arco alpino, in linea con il trend dello scorso anno, ad associazioni, comuni, cooperative, enti universitari e cittadini. Le premiazioni si sono svolte oggi a Rovereto (TN), presso l’Urban Center, nel corso del X Summit nazionale delle Bandiere Verdi. Regina green d’alta quota 2026 è il Friuli-Venezia Giulia con 5 bandiere verdi, seguita dal Trentino-Alto Adige (4), Piemonte (3) e Lombardia (3), regione quest’ultima che vede insigniti oltre alla realtà lecchese anche la Cooperativa sociale iLvB di Sam Pellegrino Terme (BG), per aver l’inserimento lavorativo di persone con fragilità, valorizzando il patrimonio montano e i prodotti tipici, creando opportunità di inclusione sociale e sostenendo l’economia locale e il Comune di Chiuro (SO) per aver scelto di proteggere la delicata stagione degli amori dei cervi, riducendo il disturbo umano in un momento cruciale e sempre più esposto a pressioni turistiche.

Il Resinelli Tourism Lab, nato nel 2020 Piani dei Resinelli, è stato premiato come laboratorio di progettazione turistica sostenibile in una delle località più sottoposte al turismo di massa delle montagne del territorio.
"I Piani Resinelli, a circa 1300 metri sopra Lecco e ai piedi del Gruppo delle Grigne, sono una storica località alpina a un’ora da Milano. La vicinanza all’area metropolitana li ha resi una delle prime mete turistiche “moderne” delle Alpi Centrali, luogo di villeggiatura, culla dell’alpinismo lombardo e dello sci da discesa (nel 1913 ospitarono il primo campionato italiano assoluto). Nel secondo Novecento la località ha seguito le dinamiche di massificazione turistica di molti altri luoghi montani vicini alle grandi città, fino ai frequenti fenomeni di sovra-turismo degli ultimi anni, causati anche da una scarsa sensibilità verso il luogo delle amministrazioni pubbliche locali che han- no che hanno favorito un modello di “luna park montano”, con effetti negativi su sostenibilità ambientale e vivibilità" si legge nella descrizione della realtà lecchese. "Dopo il boom turistico post-Covid, Sofia Bolognini e Simone Masdea, giovani neo-residenti, nel 2020 fondano Resinelli Tourism Lab, mettendo le proprie competenze al servizio della comunità. L’iniziativa nasce come laboratorio permanente di progettazione turistica sostenibile, in rete con attori locali, per gestire i flussi, pro- muovere la cura del territorio e sostenere la rigenerazione.Le attività, dal 2024 come APS, includono il racconto del territorio e del patrimonio culturale immateriale, la progettazione di rassegne, festival ed eventi, la creazione di format partecipativi per servizi alla comunità, e lo sviluppo di esperienze turistiche immersive, ecologiche, accessibili e inclusive. Il laboratorio sostiene inoltre l’imprenditoria giovanile e il ripopo- lamento delle aree montane, attraverso reti d’impresa, percorsi di autoformazione ed empowerment territoriale. Tutto ciò con l’obiettivo di migliorare l’esperienza turistica di chi visita i Resinelli ma anche la qualità della vita dei residenti locali, attirando nuove competenze e affrontando le sfide a livello locale con un’attenzione alle reti globali, alla cura del- le relazioni extraterritoriali e allo sviluppo di collaborazioni anche al fuori dei confini nazionali".
"La Lombardia è sempre stata presente nelle realtà premiate dal summit, dai dieci anni della sua istituzione," commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. "Il motivo è il legame profondo con l'ambiente montano, che genera innovazione e promozione dei territori. Dove c'è attenzione all'ambiente e al sociale si protegge il futuro delle comunità, andando oltre un modello da luna park e coinvolgendo tutti i portatori di interesse."
“Se da un lato le Bandiere Verdi di Legambiente raccontano il grande fermento e la voglia di fare di tante realtà montane – dichiara Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale di Legambiente – dall’altro lato va ricordato che questi territori non devono essere lasciati soli ma devono essere sostenuti e incoraggiati. Servono più politiche mirate e più investimenti per ridurre da un lato la vulnerabilità dei territori, sempre più fragili a causa della crisi climatica lavorando su interventi di mitigazione e adattamento, dall’altra parte occorre dare sostegno alle comunità ma anche ai tanti giovani che decidono di tornare a vivere nei piccoli comuni montani e che con il loro fare quotidiano contribuiscono a quel valore comunitario, sociale, culturale e ambientale, oltre che economico. Per altro i dati dell’indagine sul Valore Aggiunto Comunitario ben sintetizzano quanto il volontariato e la rete territoriale siano una leva strategica per queste realtà”.
“Le Bandiere Verdi e Nere 2026 raccontano una montagna attraversata da due visioni opposte di sviluppo – dichiara Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente. Da una parte ci sono comunità che costruiscono valore territoriale attraverso cura dei luoghi, economie locali, relazioni sociali, tutela degli ecosistemi e nuove forme di abitare. Dall’altra persistono modelli intensivi fondati su grandi opere, consumo di suolo e sfruttamento delle risorse. Con questo evento vogliamo affermare che lo sviluppo della montagna non può più essere misurato soltanto attraverso il PIL. La vera ricchezza si misura anche nella capacità di generare coesione sociale, qualità ambientale e resilienza. Le oltre 300 esperienze premiate in questi anni dimostrano che esiste già una montagna che costruisce futuro e rafforza il legame di metromontagna tra territori alpini e città. È questa la montagna che, spesso controvento, vogliamo rendere visibile e rafforzare.”

