Lecco: droga e un telefono in cella, mandato a giudizio
Nel settembre 2022, almeno sei detenuti del carcere di Pescarenico, avrebbe effettuato telefonate, chiaramente non autorizzate dall'amministrazione penitenziaria, servendosi di un cellulare - un Wiko dual sim, per la precisione - entrato, chissà come, dietro le sbarre.
Individuato però chi lo gestiva, risultato tra l'altro intestatario di una delle due schede, con la seconda riconducibile alla sua consorte: si tratta di M.R., classe 1995, in Italia senza fissa dimora ma... al tempo chiaramente anch'egli "ospite" della Casa Circondariale di Pescarenico.

Quest'oggi, assistito dal legale di fiducia, è comparso in Tribunale a Lecco, al cospetto del giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano che lo ha poi rinviato a giudizio, proprio per aver introdotto illecitamente, in concorso con un soggetto rimasto ignoto, il cellulare in carcere. Ma non solo. Risponderà anche della detenzione di 8,20 grammi di hashish, ritenuti non destinati al solo uso personale, scovati, insieme al telefono, dalla polizia penitenziaria nella sua cella, celati sotto al materasso. Bingo, insomma.
Individuato però chi lo gestiva, risultato tra l'altro intestatario di una delle due schede, con la seconda riconducibile alla sua consorte: si tratta di M.R., classe 1995, in Italia senza fissa dimora ma... al tempo chiaramente anch'egli "ospite" della Casa Circondariale di Pescarenico.

La casa circondariale di Pescarenico
Quest'oggi, assistito dal legale di fiducia, è comparso in Tribunale a Lecco, al cospetto del giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano che lo ha poi rinviato a giudizio, proprio per aver introdotto illecitamente, in concorso con un soggetto rimasto ignoto, il cellulare in carcere. Ma non solo. Risponderà anche della detenzione di 8,20 grammi di hashish, ritenuti non destinati al solo uso personale, scovati, insieme al telefono, dalla polizia penitenziaria nella sua cella, celati sotto al materasso. Bingo, insomma.
A.M.





















