Lecco, tre anni di 'Faro Didattico': processo di osmosi tra scuole

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Una giornata intensa, fatta di parole, visioni e soprattutto di esperienze concrete. Villa Manzoni quest'oggi hanno ospitato il convegno ‘Illuminare, condividere, sperimentare’, appuntamento pubblico dedicato ai docenti della provincia e occasione per presentare i risultati dei primi tre anni del progetto ‘Il Faro Didattico’: un percorso di monitoraggio e condivisione di pratiche innovative tra insegnanti del territorio.
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L’accoglienza è stata affidata agli studenti del progetto musicale ‘Legature e trame’, provenienti da quattro scuole coinvolte in “un’esperienza di rete che punta a potenziare lo studio di uno strumento”, come illustrato dagli organizzatori.
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“Clarinetto, chitarra, tastiera e percussioni per raccontare, in musica, il senso di un investimento educativo che – come è stato ricordato – cresce rapidamente quando trova spazio e fiducia”. Un avvio simbolico, che ha dato subito il tono alla giornata: “mettere in scena ciò che spesso resta dietro le quinte della scuola”.
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Successivamente, sono arrivati i saluti istituzionali, con un filo conduttore chiaro: la complessità del presente come chiamata a innovare, senza semplificazioni. La dirigente del Polo Formativo di Missaglia, Maria Cristina Cilli, ha coordinato gli interventi e ha sottolineato come “il triennio del Faro sia stato un esercizio di sguardo manzoniano”, nell’osservare la realtà con attenzione per orientare la didattica dentro il territorio. “Un lavoro che - ha ricordato - ha coinvolto 34 istituti della provincia, osando, sperimentando e trovando nel progetto un riferimento capace di sostenere e ispirare”.
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Sul valore dell’innovazione come risposta alla complessità si è soffermata anche l’assessore del Comune di Lecco Stefania Valsecchi (delega alla famiglia, bambini, ragazzi e politiche giovanili), richiamando sempre la lezione di Manzoni: “guardare la realtà senza banalizzarla”. Da qui l’importanza di cercare “linguaggi e strumenti nuovi per parlare ai più giovani, in una scuola sempre più chiamata a misurarsi con sfide educative e sociali in trasformazione”.
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Il tema della rete è emerso con forza nell’intervento di Sabrina Scola, dirigente del Liceo Agnesi e capofila della Rete Ambientale REAL, che ha ricostruito la nascita di una collaborazione territoriale ampia, con circa 50 soggetti aderenti e contributi diversi. “Al centro - ha spiegato - formazione e autoformazione dei docenti anche grazie all’Università Bicocca, con l’obiettivo di allargare la cooperazione tra scuole e far circolare ciò che spesso resta confinato nei singoli istituti: esperienze sul rispetto dell’ambiente che funzionano ma non vengono raccontate”. Accanto ai docenti, anche l’educazione degli studenti, dalla curiosità alla cittadinanza consapevole, con esperienze come il campus estivo dello scorso anno nel Parco del Curone e “l’auspicio di estendere il metodo laboratoriale e collaborativo alle scuole superiori”.
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A dare un’immagine efficace del progetto è stato poi Adamo Castelnuovo, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Lecco, accompagnato anche dal collaboratore Raffaele Cesana: “oggi è come se stessimo festeggiando il compleanno di un bambino”, ha detto, definendo il Faro Didattico come “un processo di osmosi tra scuole, capace di illuminare pratiche già esistenti e di valorizzarle”. Un messaggio diretto: gli insegnanti possono fare la differenza e “il Faro vuole rendere visibile proprio quel patrimonio di competenze, tentativi e risultati che spesso rimane sommerso”.
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Nello stesso solco l’intervento di Antonio Leonardo Pasquini, consigliere provinciale di maggioranza, che ha parlato della “connessione tra Provincia, Ufficio territoriale e scuola - sottolineando come - il lavoro di rete permette di leggere la realtà e cercare soluzioni condivise”. Il convegno, nelle sue parole, si è trasformato in “un momento di confronto che restituisce alla comunità i frutti di un impegno diffuso”.
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Ha portato un saluto, oltre al Prefetto Paolo Ponta, anche un ospite d'eccezione, la sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito, Paola Frassinetti, collegando l’esperienza de Il Faro ad alcune direttrici nazionali, come per l’educazione civica e l’orientamento, e ribadendo che “la complessità non va banalizzata ma affrontata”. Un riconoscimento al progetto, definito “capace di dare lustro al territorio e alla Lombardia”.
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Dopo i saluti, spazio al cuore della mattinata: il report della prima triennalità del progetto, curato dalle referenti Elide Panzeri e Marta Ravasi insieme ai presentatori di pratica. Il loro intervento ha restituito la trama quotidiana del Faro Didattico: intercettare i bisogni reali dei docenti attraverso sondaggi, riconoscere la fatica e talvolta la solitudine di chi prova a innovare, e costruire una comunità professionale autentica.
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Dal racconto delle referenti è emerso un percorso cresciuto passo dopo passo: dal primo sondaggio sono arrivate candidature spontanee di docenti disponibili a presentare direttamente le proprie pratiche; da lì gli incontri del sabato, i gruppi di pratica “reali” e una varietà di proposte che attraversano discipline e ordini di scuola, dalla primaria all’infanzia, fino all’ampliamento verso la secondaria nel terzo anno. Un’attenzione particolare è stata riservata alla “dimensione laboratoriale, che – hanno spiegato – ha avuto la meglio rispetto alla modalità online, meno efficace proprio perché non riesce a restituire il fare e il confronto concreto”. I beneficiari diretti sono stati 192 docenti insieme, indirettamente, a 34 istituti. “Le pratiche presentate - hanno illustrato - sono state 20 e quelle approfondite attraverso incontri dedicati sono state 14 per un ammontare di 52 ore di laboratori in presenza”.
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Un risultato importante e concreto, che conferisce sempre più valore e validità alle idee e alle buone pratiche messe in campo da docenti di diverso ordine e grado. La parola è stata poi passata ad alcuni dei presentatori di pratica: Eleonora Scola, professoressa della scuola secondaria di Bosisio Parini, Pierdaniel Cornacchia, docente di scuola primaria e ricercatore universitario, insieme a Alba Sala, docente di scuola primaria e ora docente delle scuole superiori.
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Il convegno proseguirà poi con le relazioni della mattina, tra cui l’intervento della professoressa Anna Granata, docente di pedagogia sociale all’Università Bicocca, e si avvierà verso un pomeriggio, dedicato ai laboratori presso l’Istituto Badoni.
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Ma la direzione, già dalla prima parte della giornata, è chiara: fare emergere ciò che nella scuola innova anche quando non fa rumore, trasformando esperienze isolate in patrimonio comune.
M.E.
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