(Lecco vista dai Resinelli. Foto: Legambiente)
Il Resinelli Tourism Lab, nato nel 2020 Piani dei Resinelli, è stato premiato come laboratorio di progettazione turistica sostenibile in una delle località più sottoposte al turismo di massa delle montagne del territorio.
"I Piani Resinelli, a circa 1300 metri sopra Lecco e ai piedi del Gruppo delle Grigne, sono una storica località alpina a un’ora da Milano. La vicinanza all’area metropolitana li ha resi una delle prime mete turistiche “moderne” delle Alpi Centrali, luogo di villeggiatura, culla dell’alpinismo lombardo e dello sci da discesa (nel 1913 ospitarono il primo campionato italiano assoluto). Nel secondo Novecento la località ha seguito le dinamiche di massificazione turistica di molti altri luoghi montani vicini alle grandi città, fino ai frequenti fenomeni di sovra-turismo degli ultimi anni, causati anche da una scarsa sensibilità verso il luogo delle amministrazioni pubbliche locali che han- no che hanno favorito un modello di “luna park montano”, con effetti negativi su sostenibilità ambientale e vivibilità" si legge nella descrizione della realtà lecchese. "Dopo il boom turistico post-Covid, Sofia Bolognini e Simone Masdea, giovani neo-residenti, nel 2020 fondano Resinelli Tourism Lab, mettendo le proprie competenze al servizio della comunità. L’iniziativa nasce come laboratorio permanente di progettazione turistica sostenibile, in rete con attori locali, per gestire i flussi, pro- muovere la cura del territorio e sostenere la rigenerazione.Le attività, dal 2024 come APS, includono il racconto del territorio e del patrimonio culturale immateriale, la progettazione di rassegne, festival ed eventi, la creazione di format partecipativi per servizi alla comunità, e lo sviluppo di esperienze turistiche immersive, ecologiche, accessibili e inclusive. Il laboratorio sostiene inoltre l’imprenditoria giovanile e il ripopo- lamento delle aree montane, attraverso reti d’impresa, percorsi di autoformazione ed empowerment territoriale. Tutto ciò con l’obiettivo di migliorare l’esperienza turistica di chi visita i Resinelli ma anche la qualità della vita dei residenti locali, attirando nuove competenze e affrontando le sfide a livello locale con un’attenzione alle reti globali, alla cura del- le relazioni extraterritoriali e allo sviluppo di collaborazioni anche al fuori dei confini nazionali".
"La Lombardia è sempre stata presente nelle realtà premiate dal summit, dai dieci anni della sua istituzione," commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. "Il motivo è il legame profondo con l'ambiente montano, che genera innovazione e promozione dei territori. Dove c'è attenzione all'ambiente e al sociale si protegge il futuro delle comunità, andando oltre un modello da luna park e coinvolgendo tutti i portatori di interesse."
“Se da un lato le Bandiere Verdi di Legambiente raccontano il grande fermento e la voglia di fare di tante realtà montane – dichiara Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale di Legambiente – dall’altro lato va ricordato che questi territori non devono essere lasciati soli ma devono essere sostenuti e incoraggiati. Servono più politiche mirate e più investimenti per ridurre da un lato la vulnerabilità dei territori, sempre più fragili a causa della crisi climatica lavorando su interventi di mitigazione e adattamento, dall’altra parte occorre dare sostegno alle comunità ma anche ai tanti giovani che decidono di tornare a vivere nei piccoli comuni montani e che con il loro fare quotidiano contribuiscono a quel valore comunitario, sociale, culturale e ambientale, oltre che economico. Per altro i dati dell’indagine sul Valore Aggiunto Comunitario ben sintetizzano quanto il volontariato e la rete territoriale siano una leva strategica per queste realtà”.
“Le Bandiere Verdi e Nere 2026 raccontano una montagna attraversata da due visioni opposte di sviluppo – dichiara Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente. Da una parte ci sono comunità che costruiscono valore territoriale attraverso cura dei luoghi, economie locali, relazioni sociali, tutela degli ecosistemi e nuove forme di abitare. Dall’altra persistono modelli intensivi fondati su grandi opere, consumo di suolo e sfruttamento delle risorse. Con questo evento vogliamo affermare che lo sviluppo della montagna non può più essere misurato soltanto attraverso il PIL. La vera ricchezza si misura anche nella capacità di generare coesione sociale, qualità ambientale e resilienza. Le oltre 300 esperienze premiate in questi anni dimostrano che esiste già una montagna che costruisce futuro e rafforza il legame di metromontagna tra territori alpini e città. È questa la montagna che, spesso controvento, vogliamo rendere visibile e rafforzare.”





















