12^ Marcia della Pace: 'con la speranza di uscire dal buio'

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Ci sono state, già alla partenza, edizioni ben più partecipate. Ma anche quest'oggi in parecchi hanno risposto all'invito della Tavola per la pace, mettendosi in cammino.
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“In direzione ostinata e contraria” come sottolineato dalla Presidente del Comitato Lecchese per la Pace e la cooperazione fra i popoli Maria Grazia Caglio, riferendosi tanto al fatto che il serpentone, da anni ormai, da Olginate, faccia rotta  verso Lecco seguendo, a ritroso, l'Adda, tanto alla caparbietà di chi vi prende parte per non abituarsi alla guerra, ripudiandola con convinzione.
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Una dodicesima edizione “resistente”, dunque, quella odierna, della Marcia della Pace, nella consapevolezza che il tema è sempre (più) attuale e il cessino le armi non è “uno slogan ma una necessità”. Da qui l'auspicio se non la richiesta diretta che “la diplomazia torni a fare la diplomazia”, con il messaggio veicolato anche ai giovani, creando con  ragazzi – impegnati in un laboratorio a Pescate, per poi entrare nel corteo per gli ultimi chilometri - “continuità dei valori”. 
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Quelle arcobaleno le uniche bandiere presenti nel serpentone, con i sindaci – per lo più di comuni amministrati dal centrosinistra, con Calolzio a far da eccezione – in fascia tricolore mescolati tra attivisti e semplici cittadini pronti a marciare per 10 chilometri per ribadire un qualcosa che dovrebbe essere scontato. Ma che tale non è. “Basta alla guerra”.
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A guidarli, idealmente – perché è stata accesa a Olginate e poi trasferita direttamente a Lecco per preservarla – la lampada della pace, arrivata da Assisi e avviata da Maria Grazia Caglio con Marco Passoni, quale rappresentante del comune di partenza. “Simbolo della luce, della speranza di uscire dal buoi che stiamo vivendo”.
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Dal "palco" di Lecco, all'arrivo, poi, ad una settimana dalle elezioni, la Tavola è tornata a chiedere ai candidati sindaco un impegno concreto: istituire nella prossima Giunta l’Assessorato alla Pace e alla Cooperazione tra i Popoli. Ed ancora sostenere la Cooperazione Decentrata; promuovere l’Educazione alla Pace; valorizzare la Tavola della Pace stessa e le associazioni in essa riunite, riconoscendo il suo coordinamento e le realtà associative, enti confessionali e laici, che vorranno partecipare, quali interlocutori privilegiati per le scelte dell’Amministrazione che riguardino la Pace e la solidarietà internazionale con la costituzione di una Consulta Permanente.

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