Casargo: Clara Prandi presenta “Morte in grigio chiaro”, ambientato anche in Alta Valle

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A un mese di distanza dalla presentazione de “L’affare Sergiusti” – libro di Renato Carlo Miradoli, con Alessandro Manzoni nelle vesti di detective, ambientato anche in Valsassina e in particolare tra Taceno e Crandola – l’Alta Valle ha potuto conoscere un altro volume inscenato (anche) da quelle parti. Parliamo di “Morte in grigio chiaro”, romanzo giallo alla pari del primo, scritto da Clara Prandi - nata a Lecco e residente ai piedi di Valcava – ed edito da Incipit23.  Il volume è stato presentato lo scorso sabato 16 maggio, nel tardo pomeriggio, presso la sala civica del comune di Casargo, grazie all’iniziativa della Pro Loco, alla presenza dell’autrice e di Erica Brenna (della casa editrice) in veste di mediatrice. 
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“Morte in grigio chiaro” è un volume in grado di unire la tensione di un giallo al tono ironico di una commedia, in un racconto dove la provincia diventa teatro di passioni, piani maldestri e crimini improbabili. “Carlotta Ferrari vive in una vita color grigio chiaro: un marito distante, una villa elegante e fredda, giornate che si assomigliano. Tutto ordinato, sobrio, prevedibile. Finché l’estate a Tropea non le regala un improvviso lampo di colore: Tonino, pescivendolo calabrese dal fascino ruvido e dal cuore caldo, la trascina in un vortice di passione e desiderio. Ma quando Carlotta torna nella provincia di Lecco, la sua vita prende una piega imprevista. Tonino, infatti, ha deciso di seguirla fino a lì, con un piano tanto ambizioso quanto pericoloso: rubare due quadri di enorme valore al marito di lei, Silvano Mariotti. Un piano perfetto, fino a quando l’uomo non viene trovato morto nella sua villa. A indagare sull’omicidio è il maresciallo Vincenzo Pepe, anche lui originario di Tropea, che si ritroverà invischiato tra amanti, domestiche ficcanaso, stalle e formaggi di capra”.
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“L’idea di scrivere questo libro, il mio primo romanzo, è nata mentre guardavo alla tv un giallo ambientato nel Sud Italia, come lo sono molti racconti di questo genere. Mi sono detta: vorrei scrivere un romanzo le cui vicende si svolgano al Nord, un giallo di provincia, ambientato in montagna” ha esordito l’autrice, spiegando come, dunque, i fatti in “Morte in grigio chiaro” si collochino (oltre che, in parte, a Tropea) tra le province di Lecco e di Bergamo. “Scrivere dei luoghi dove sono cresciuta e dove vivo mi ha permesso di essere più realistica e di far emergere l’aspetto e il “sapore” della provincia nella caratterizzazione dei personaggi. In questo senso, nel mio volume, la geografia non è solo un’ambientazione, è un mondo vivo” ha aggiunto Prandi, chiarendo poi la scelta di collocare una piccola ma significativa parte delle vicende in Valsassina. “Ho voluto omaggiare un territorio a me familiare alla quale sono legata, dove soprattutto mio padre, grande appassionato di montagna, viene spesso a camminare e a cercare funghi. Inoltre, qualche anno fa ho conosciuto la realtà della capra orobica e della mostra che si tiene a Casargo e, di fatto, questo piccolo borgo nel quale ci troviamo oggi è diventato protagonista di una parte del libro relativamente ridotta, ma decisamente centrale per lo sviluppo dell’indagine che racconto”. L’ovino simbolo di Casargo costituisce inoltre il soggetto della copertina del volume – “che abbiamo curato con attenzione per far emergere il cuore e la vera essenza di questo romanzo” - raffigurante proprio una capra orobica, di spalle, che indossa un completo grigio chiaro: con le montagne di sfondo, un rivolo di sangue che scende da un corno suggerisce la natura del racconto. 
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Passando ad indagare le tematiche del romanzo, l’autrice ha dapprima chiarito il significato del “grigio chiaro”. “Fin da piccola, mamma mi diceva che nella vita non esistono solo il bianco e nero, ma che ci sono tante gradazioni nel mezzo. Il grigio, da una parte, mi ha permesso di restituire la complessità e le sfumature che accompagnano la psicologia dei vari personaggi e, dall’altra, credo sia un colore in grado di rappresentare tutti noi, che siamo “tante cose in una” e che sappiamo cambiare in base al contesto e alle varie situazioni. Spesso, infatti, si dice che “l’apparenza inganna” e che non tutti sono sempre quello che sembrano”.
Prandi ha parlato poi dell’ironia racchiusa nel volume, sottolineando il suo tentativo di scrivere al contempo “un giallo leggero, un libro da leggere alla sera per rilassarsi” e “un racconto avvincente, nel quale il lettore abbia il desiderio di scoprire chi è il colpevole”. Tornando al tema dell’ambientazione, l’autrice ha invece dichiarato l’intento di “sfatare il mito che al Nord siamo più “grigi”, chiusi, riservati, rispetto al Meridione”, restituendo invece la vitalità di un territorio, mentre – con ironia per l’appunto - si racconta “il contrasto e l’incontro tra due mondi, il Nord e il Sud, dove nulla è davvero bianco o nero. Perché, alla fine, anche la morte ha mille sfumature di grigio.”
In conclusione, l’autrice ha discusso i suoi progetti letterari futuri, affermando che “ho già iniziato a scrivere un’altra indagine, nella quale porterò avanti il maresciallo Pepe e alcuni altri personaggi. Mi sono davvero divertita a scrivere questo libro, perciò vorrei proseguire su questa strada, continuando a scrivere gialli dal carattere ironico”.
A.Te.
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